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I Fantastici Quattro - Gli inizi

I Fantastici Quattro – Gli inizi è probabilmente il miglior film Marvel dedicato al quartetto. Non che ci volesse molto a raggiungere questo obiettivo, viste la mediocrità e i flop delle versioni precedenti. Tuttavia, siamo ancora lontani dai fasti e dall’intrattenimento delle prime fasi del Marvel Cinematic Universe e, se vogliamo azzardare un paragone con Superman di James Gunn – che segna un nuovo inizio per la DC – qui di coraggioso c’è ben poco: si sceglie, come sempre, la strada più sicura e meno rischiosa.

L’ambientazione retro futuristica e le interpretazioni del cast

Vale però la pena partire da ciò che funziona in questo reboot dei Fantastici 4. Come nel film di Gunn, viene saltata – fortunatamente – tutta la parte della genesi: chi erano, come hanno ottenuto i poteri, ecc. Questo aspetto viene saggiamente condensato nei primi dieci minuti, lasciando subito spazio a una famiglia già unita e a personaggi ben caratterizzati. La narrazione si concentra quindi sui legami e sulle dinamiche interne, più che sulla semplice esposizione.
L’ambientazione retrofuturista della New York dei primi anni ’60 è realizzata con grande cura e ben intrecciata alla storia, mentre la regia di Matt Shakman, se pur semplice nell’esequzione, offre sequenze visivamente affascinanti, soprattutto quelle ambientate nello spazio.

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Il cast è uno dei punti di forza del film

Vanessa Kirby e Pedro Pascal funzionano alla perfezione e regalano le scene più intense. Il loro litigio, pur restando in superficie purtoppo, tratteggia quasi un ritratto di neurodivergenza di Reed, rendendolo non solo umano, ma anche fallibile nelle sue scelte, spesso in contrasto con la morale comune. Funziona bene anche la scena finale, emotivamente coinvolgente, in cui Reed, Johnny e Ben sembrano arrendersi di fronte alla morte di Sue.

Joseph Quinn ed Ebon Moss-Bachrach si inseriscono senza difficoltà nella trama, ma è proprio nelle loro storyline che emergono i limiti più evidenti della scrittura. Ben Grimm è innamorato di un’insegnante locale (Natasha Lyonne), che sembra disposta a guardare oltre il suo aspetto granitico, mentre Johnny sviluppa una certa attrazione per Silver Surfer (Julia Garner), giunta sulla Terra come emissaria di Galactus. Purtroppo, queste sottotrame finiscono per frammentare la narrazione principale senza aggiungere reale profondità, rimanendo troppo abbozzate. Silver Surfer e il personaggio interpretato da Natasha Lyonne spariscono a lungo dallo schermo, generando nello spettatore una sensazione di caos e incertezza su ciò che sia davvero rilevante ai fini della storia.

La sceneggiatura: il vero tallone d’Achille

Il problema principale del film è la sceneggiatura. La trama appare caotica, slegata e poco fluida, oltre che eccessivamente semplicistica, anche nello sviluppo del conflitto centrale – lo scontro con Galactus e il salvataggio di Franklin. Tutto scivola via troppo in fretta e in superficie: anche quando l’intensità cresce, il ritmo viene subito spezzato da un cambio di scena brusco che vanifica l’emozione, rendendo la visione a tratti frustrante.

Inoltre, il film risulta poco coraggioso nelle scelte narrative. Considerando che è stato scelto un cast composto principalmente da attori drammatici, sarebbe stato saggio affidare loro più materiale in questa direzione: proprio nei momenti di maggiore intensità emotiva il film raggiunge le sue parti più riuscite.
È noto che Matt Shakman avesse girato oltre quattro ore di materiale, ridotto poi a meno di due nella versione finale. Vanessa Kirby stessa ha dichiarato più volte che alcune scene fondamentali, a cui teneva molto, sono state eliminate. Lasciando il dubbio che il cut finale abbia confezionato un’opera piuttosto diversa dal director’s cut. Questa è solo un’impressione, ma resta difficile ignorarla, visto che durante il press tour, questo concetto è stato ripetuto varie volte.

In conclusione, I Fantastici Quattro – Gli inizi è comunque un film piacevole da vedere: un intrattenimento leggero che beneficia di buone interpretazioni e di una scenografia molto curata. Resta la voglia di un sequel che possa approfondire maggiormente i personaggi e le loro psicologie. Certo, con un po’ di coraggio in più avremmo potuto avere non solo un film gradevole, ma un vero buon film.

Regia e fotografia
Sceneggiatura
Recitazione
Coinvolgimento emotivo

Un film piacevole che rilancia in grande la prima famiglia Marvel. Grazie a un cast ben scelto e convincente e a un’ambientazione curata, offre un intrattenimento solido e coinvolgente. Peccato che dalla sceneggiatura ci si aspettasse molto di più.

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Maura Pistello

Fondatore/ Admin Giornalista pubblicista Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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1 commento

  1. Mi sono davvero piaciute le interpretazioni di Kirby e Pascal, riescono a dare un peso emotivo alla storia che altrimenti sarebbe risultata piatta. Peccato però che il film resti abbastanza prudente, senza osare veramente; sarebbe stato interessante vedere più coraggio nelle scelte narrative e nei momenti di tensione.

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