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Looking: Recensione dell’episodio 1.08 – Looking Glass

Looking Glass non è solo l’ottavo episodio di Looking è anche la season finale. Stagione breve con episodi corti, poco tempo per lo spettatore di farsi un’idea completa. Io, che dopo i primi due episodi di assestamento, avevo iniziato ad apprezzare la serie, devo dire che mi sento in difficoltà ad azzardare un bilancio. Senza dubbio Looking ha dalla sua molti lati positivi, li abbiamo ripetuti più volte: gli episodi sembrano dei piccoli corti Indie per la fotografia e la regia, la buonissima recitazione non fa altro che donare ulteriore qualità al prodotto, ma ci sono alcune cose poco convincenti, alcune delle quali emergono proprio in questo episodio conclusivo.
Looking_108-2Patrick è di nuovo il centro di buona parte dei venti minuti dedicati all’episodio da un lato, ha Richie che vuole una pausa dal rapporto giacché ritiene che entrambi abbiano corso troppo, dall’altra c’è lo strano comportamento di Kevin. Una delle cose che mi ha spiazzato in questo finale di stagione riguarda proprio il modo in cui è stato caratterizzato questo personaggio. Il creatore della serie Michael Lannan, è stato abbastanza onesto nel dire che in fase di scrittura, vista la chemistry naturale tra Jonathan Groff e Russell Tovey, è stata decisa questa storia tra i due; non era nei piani iniziali ma il creatore grande amico di Russel Tovey (ndr. lui aveva fatto il provino per il ruolo di Patrick) ha pensato che sarebbe stato bello far vedere questo contrasto tra Richie e Kevin e cosa entrambi potevano offrire a Patrick e a suo volta cosa quest’ultimo trovava in due persone così diverse.

L’intento era interessante, la coppia spacca diciamolo e l’obiettivo di creare due fazioni di shipper: Kevin/Patrick e Richie/Patrick è anche riuscito in parte. Il problema a mio avviso è la caratterizzazione del personaggio di Kevin che appare quasi snaturato in questo episodio. Anche la scena di sesso tra i due Looking_108-3viene vista dallo spettatore alla luce dei discorsi fatti qualche episodio fa tra Richie e Patrick, quest’ultimo, infatti, accetta di concedersi passivamente nonostante avesse chiaramente detto a Richie di non sentirsi a suo agio in quella circostanza. Kevin ci si rivela per quello che è, diverso da quello che era apparso inizialmente e questo cambio così repentino – i “giochetti” in cui prima si scusa con Patrick per il bacio fuori luogo e poi gli dice senza mezzi termini di averlo sempre visto solo da un certo punto di vista – sono abbastanza spiazzanti per come il personaggio ci era stato presentato; mi aspettavo una svolta del genere tra i due ma credevo che non sarebbe avvenuta in questa stagione, il tutto mi è parso quindi leggermente affrettato ma sapientemente gestito. Consideriamo, infatti che questa scena tra i due è agganciata alle parole di Richie che si dimostra il più maturo di tutti e lascia Patrick per paura di innamorarsi di lui perché ritiene che quest’ultimo non sia pronto. L’episodio è importante anche per Dom che debutta come ristoratore: questo evento permette di vedere finalmente i tre protagonisti nella stessa scena, dico finalmente perché credo che qualche momento del Looking_108-7genere avrebbe giovato alla serie rendendo la narrazione più corale. Dom è nervoso e anche un po’ geloso dell’amico con cui Lynn si presenta all’inaugurazione. Lynn dalla sua preferisce tagliare i ponti a livello professionale con Dom, quest’ultimo ricambia alla notizia con un bacio; se con la storia tra Patrick e Kevin, gli sceneggiatori hanno bruciato ogni tappa,vanificando un po’ la costruzione fatta a inizio stagione, con Dom e Lynn i tempi della crescita dei personaggi e della storia, sono ben gestiti e lasciano la curiosità allo spettatore di vedere gli sviluppi futuri. Infine c’è il capitolo Augustine, personaggio difficile perché scritto proprio per rimanere fastidioso al 95% degli spettatori e anche la sua reazione alla rottura con il suo fidanzato, che gli Looking_108-4vomita addosso la realtà nuda e cruda, sebbene strappi qualche risata, non lo definisce in modo molto diverso. La prima stagione di Looking finisce quindi lasciando tutto molto aperto. L’impressione generale sulla stagione è proprio quella di un test, una prova generale per testare il genere e vedere come il pubblico avrebbe risposto, ma una prova anche per gli sceneggiatori e il creatore per costruire una serie realistica ma interessante in grado di polarizzare e fidelizzare lo spettatore medio. Posso dire che l’obiettivo è riuscito in parte, il formato ad esempio non ha aiutato per niente, l’abbiamo detto fino allo sfinimento ma lo ripeto perché secondo me è la debolezza più grande; posto che probabilmente quest’aspetto per ragioni di produzione rimarrà uguale, la speranza è che le storie della seconda stagione si concentrino anche su altri aspetti della vita dei protagonisti così da rendere anche più completo il racconto di questi tre ragazzi ormai non più teen.

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