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Thor: Love and Thunder ossia come il cinecomic si fece cinepanettone – la recensione del film

Titolo: Thor: Love and Thunder
Genere: cinecomic
Anno: 2022
Durata: 1h 59m
Regia: Taika Waititi
Sceneggiatura: Taika Waititi, Jennifer Kaytin Robinson
Cast principale: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Christian Bale, Taika Waititi, Tessa Thompson, Russell Crowe, Jaime Alexander, Chris Pratt, Dave Bautista, Karen Gillan, Pom Klementieff

Nuova Zelanda e Italia sono sufficientemente lontane che è impresa oltre ogni logica immaginare che il Taika Waititi regista e sceneggiature di Thor: Love and Thunder abbia mai visto qualcuno dei cinepanettoni che imperavano dalle nostre parti quando lui era ragazzino.

Più facile che gli sia capitato di vedere quei film in cui la faceva da padrone Leslie Nielsen con la sua comicità demenziale a base di pallottole spuntate e aerei più pazzi del mondo. O forse è semplicemente tutta farina del suo sacco da cui, d’altra parte, ha tirato fuori opere come il mockumentary What we do in the shadows (da cui è tratta la serie omonima) e più recentemente Our Flag Means Death per HBO Max. Prodotti dove non si può certo dire che manchino uno humour che sa essere intelligente, ma non si vergogna di essere pecoreccio e volgare.

Thor: Love and Thunder - la recensione
Thor: Love and Thunder – la recensione – Credits: Marvel Studios

Inseguire i cinepanettoni

Nonostante questo avviso per i naviganti, era comunque difficile prepararsi alla tempesta che ha investito per due ore chi si aspettava di vedere un nuovo capitolo della fase 4 del Marvel Cinematic Universe (MCU). Anche perché solo per educazione si eviterà di specificare di cosa sono fatte le ondate che hanno travolto lo spettatore. E non è acqua salata, ma molto peggio. Neanche l’esperienza pregressa di Thor: Ragnarok poteva bastare. Se quel film, sempre scritto e diretto dallo stesso regista, aveva rappresentato una sterzata brusca nella caratterizzazione del dio del tuono, questo Thor: Love and Thunder porta quel discorso alle estreme conseguenze.

Talmente estreme da far sembrare la parentesi in stile big Lebowski di Avengers – Infinity War una scelta drammatica (e dopotutto motivata). Invece, qui si spinge così tanto sull’acceleratore della comicità di bassa lega da far deragliare il film in uno sgangherato profluvio di battute stupide, meme riciclati, scenette demenziali, discorsi strampalati, umorismo da caserma, gag fuori luogo, tempi sbagliati.

Si potrebbe obiettare che uno stile più scanzonato e la presenza di momenti leggeri sono una firma stilistica comune a tutti i cinecomic Marvel. Caratteristica che raramente risulta fastidiosa perché è dosata con attenta arguzia e calibrata sulle specificità del supereroe protagonista. Thor: Love and Thunder, invece, è un cavallo pazzo a cui hanno lasciato le briglie sciolte e il recinto aperto. Corre in ogni direzione senza andare da nessuna parte. Allo stesso modo, l’umorismo di Thor: Love and Thunder si sottrae ad ogni controllo. Si insinua prepotente in ogni scena di modo che anche quelle che meriterebbero un certo pathos annegano nella parodia di sé stesse. Si potrebbe parlare di un film che non vuole prendersi sul serio. Il problema è che non riesce ad essere preso sul serio neanche quando, invece, la storia, che pure deve raccontare, lo richiederebbe.  

Si citava prima Leslie Nielsen e i suoi film comici volutamente demenziali. Ma è un paragone impietoso per Thor: Love and Thunder che ne esce nettamente sconfitto. In quelle pellicole, ma anche nelle parodie della serie Scary Movie, l’ostentata ricerca della stupidità e della battuta più semplice e immediata sono mattoncini Lego che si incastrano opportunamente per costruire il giocattolo di film che vogliono essere nulla più che quello. In Thor: Love and Thunder sono piuttosto pezzi di un puzzle presi dalla scatola sbagliata e infilati a forza in un altro puzzle per dare un risultato finale fastidiosamente privo di senso.

Di peggio c’è solo la consapevolezza che questa per nulla invidiabile somiglianza con i peggiori cinepanettoni del tempo che fu avrà successo. Perché questo è quello che il pubblico vuole. E questo è quello che il fu dio del tuono è diventato. Un comico da tv locale che ripete il suo tormentone cercando di farlo sempre più semplice e sempre più sguaiato.

LEGGI ANCHE: Chris Hemsworth: 10 cose che (forse) non sai sull’attore di Thor

Thor: Love and Thunder - la recensione
Thor: Love and Thunder – la recensione – Credits: Marvel Studios

Un’alluvione che spazza via tutto

A rendere ancora più disturbante l’aura da cinepanettone fuori tempo massimo di Thor: Love and Thunder è il rendersi conto di ciò che questo film avrebbe potuto essere e non è stato. Diversi sono, infatti, i motivi di interesse che lasciavano pensare o almeno sperare che il film avrebbe alternato una comicità anche sboccata e sempliciotta con un atteggiamento più maturo ed emotivo. Su tutti aveva destato maggiore hype il ritorno di Natalie Portman e il suo nuovo ruolo di Mighty Thor. Il ciclo a fumetti creato da Jason Aaron è la dichiarata fonte di ispirazione per questo personaggio. Il film si tiene anche abbastanza fedele all’originale. Soprattutto non rinuncia al dramma che sta dietro alla trasformazione e alle conseguenze che ha per Jane essere la potente Thor.  

Eppure, anche questa sottotrama finisce annebbiata da una fumosa cortina fatta di martelli traditori e asce gelose.

Il conflitto latente tra la Jane Foster scienziata che cerca nella fede norrena una ancora di salvezza svapora nei siparietti tra ex fidanzati che giocano a chi ha lasciato chi. Il romanzo di formazione di una Jane che impara cosa significhi essere una eroina annega nei dialoghi tra amiche del cuore tra lei e una Valkyrie inutilmente sempre ammiccante. La storyline di Jane prometteva di dare a Thor: Love and Thunder il necessario spessore drammatico, ma il film preferisce gestirla quasi come una pausa indesiderata tra una gag e l’altra.

Questa palese insofferenza verso tutto ciò che non possa essere subito mutato in scherzo triviale è evidente anche nella descrizione di New Asgard e della evoluzione di Valkyrie come suo regnante. Sarebbe stato interessante vedere come gli asgardiani si sono adeguati a vivere sulla terra. Altrettanto capire come la guerriera Valkyrie si sia rassegnata a mettere da parte la spada per impugnare la penna con cui firmare carte bollate. Ma anche a queste domande vengono date risposte puramente parodiche che vogliono rendere tutto ridicolo.

Operazione che raggiunge il suo massimo con tutto ciò che accade quando i nostri eroi si trovano a interagire con lo Zeus di Russell Crowe. Spiegare nei dettagli il perché costringerebbe a rivelare spoiler. Basterà dire che la scena del Thor nudo che si vede nei trailer non è il punto più basso. Perché, se c’è una cosa che Thor: Love and Thunder sa fare bene, è scavare ancora più in basso.

Thor: Love and Thunder - la recensione
Thor: Love and Thunder – la recensione – Credits: Marvel Studios

La fiera dello spreco

Paradossalmente, Thor: Love and Thunder corregge la pecca che è stata spesso imputata ai film standalone dedicati a singoli personaggi del MCU. Il suo villain è, infatti, uno dei meglio riusciti in termini di carisma e presenza scenica. Merito sicuramente di un Christian Bale che riesce a comunicare la feroce determinazione e la ferrea volontà di un personaggio mosso da una sete di vendetta che travalica il confine tra giusto e sbagliato.

Gorr, soprattutto, è un personaggio le cui motivazioni sono illustrate con chiarezza. Un villain che spaventa perché, in realtà, ha sostanzialmente ragione. Il suo essere un macellatore di dei non è figlio di una astratta volontà di fare il male. Piuttosto è la conseguenza logica di una premessa oggettivamente condivisibile. Non è il perché ad essere errato, ma il come. Ed è questo che lo rende così inquietante. Il suo essere ciò in cui il dolore estremo potrebbe trasformare anche il più mite e amorevole degli agnelli.

Le parti dedicate a Gorr sono quelle che funzionano meglio in Thor: Love and Thunder. Da un lato, offrono lo spunto per combattimenti ben coreografati in cui risaltano sia le doti guerriere dei soliti noti (Thor e Valkyrie) sia la novità del modo di usare Mjolnir da parte di Jane. Dall’altro, permettono a Waititi di cambiare registro stilistico grazie all’idea di un Regno dell’Ombra (accennato già nei trailer) dove i colori sono risucchiati via da un bianco e nero che cancella ogni vita e allegria. Momenti in cui il film riesce ad acquisire quel tono epico che sarebbe lecito chiedere ad una storia di questo genere.

Buona è anche la partecipazione attesa dei Guardiani della Galassia in attesa del prossimo film a loro dedicato. Come prevedibile, la loro presenza si riduce ad un lungo cameo dove risaltano schematicamente le caratteristiche salienti di ogni membro della squadra. Ma è giusto che sia così dato che Thor: Love and Thunder è appunto un film dedicato a Thor. Da lodare, quindi, il modo in cui la loro interazione con il protagonista sia funzionale alla trama fungendo da sorta di innesco motivazionale.

Gorr, i Guardiani, la storyline di Jane, il finale coraggioso per quel che implica nel futuro del dio del tuono. Potenziali motivi per salvare Thor: Love and Thunder. Altri punti a favore sono indubbiamente anche la regia dinamica di Waititi, la fotografia ricca di luci e colori, una colonna sonora a base di rock anni Ottanta che accompagna in maniera ideale le scene migliori. E sicuramente la naturalezza con cui il cast sembra divertirsi ad interpretare i ruoli assegnati.

Invece, tutti questi pro si aggiungono alla lista degli sprechi di un film che sembra quasi vergognarsi dei rari momenti in cui non è demenziale nel modo sbagliato. Thor: Love and Thunder è, infine, ciò di cui non avevamo bisogno: un cinecomic che fa di tutto per essere un cinepanettone.

Thor: Love and Thunder - la recensione

Regia e fotografia
Sceneggiatura
Recitazione
Coinvolgimento emotivo

Una somma di elementi potenzialmente interessanti che annegano in un mare di demenzialità fuori luogo e fuori tempo massimo

User Rating: 0.4 ( 1 votes)

Winny Enodrac

Vorrei vedere voi a viaggiare ogni giorno per almeno tre ore al giorno o a restare da soli causa impegni di lavoro ! Che altro puoi fare se non diventare un fan delle serie tv ? E chest' è !

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1 commento

  1. Thor Love and Thunder: FILM ORRENDO,nulla a che vedere con TUTTI GLI ALTRI FILM DELLA MARVEL!

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