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Mindhunter

Mindhunter: i serial killer visti nella serie di Netflix

Mindhunter serial killer

Tutti sanno che l’acclamata serie di Netflix prodotta e in parte diretta da David Fincher è basata sul quasi omonimo libro scritto da Mark Olshaker e John E. Douglas. In particolare, il secondo è la controparte reale di Holden Ford (interpretato da Jonathan Groff), mentre il personaggio di Bill Tench (Holt McCallany) è un omaggio a Robert Ressler. Come Holden e Bill nella finzione scenica, Douglas e Ressell sono stati nella realtà gli ideatori del metodo di profiling criminale per la cattura dei serial killer. Metodo che hanno sviluppato tramite interviste a serial killer detenuti.

Ma chi sono e cosa hanno fatto i serial killer presenti in Mindhunter? L’elenco è, in verità, troppo lungo per descriverli uno ad uno. Di seguito approfondiremo, quindi, solo alcuni tra loro. Scelta fatta in base a qualche peculiarità che li distingue dal comune killer e che ne motiva l’inserimento nella serie stessa.

L’elenco è, in verità, troppo lungo per descriverli uno ad uno. Di seguito approfondiremo, quindi, solo alcuni tra loro. Scelta fatta in base a qualche peculiarità che li distingue dal comune killer e che ne motiva l’inserimento nella serie stessa.

Mindhunter serial killer: Tutti quelli che abbiamo visto fino ad ora

Mindhunter - Ed Kemper
I serial killer in Mindhunter – Ed Kemper

Edmund Emil Kemper III

Interpretato mimeticamente da Cameron Britton, Big Ed (136kg e oltre 2mt di altezza) è sicuramente il serial killer che instaura il rapporto più importante con Holden e Bill. E non è un caso. Dopo la condanna definitiva nel 1973, il vero Ed Kemper è diventato un detenuto modello premiato diverse volte. Merito della trascrizione di testi in Braille per i ciechi e delle due lauree conseguite durante gli oltre quarant’anni di reclusione.

Una condotta talmente esemplare che riesce difficile immaginare che sia la stessa persona che aveva ucciso a soli 15 anni i nonni materni a fucilate. Uscito di carcere nel 1969, svolge diversi lavoretti e prova anche ad arruolarsi in polizia. Non ci riuscirà, ma diventerà amico di molti poliziotti. Tanto che il capo della polizia lo invita spesso a cena e lo fa uscire con la figlia.

Intanto, però, Ed nasconde la sua rabbia omicida che esplode infine dal Maggio del 1972 al Febbraio 1973 quando uccide le studentesse Mary Ann Pesce, Anita Lucchese, Aiko Koo, Cindy Schall, Rosalind Thorpe, Alice Liu. Dopo averle strangolate o sparate, si masturba sui cadaveri e ne porta a casa le teste per conservarle nel cellophane e avere rapporti orali con i poveri resti. Il 20 Aprile del 1973 l’odio verso la madre (che da piccolo lo aveva sempre umiliato e maltrattato) esplode: la uccide a martellate nel sonno, la decapita, violenta il cadavere, le strappa le corde vocali. Non ancora placata la furia omicida, invita a casa la migliore amica della madre e la strangola appena arriva.

Poi scappa per costituirsi poco dopo confessando tutti gli omicidi e rivelando anche atti di cannibalismo. Da quel momento, Ed il serial killer diventa il Big Ed pacifico e sornione che vediamo in Mindhunter.

Mindhunter - Richard Speck
I serial killer in Mindhunter – Richard Speck

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Richard Franklin Speck

Non è uno dei più famosi, ma è un nome che non può mancare nella lista di Holden e Bill. Scelta legata al suo essere un caso parzialmente anomalo di serial killer perché non uccide con metodocità e scaltrezza, ma in una esplosione incontrollata di violenza. Fino al punto di lasciarsi sfuggire colei che lo identificherà e farà arrestare dalla polizia.

Richard Speck (a cui presta il volto Jack Erdie) era stato da sempre un criminale violento ben noto alle forze dell’ordine di Dallas che lo arrestano per ben trentasette volte in un solo mese. Il suo concetto di bella serata consisteva nell’ubriacarsi, prendere droga e fare a botte con qualcuno in qualche rissa. Se ci riusciva andava a casa contento. Altrimenti, girava fino a trovare un barbone da pestare senza motivo. Nel 1966 viene lasciato dalla moglie dopo che lei ha chiesto il divorzio a causa delle ripetute violenze e minacce di morte conseguenti all’uso smodato di alcool e droga.

Da qui inizia una rapida serie di omicidi. Ammazza quattro donne con lo stesso modus operandi: stupro, rapina, strangolamento, accoltellamento, taglio della gola. Poi perde completamente il controllo. Si introduce in un dormitorio per infermiere. Prima le lega ognuna nella propria stanza. Poi a turno le stupra, le tortura e le uccide. Dopo otto vittime, la violenza è talmente tanta che lui stesso ne resta frastornato al punto da perdere il conto e dimenticarsi che la filippina Corazon Amurao non l’ha ancora uccisa anche se lei si finge morta.

Richard Speck viene arrestato e condannato a morte, ma la pena viene commutata in ergastolo nel 1972. Morirà in carcere nel 1992 dopo aver tenuto un comportamento violento anche dietro le sbarre.

Mindhunter - David Berkowitz
I serial killer in Mindhunter – David Berkowitz

David Berkowitz

Un’altra interpretazione mimetica è quella che Oliver Cooper propone di David Berkowitz. Holden e Bill lo intervistano nella seconda stagione di Mindhunter perché è il primo caso di serial killer che cerca l’attenzione della stampa e della polizia. Il 16 Aprile 1977, accanto al corpo di due delle sue sei vittime, fu infatti ritrovata una lettera indirizzata a Joe Borelli, il capitano che conduceva le indagini.

Nella lettera, scritta in un inglese sgrammaticato, il killer si definiva il figlio di Sam, nome con il quale diventerà famoso. Il resto della lettera era un insieme delirante di frasi in cui l’assassino diceva di obbedire ad una sorta di entità demoniaca che lo spingeva ad uccidere per soddisfare la sua sete di sangue. L’anno dopo, pochi mesi prima dell’anniversario del primo omicidio, Berkowitz scrisse una seconda lettera a Jimmy Bresslin, redattore del New York Daily News. A nulla valse la risposta del giornalista che lo invitò a smettere di ammazzare.

Dopo due anni costellati da sei vittime e numerosi feriti a colpi di Magnum calibro 44 (la stessa dell’ispettore Callaghan di Clint Eastwood), Berkowitz fu arrestato il 10 Agosto del 1977. Non oppose resistenza limitandosi a chiedere agli agenti “perché ci avete messo così tanto?”. In carcere, si dichiarò satanista per accusare poi successivamente i suoi vicini di casa John e Michael Carr di essere suoi complici e altri son of Sam (ed, in effetti, Sam era il nome del loro padre). Nel 1979 accettò di incontrare un esorcista per dichiararsi poi cristiano rinato e inviare lettere di pentimento alle famiglie delle sue vittime. Al momento, Berkowitz è in carcere dove cura il suo sito ufficiale su cui compaiono articoli e lettere su altri serial killer.

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Mindhunter - Wayne Bertram Williams
I serial killer di Mindhunter – Wayne Bertram Williams

Wayne Bertram Williams

Non è un nome particolarmente noto, ma è sicuramente quello che ricopre un ruolo preminente in questa seconda stagione di Mindhunter. Perché è per catturare lui che Holden e Bill lasciano la quiete ovattata di Quantico e delle interviste per buttarsi sul campo e testare l’efficacia dei loro metodi.

C’è, in verità, poco da aggiungere su di lui oltre quello che si vede negli ultimi episodi di questa seconda stagione. Arrestato quasi per caso nell’ultimo giorno di pattugliamento dei ponti, Wayne (interpretato da Christopher Livingston) fu, infine, condannato solo per gli omicidi di due persone adulte. Il fatto che corrispondesse almeno in parte al profilo elaborato dall’FBI fu ritenuto motivo sufficiente per chiudere le indagini sugli omicidi dei 28 adolescenti di colore scomparsi ad Atlanta tra il Luglio del 1979 e il Maggio del 1981. Come la serie lascia capire, questa scelta fu probabilmente dettata da motivi politici piuttosto che da accuse motivate.

Ciò che la serie non dice è il dopo. Williams ha continuato a professarsi innocente chiedendo più volte la riapertura del caso. Negli anni successivi, molti dubbi sono stati sollevati sui test usati per incriminarlo, ma non sono mai stati ritenuti sufficienti a scagionarlo. Nondimeno, nel Marzo di quest’anno, il sindaco di Atlanta e il capo della polizia hanno ordinato la riapertura del caso per stabilire se Wayne Williams sia effettivamente responsabile dei crimini a lui attribuiti o non via, invece, un coinvolgimento del Ku Klux Klan come sostenuto dalle madri dei ragazzi.

Mindhunter - Dennis Rader
I serial killer di Mindhunter – Dennis Rader

Dennis Rader

Il serial killer del domani di Mindhunter. Lo abbiamo visto comparire in brevi scene durante ogni episodio di questa stagione e in qualcuno della precedente. Sempre silenzioso e dall’aspetto rassicurante per il suo essere anonimo. Eppure, Dennis Rader (a cui presta il volto Sonny Valicenti) è stato uno dei serial killer che più duramente ha messo alla prova le abilità degli inquirenti e dei profiler dell’FBI.

Come spesso accade, Rader era ritenuto un membro rispettabile della sua comunità in un sobborgo di Park City in Kansas. Aveva cresciuto due figli ed era ritenuto un buon padre di famiglia. Era anche coinvolto nell’organizzazione delle attività dei boy scout e si era guadagnato il posto di presidente della locale chiesa luterana. Il peggio che si poteva dire di lui era che fosse ossessionato dal rispetto delle regole fino ad eccedere in atteggiamenti bizzarri come contestare l’altezza dell’erba nel giardino. Il lavoro come ispettore comunale gli offriva l’occasione di contestare ogni minima violazione dei regolamenti alienandogli molte simpatie.

Eppure, proprio questa sua mania del controllo fu l’arma con cui riuscì ad eludere la cattura per trentuno anni. Tanti ne passano dal 1974 in cui uccise i quattro membri della famiglia Otero al 2005 in cui fu arrestato. Dopo il primo pluriomicidio, Rader scelse come vittime donne che vivevano sole. Tornate a casa trovavano l’uomo ad aggredirle per sottoporle poi al suo sadico rituale condensato nelle tre lettere BTK: bind, torture, kill. Sotto i colpi della sua follia caddero Katryn Bright nel 1974, Shirely Vian e Nancy Fox nel 1977, Marine Hedge nel 1985, Vicki Wegerle nel 1986, Dolores Davis nel 1991.

I lunghi periodi di pausa tra le serie di omicidi aiutarono Rader a bloccare le attività degli inquirenti. Soprattutto, Rader aveva una piena padronanza della scena del crimine che gli permetteva di non lasciare alcuna traccia utile per chi gli dava la caccia. Questa sicurezza era riflessa anche nella sua peculiarità: scriveva lettere alla polizia in cui descriveva minuziosamente gli omicidi firmandosi con l’acronimo BTK e un logo che aveva inventato apposta.

La troppa sicurezza fu, infine, la sua condanna. Tredici anni dopo l’ultimo omicidio, Rader ricominciò a mandare lettere alla polizia accludendo nel 2005 anche un floppy disc vuoto. I tecnici informatici riuscirono, tuttavia, a recuperare un documento Word intitolato “Christ Luteran Church” che risultava modificato da Dennis. Ci volle poco a verificare che un Dennis Rader era stato presidente della Christ Luteran Church. Mancava ancora la prova definitiva. Bisognava confrontare il DNA delle tracce di sperma trovate sui cadaveri con quello di Rader o di un parente prossimo. Fu la figlia Kerri a fornire quel campione. E a collegare episodi strani a cui aveva assistito in un unico quadro che si spiegava solo se quello che i poliziotti le stanno dicendo era vero: suo padre era BTK.

Rader fu arrestato di lì a poco. Al poliziotto che gli chiedeva se sapesse perché lo stavano cercando, rispose con calma “ho qualche sospetto”. Condannato a 10 ergastoli, sta attualmente scontando la pena.

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