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Cinema

The Perfection – la recensione dell’horror a suon di musica di Netflix

The Perfection - la recensione
Netflix

Titolo: The Perfection

Genere: thriller – horror

Anno: 2019

Durata: 1h 30m

Regia: Richard Shepard

Sceneggiatura: Eric C. Charmelo, Richard Shepard, Nikole Snyder

Cast principale: Allison Williams, Logan Browning, Steven Weber, Alaina Huffman

Banalmente si dice che nessuno è perfetto. Il miglior modo di assolversi quando si fa un errore. Ma ci sono persone per le quali la ricerca della perfezione è una necessità quasi vitale. Perché nessuna opera d’arte può essere ammirata se chi la realizza non ha cercato di raggiungere la perfezione. Nessun concerto ascoltato con silenzioso stupore se chi suona non è alla ricerca della perfezione. Ma, se la perfezione fosse una meta volutamente irraggiungibile? Una bugia creata ad arte per ingannare vittime innocenti? Per plagiare le loro menti? È questa menzogna il seme di quel che accade in The Perfection, l’horror di Richard Shepard da poco disponibile su Netflix.

The Perfection - la recensione

The Perfection – la recensione – Credits: Netflix

Ottimizzare il rapporto qualità/prezzo

Richard Shepard, regista e coautore della sceneggiatura di The Perfection, ha una lunga carriera alle spalle fatta di tanti episodi di serie tv e pochi film. Sebbene non si possa certo dire che abbia lasciato finora un segno distintivo, ha una certa solida artigianalità che gli permette di padroneggiare senza sbavature generi diversi. Ed è proprio su onesti mestieranti come il regista nato a New York che Netflix può puntare sperando di tirarne fuori un successo low cost.

Operazione che riesce abbastanza con questo insolito film che unisce scene decisamente horror ad una costruzione più tipica di un thriller dove nessuno è quel che inizialmente sembra. Funziona molto, in questo senso, la narrazione non lineare adottata dalla sceneggiatura con il tempo che torna indietro alla fine di un evento importante per svelarne la giusta interpretazione e mostrare l’intelligenza delle scelte dei personaggi. Una tecnica non innovativa, ma che qui viene usata al meglio evitando che la trama caschi in buchi logici o colpi di scena immotivati messi lì solo per scioccare a gratis lo spettatore più attento.

The Perfection riesce in questo modo a tenere alto il livello dell’attenzione mutando più volte pelle e facendo mutare in continuazione il modo in cui lo spettatore deve relazionarsi ai personaggi sullo schermo che, di volta in volta, possono apparire come demoni bugiardi o angeli sinceri, ammirevoli maestri o riprovevoli mostri. Un alternarsi di ruoli che non è mai senza motivo e che avviene con una fluidità naturale che non si può non apprezzare.

Shepard conosce da anni le regole del gioco e dimostra di saperle usare a suo favore quando serve.

The Perfection - la recensione

The Perfection – la recensione – Credits: Netflix

I troppi volti della perfezione

The Perfection sa rendere ambiguo il senso del suo titolo. Che cos’è, infatti, la perfezione a cui fa riferimento? Qualcosa di possibile? Di unico? O una meta ideale da raggiungere? Quale che sia il costo? O forse solo una menzogna?

Charlotte (Allison Williams) e Lizzie (Logan Browning) sono due violoncelliste cresciute, in momenti diversi, nella prestigiosa accademia del magnetico Anton (Steven Weber) e della sua affascinante compagna Paloma (Alaina Huffman). Il tatuaggio della nota musicale sulla spalla destra è un marchio esclusivo che indica la perfezione che hanno raggiunto nell’arte del suonare quell’impegnativo strumento. Una perfezione sentita, però, in modo differente dalle due. Come un dono da Lizzie. Come una condanna da Charlotte. Sarà poi il film a svelare chi delle due abbia ragione e come e perché il loro essere apparentemente opposte (estroversa e impulsiva Lizzie, riflessiva e timida Charlotte) sia la conseguenza di quel vissuto che le ha unite prima ancora che si conoscessero.

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Merito o colpa di Anton e Paloma che mascherano nell’apparente interesse esclusivo per la ricerca della perfezione ossessioni e segreti che lo spettatore intuisce rapidamente nei loro modi fin troppo affettati e formali. Una costruzione di personaggi bifronte che viene portata avanti da una scrittura solida che sa come traslocare in un mondo ovattato come quello della musica classica caratteri presi a prestito da generi molto più chiassosi.

The Perfection ha, quindi, il lodevole pregio di fondere con notevole efficacia l’eleganza della musica con la crudezza dell’horror e la perversione del thriller.

The Perfection - la recensione

The Perfection – la recensione – Credits: Netflix

Una alchimia perfetta

Di sicuramente perfetto in The Perfection c’è l’intesa tra le due protagoniste. Le bellezze diverse di Allison Williams e Logan Browning danno corpo in maniera speculare alla volontà di primeggiare, al desiderio di possedere l’arte della musica, alla ossessione per la mancanza di errori. Entrambi le attrici si rivelano estremamente versatili risultando credibili sia quando i loro personaggi vestono i panni del buono che quando indossano quelli del villain. Ed è proprio questa naturalezza nel mostrare i due aspetti opposti che rafforza il finale in cui non è più possibile distinguere i concetti di bene e male, giustizia e vendetta, passione ed orrore.

La vera coprotagonista di The Perfection è, tuttavia, la musica che diventa strumento non solo di intesa, ma anche di dannazione. Portatrice delle gioie dell’amore o porta attraverso cui far entrare l’orrore. Una musica che si sposa con immagini costruite in maniera elegante come se occhio e orecchio dovessero accordarsi per comprendere il senso ultimo di quel che scorre sulla scena.

The Perfection sa, però, anche quando è il momento di lasciare spazio alla componente più horror e meno sofisticata. Non mancano, infatti, scene disturbati o esplicitamente macabre realizzate con discreta artigianalità che non fa pesare la mancanza di un ricco budget o di effetti speciali ad hoc. Quanto basta per ricordare allo spettatore che, aldilà della sua eleganza formale, The Perfection vuole comunque essere un horror o almeno un thriller che non si tira indietro quando si tratta di fare un passo in più verso il macabro.

Con The Perfection Netflix raggiunge quello che era il suo obiettivo. Dimostrare che, alle volte, non c’è bisogno di spendere troppo o cercare nomi famosi per ottenere un buon risultato. Basta affidare la partitura a chi sa suonarla.

The Perfection - la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.4

Giudizio complessivo

Un film che sa ottimizzare il materiale a disposizione giocando sulla perfezione dell’intesa tra le due protagoniste e sulla qualità della scrittura di una trama che oscilla tra horror e revenge movie

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