fbpx
Recensioni

Vinyl: Recensione dell’episodio 1.08 – E.A.B.

vinyl

Un episodio che non brilla questo di Vinyl, anche se il ritmo di molte delle storyline continua a convincere, a soli pochi episodi dal finale

Entrare nell’ottica di Vynil non è sempre stato facile, principalmente perché si tratta di una produzione che ha una fortissima impronta di Scorsese che, per quanto resti genio indiscusso, dopo un po’ risulta heavy da guardare. Quello che è il drama ed il pathos tipici delle sue pellicole possono coinvolgere per due ore, tre al massimo, ma dopo un po’ diventano difficoltose da seguire. Parlo per me, naturalmente, ma questo film esteso inizia a cedere, per i miei gusti, e se i personaggi (ed i loro interpreti) continuano ad essere meravigliosi, solo una parte delle storyline continua ad appassionare, facendo procedere la serie ad un buon ritmo, anche se non eccelso.

vinylUna storia che ha iniziato a stancare – e probabilmente devo averlo già ribadito qualche episodio fa – è quella di Richie. Si, certo, ha ucciso qualcuno, d’accordo, ma non siamo in un procedurale e questa continua forzatura (che tenta di trasformare una serie come questa in un libro giallo) la apprezzo poco. Per fortuna siamo arrivati ad un punto di svolta, uno in cui finalmente Richie ha fatto un passo falso ed ha fornito alla polizia quanto necessario per incastrarlo. Dico per fortuna, perché Cannavale potrà anche essere un bravissimo attore ma dopo un po’ i continui deliri e lo sguardo disperato diventano insopportabili. Per quanto la figura di un produttore discografico in difficoltà non venga scalfita dall’omicidio che ha commesso, lo fanno le conseguenze di quel gesto. Ecco perché le scene in cui Richie Finestra è nel suo studio o in uno studio di registrazione sono dieci volte migliori rispetto ai momenti di pura autocommiserazione.

vinylNe è prova la parentesi dei Nasty Bits. Il gruppo, inserito nella storyline in maniera molto naturale, inizialmente era tutt’altro che uno spunto interessante, ma col tempo questa condizione si è ribaltata. La band guidata da Kip è alla ricerca di un sound insieme innovativo e accattivante ed è di enorme aiuto la figura di Lester. Il modo in cui la carriera canora di quest’ultimo si è conclusa non è stato né piacevole né bello, ma gli ha fornito i mezzi per aiutare un gruppo che potrebbe permettergli di affacciarsi nuovamente sulla scena musicale, quella che conta davvero. È la sua canzone a mettere i Nasty Bits sulla strada giusta, una canzone che di certo molti avranno persino riconosciuto.

Mi permetto di sottolineare che ormai siamo all’ottavo episodio e molte vicende hanno avuto una gestazione fin troppo lunga prima di trovare una risoluzione. Per questo prima accennavo alla struttura ‘a film’, che allunga fin troppo spesso eventi che altrimenti potrebbero trovare una risoluzione più soddisfacente in minor tempo. Non ci sarebbe una serie, a quel punto, è la corretta obiezione. Non una serie di Scorsese, no, ma probabilmente non sarebbe neppure altrettanto accattivante.

vinylSe è, e continua ad essere, genuino il mio scetticismo nei confronti delle scelte riguardanti Richie, non posso dire nulla contro Devon ed il personaggio di Olivia Wilde, il quale continua ad essere a mio parere il più intrigante della serie. Devon ha vissuto una vita a metà e, ora che suo marito non glielo impedisce, torna a vivere e a fare quello che le piace. Dimostra agli altri ma principalmente a se stessa di essere ancora in grado di stupire, come fa quando riesce ad avere uno scatto di John Lennon lì dove un fotografo non ci era riuscito. È una sciocchezza, me ne rendo conto, ma resta una scena significativa. Proprio come lo è quella in cui è sul punto di perdere il suo appartamento, dal momento che non è propriamente un’artista. Potrebbe tuttavia e qualcosa mi dice che il suo piano è proprio quello di tornare ad essere ciò che era. Non sono certa che la vita notturna ben si sposi con il suo ruolo di mamma, ma dovremo aspettare e vedere per saperlo.

Mentre Andrea inizia a licenziare gente a destra ed a manca (senza averne apparentemente alcun diritto), il destino della American Century pesa tutto sulle spalle dei Nasty Bits e di un cantante che Zak vuole promuovere come il nuovo David Bowie. Cosa dire? Andiamo bene!

vinylUn episodio che tiene lo stesso ritmo dei precedenti, in cui continua ad essere evidente la maniacale cura dei particolari nelle scenografie e nei costumi, fondamentali nella creazione di un mondo autentico e di un altrettanto autentico salto nel passato. Manca però una scossa che possa definirsi colpo di scena ed è quella che, dopo un po’, non è solo necessaria ma fondamentale. Al finale manca poco e manca poco per scoprire dove condurrà il destino i diversi personaggi. Devon tornerà da Richie o continuerà ad inseguire il suo sogno artistico? Gli artisti di Richie avranno successo? Ah, se solo lo sapessi! La serie fa bene una cosa ed è mantenere alta la curiosità dello spettatore che, unita agli elementi che ho già citato, ne fanno una serie straordinaria ma che si mostra comunque carente in alcuni aspetti. Alcuni evidenti aspetti che, si spera, la seconda stagione potrà imparare ad evitare.

In attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

1.08 - E.A.B.
  • Fluente
Sending
User Review
4 (1 vote)
Comments
To Top