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The Flash: Recensione dell’episodio 1.15 – Out of time

“Lost in translation” è un ottimo film del 2003 di Sofia Coppola (vincitrice del premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale) con Bill Murray e Scarlett Johansson. Ma è anche un modo per indicare i pericoli di una traduzione letterale dalla lingua di Shakespeare a quella di Dante. Tradurre è, infatti, un arte, ma anche scrittori affermati con ottima conoscenza di entrambe le culture possono trovarsi in difficoltà a conservare le stesse sfumature nel passaggio dal testo inglese a quello italiano. Succederebbe proprio questo se si provasse a tradurre il titolo di questo episodio. “Out of time” diventerebbe “fuori tempo” o sarebbe meglio “fuori dal tempo”? Dilemma non da poco perché è su questo duplice significato di quelle tre misere parole che si giocano i cliffhanger di questo nuovo capitolo delle avventure di Barry Allen. E che cliffhanger !

TheFlash1x15Mark“Out of time” è un continuo e inarrestabile crescendo, una piccola palla di neve che appare quasi insignificante quando inizia a rotolare ma che finisce per travolgerti in maniera inarrestabile, un’onda che increspa appena la superficie del mare aperto ma si trasforma in uno tsunami di emozioni alle quali non si può sfuggire. La prima parte dell’episodio sembra discostarsi molto poco dalla struttura classica; da una parte, il villain della settimana a cui assegnare un nuovo soprannome e da sconfiggere con il solito mix tra la super velocità di Barry e le invenzioni di Cisco; dall’altra, le schermaglie sentimentali tra le coppie Barry/Linda e Eddie/Iris e la quotidianità di Cisco, Caitlin e Wells tra classici del cinema da recuperare e serie tv da vedere (per la gioia dei fan di “The Walking Dead”). I più critici potrebbero anzi quasi lamentare una certa ripetitività con il ritorno ex abrupto di un meta umano che è solo una versione potenziata del primo avversario di Barry. Il caso riesce ad essere comunque interessante per la scelta di coinvolgere in prima persona Joe e fare del capitano Singh una vittima collaterale di un meta umano che non esita a mostrare apertamente i suoi poteri soprannaturali (permettendo quindi di presentare il fidanzato di David in una scena in ospedale che, spiace dirlo, non potrebbe ripetersi in Italia causa l’inconcepibile arretratezza della nostra legislazione in fatto di diritti delle coppie omosessuali). Certo, la difficile caccia a Mark Mardon (interpretato da Liam “Spartacus” McIntyre) si fa sempre più adrenalinica col trascorrere dei minuti dell’episodio facendo finire sullo sfondo le scenate di gelosia di Eddie e Linda e la presa di coscienza di Iris su chi sia il suo vero amore. E tuttavia anche la vendetta di Mark e i tentativi di Barry e Joe di impedirla cominciano paradossalmente ad essere quasi un fastidioso intoppo quando Cisco inizia ad avvicinarsi alla verità su Wells.

TheFlash1x15CiscoEd è in questo momento che i fuochi di artificio iniziano a scoppiare nel già tumultuoso cielo di questo pirotecnico episodio. Anticipato dai sospetti passati di Joe (intanto convintosi della sua innocenza) e dall’esca lanciata da Mason Bridge, il dubbio sulla vera natura di Wells continua a tormentare Cisco. Il nostro inventore preferito è costretto ad affrontare la difficile sfida di dubitare della sola persona che non ha mai smesso di credere in lui finendo per essere una sorta di padre putativo che lui antepone a quella famiglia naturale che preferisce evitare (per motivi che non sappiamo in verità). Cisco, dopo Barry, è il personaggio che, pur non rinunciando agli aspetti più appariscenti e divertenti della sua personalità (i soprannomi divertenti, le battute in stile nerd, le t – shirt variopinte), è maggiormente cambiato durante questa prima stagione. Non è più solo il geniale e scanzonato scienziato capace di uscirsene sempre con lo strumento più adatto a fronteggiare il meta umano di turno. Al contrario, Cisco ha dovuto combattere con il senso di colpa per la presunta morte di Ronnie, confrontarsi con il complesso di inferiorità nei confronti di Hartley, trovare il coraggio di guadagnarsi la fiducia del dipartimento di polizia, diventare il migliore alleato di Joe nella sua ricerca dell’assassino di Nora Allen. Ed, infine, Cisco riesce a sacrificare alla ricerca della verità anche il suo stesso affetto per Wells lasciando che sia questa la bussola del suo agire e non anteponendo un profondo sentimento ad una irrimandabile giustizia. Lo sguardo amaro che si dipinge sul suo viso quando la maschera di Wells crolla per svelare Eobard Thawne è quello amaro del figlio tradito. Le sue lacrime trattenute prima che l’ormai rivelatosi reverse Flash lo uccida sono più eloquenti di ogni discorso di commiato e raccontano meglio di mille parole quel sentimento misto tra delusione per non aver capito la verità e timore per il pericolo che si abbatterà sui suoi amici che è il triste saluto con cui Cisco sembra lasciare la serie.

TheFlash1x15BarrySembra. Ma è davvero così ? Probabilmente, no. Perché la sconvolgente morte di Cisco non è, incredibile a dirsi, il climax di un episodio che non lascia il tempo di metabolizzare una scioccante rivelazione per servire immediatamente una ancora più intrigante sorpresa. Perché quello che sembrava essere solo l’ennesimo caso della settimana condito dalla feroce determinazione di un villain disposto ad una sconfinata vendetta si rivela essere solo un elaborato stratagemma per arrivare ad un ancor più sorprendente cliffhanger. In ognuno degli episodi visti finora, Barry ha affinato le sue capacità imparando a correre sempre più forte superando ogni volta quelli che sembravano limiti invalicabili anche per il secondo uomo più veloce sulla Terra. Il dubbio di Caitlin sulla possibilità di raggiungere la velocità necessaria a fermare lo tsunami (en passant, ma davvero si potrebbe fermare così uno tsunami?) viene spazzato via dalla rivelazione che Barry può fare molto di più: superare la velocità della luce e tornare indietro nel tempo! Che Barry avrebbe prima o poi acquisito questa capacità era, in realtà, già noto dal momento che proprio Cisco e Joe avevano trovato la prova della presenza di Barry sul luogo del delitto della madre. Che i viaggi nel tempo fossero possibili lo si era anche intuito dalla stanza segreta di Wells e dalla confessione di Eobard in questo episodio. Ma che la serie decidesse di arrivarci tanto presto è una sorpresa che apre scenari inimmaginabili. Perchè Eobard è rimasto intrappolato nel presente di Barry? Quando e come Barry ha provato a salvare la madre fallendo? Perché il reverse Flash ha bisogno di Flash per tornare secoli avanti? Come si riscriverà la storia vista in questo episodio ora che Barry è tornato indietro a prima della morte di Cisco e della confessione di Wells? Deciderà ugualmente di rivelare la sua identità ad Iris o preferirà rinunciare al suo amore per proteggerla ?

“Out of time” è un episodio talmente denso di rivelazioni e tanto ricco di spunti sui possibili scenari futuri che sarebbe andato benissimo come season finale. Ed invece arriva a poco più di metà stagione lasciando presagire che le sorprendenti potenzialità di una serie che doveva essere solo un simpatico spinoff di un prodotto più maturo. Complimenti agli autori che costringono a chiudere questa recensione rubando una intraducibile frase ad un personaggio di Homeland. Perché il commento più adatto per tutto quello che si è visto in “Out of time” non può che essere un sentitissimo “what the fucking fuck !”.

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