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Salem: 5 ottimi motivi per recuperare la serie tv

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Nata nel 1978, WGN America si era sempre limitata a proporre solo repliche di serie televisive storiche o contemporanee. Tra questi anche programmi di intrattenimento ed eventi sportivi. Le ci sono voluti 36 anni per trovare il coraggio di cambiare pelle e produrre in proprio una serie televisiva.

L’onere del debutto è toccato alla serie tv Salem che ha saputo trasformare questo gravoso compito in un convinto onore. Vi diamo di seguito cinque motivi per recuperare Salem prima di trovare una serie tv altrettanto emozionante, dark ed esotica.

Tremate tremate: le streghe sono tornate

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Credits: WGN

No, non siamo negli anni Settanta con le chiassose manifestazioni di appassionate femministe in lotta per i sacrosanti diritti delle donne. Come il nome della serie tv esplicitamente suggerisce, nella serie tv Salem le streghe sono proprio le proverbiali spose di Satana. E non hanno alcuna intenzione di farsi travolgere dall’ondata buonista. La stessa che ha trasformato molti classici della letteratura horror da spaventevoli mostri a tenebrosi innocenti.

Qui non hanno la scopa volante e il cappellaccio nero e nemmeno l’aspetto di vecchie megere. Anzi, molte di loro sono decisamente attraenti! Vestono in maniera elegante ed hanno modi raffinati. Ma tutte hanno gli occhi puntati ad un unico obiettivo: il trionfo del male. Un ritorno all’antico che, paradossalmente, appare quasi innovativo. Una novità in un panorama televisivo che sembra avere paura di chiamare le cose col loro nome.

Perché Salem è proprio quella Salem

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Credits: WGN

Sembrerebbe quasi una tautologia, ma non lo è. Ambientata nella cittadina del Massachussetts resa famosa dal processo alle streghe del 1692 e dai racconti del suo più illustre cittadino (quel Nathaniel Hawthorne che ne mise in luce la perversa ipocrisia), la serie tv Salem si impegna a restituire in maniera realistica la Salem dell’epoca.

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Le scenografie accurate e l’attenzione ai costumi sono il minuzioso sfondo su cui si muovono personaggi. I loro modi di pensare e di agire fanno altrettanto. La loro fede invasata e le paure irrazionali restituiscono il senso più profondo di quel puritanesimo. Lo stesso che fu responsabile della degenerazione di un puro sentimento religioso in un malato fanatismo. Un sentimento in nome del quale è stata giustificata ogni violenza contro innocenti, frettolosamente marchiati come colpevoli. È probabile che, se potesse, Nathaniel Hawthorne sarebbe contento che i suoi romanzi siano stati letti e soprattutto compresi.

Chissà se sarebbe altrettanto soddisfatto di essere inserito tra i le ragioni per recuperare Salem. Speriamo di si!

Il male non è mai stato così accattivante 

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Credits: WGN

Cosa saremmo disposti a fare pur di recuperare il rispetto che ingiustamente ci è stato negato? Fin dove ci spingeremmo per proteggere i nostri affetti più sinceri da ogni pericolo?

Sono queste le domande a cui si trovano costretti a rispondere alcuni dei personaggi di questa serie tv. In primo luogo Isaac (Iddo Goldberg), marchiato a fuoco per il reato di adulterio, ma colpevole solo di aver seguito il suo cuore. Un sentimento che l’ha spinto oltre le bigotte convenzioni del suo tempo. Segue il magistrato Hale (Xander Berkeley), fedele servitore delle streghe e stregone egli stesso. La sua devozione, tuttavia, non è una convinta adesione ai piani del maligno quanto piuttosto la vittima in fuga. Lui è spinto dalla ferma volontà di evitare all’amata figlia un doloroso destino di emarginazione.

Interessante è inoltre l’evoluzione di Cotton (Seth Gabel), diviso tra il desiderio insoddisfatto di compiacere un padre severo e la amara consapevolezza che quella fede distorta che gli è stata insegnata è una inflessibile spada. Un’arma che colpisce basandosi sul pregiudizio e non sulla certezza della verità.

Infine, cruciale è Mercy (Elise Eberle) che da indifeso bersaglio della possessione demoniaca riesce a diventare Regina della Notte. Una donna animata dalla feroce convinzione che solo il male potrà darle quella ammirazione degli altri che le era stata preclusa quando aveva camminato sulla via del bene.

Mary e John non sono Giulietta e Romeo

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Credits: WGN

Mary Sibley (Janet Montgomery) e John Alden (Shane West) sono indubbiamente i protagonisti della serie tv. Ma sono anche i due personaggi ideali per descriverne lo spirito.

Presentati inizialmente come due appassionati innamorati condannati ad una eterna separazione, sia dalla ipocrisia della società puritana che dalla guerra contro gli indiani, John e Mary si dimostrano subito qualcosa di molto diverso. Perché John è l’eroico patriota tornato dal fronte carico di gloria. Ma le mirabolanti imprese che il suo nome si porta dietro sono, in realtà, astute menzogne. Bugie, dalla prima all’ultima, create per nascondere una molto meno onorevole verità.

Perché Mary non ha reagito al forzato abbandono di John annegandosi nella malinconica inedia dell’attesa del ritorno del suo amato. No, ha invece scelto la pericolosa strada della stregoneria, percorrendola con tanta maestria da divenire la più potente strega di Salem. Entrambe sono scelte difficili, figlie di una dolorosa separazione ma che non vengono però rinnegate. I due amanti, infatti, si ritrovano, scoprendo che il tempo non ha annacquato quella mai dimenticata passione.

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Potrebbe essere il trionfo dell’amor cortese, ma questo facile finale è scartato aprioristicamente. Perché Mary non recede dal suo intento di completare il malvagio piano di sterminare la popolazione di Salem e John non esita ad uccidere chi potrebbe far cadere la sua maschera. Accetta infatti con serenità di mentire anche sul ruolo di Mary, nonostante sia consapevole del male che ciò comporterà. Niente Giulietta e Romeo quindi e nessun profumo di rose di una passione innocente. Piuttosto una originale storia d’amore insolitamente bagnata nell’olezzo di cadaveri putrefatti, motivo fondamentale da inserire tra le ragioni per recuperare Salem.

Il grigio non è quello delle Cinquanta Sfumature

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Credits: WGN

“Voi puritani siete convinti che tutto sia bianco o nero; non riuscite a capire che la verità è spesso tutta grigia!”

Queste le parole che dice il capitano Alden in uno degli ultimi episodi della prima stagione. Ed è proprio in queste parole quella che Manzoni chiamerebbe il “sugo di tutta la storia”.

Mary e John sono appassionati amanti che, tra passi in avanti e fughe improvvise, cercano di coronare finalmente il loro sogno d’amore. Ma per raggiungere quello scopo sono disposti a tradire e uccidere. Mercy è la vittima innocente che cerca la giusta punizione di chi l’ha tormentata crudelmente, ma il desiderio di giustizia si tramuta presto in una inestinguibile sete di vendetta. Un sentimento che ammanta di soddisfatta malvagità la sua anima un tempo candida.

Cotton Mather è uno spietato inquisitore che si vanta dell’imporre la fede torturando e giustiziando presunti colpevoli, senza preoccuparsi di cercare la verità. Eppure è anche l’unico avversario delle perfide streghe e il solo in grado di ostacolare la realizzazione del loro perverso piano.

Lo spettatore si trova quindi a parteggiare per quelli che dovrebbe invece avversare. Senza rendersi conto del come, inevitabilmente, deve giudicare non solo le scelte dei protagonisti sullo schermo, ma anche i perché del suo stesso schierarsi. Cinquanta sfumature di grigio quindi, ma non quelle facili del film omonimo. Piuttosto quelle difficili del dubbio su dove sia il confine tra il giusto e l’ingiusto, tra i buoni e i cattivi.

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