
Mindhunter 3: non vedremo una terza stagione del telefilm di David Fincher
La seconda stagione di Mindhunter, il period drama ideato da David Fincher e dedicato ai primi studi degli anni cinquanta sui serial killer, era arrivata su Netflix 14 mesi fa. E già allora ci eravamo interrogati, incerti e preoccupati, se e quando avremmo potuto vederne una terza stagione.
Il problema principale era il metodo di lavoro del suo creatore, un David Fincher votato a un maniacale perfezionismo. Ogni suo progetto ha infatti avuto bisogno di lunghissima gestazione e il regista aveva già dichiarato di volersi dedicare a ben altri due progetti: il film Mank che uscirà a dicembre su Netflix e la seconda stagione di Love, Death & Robots.
Le speranze si erano ancora di più affievolite quando avevamo scoperto che i protagonisti dello show, Jonathan Groff, Holt McCallany e Anna Torv, a gennaio erano stati liberati dai contratti e che la serie era stata messa in “attesa a tempo indeterminato”.
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In questi giorni è stato lo stesso Fincher a stroncare anche le ultime speranze. Per il regista il lavoro su Mindhunter è sempre stato piuttosto estenuante. Ecco cosa ha rivelato in un’intervista:
“All’inizio dei lavori sulla seconda stagione ho guardato ciò che era stato scritto e ho deciso che non mi piaceva nulla, quindi abbiamo buttato tutto e ricominciato da capo”.
E’ stato a quel punto che ha promosso Courtenay Miles, che aveva lavorato alla serie come assistente alla regia, a co-showrunner.
“Con Mindhunter la settimana lavorativa è di 90 ore. Il lavoro assorbe ogni cosa. Quando ho finito di girarlo, mi sentivo sfinito, e ho confessato: “Non so se avrò la forza di creare una terza stagione”.
E Netflix non gli ha creato problemi. Il CEO Ted Sarandos e Cindy Holland, all’epoca vicepresidente dell’azienda, hanno chiesto a Fincher se ci fosse qualcos’altro su cui volesse lavorare e ne è nato il film Mank.
“Inoltre, per il pubblico che aveva, Minhunter è un telefilm molto costoso”, ha detto Fincher. “‘Finisci Mank e poi vedi come ti senti mi hanno detto’, ma onestamente non credo che saremo in grado di realizzarlo con un budget inferiore a quello della seconda stagione. E a un certo livello, devi essere realistico: i dollari investiti devono corrispondere ad un certo numero di telespettatori”. Eppure Netflix sembra essere disposta a mantenere la porta aperta.
Confermando che una terza stagione non è in programma, un portavoce ha aggiunto: “Forse tra cinque anni”.
Noi ci speriamo, e voi?
FONTE: Vulture
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