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Vikings: Recensione dell’episodio 1.04 – Trial

Il quarto episodio di Vikings, inizia proprio lì dove era terminano il terzo; Ragnar Lothbrok e i suoi arrivati sulle spiagge della Sassonia, razziano il paese indifeso mentre i suoi abitanti sono raccolti nella chiesa per la funzione domenicale. Nel trambusto delle scorrerie, Knut uomo di fiducia dello jarl, tenta di violentare una donna sassone, Lagertha intervenuta in difesa dell’innocente a sua volta rischia di essere violentata, così per legittima difesa, uccide Knut. Ovviamente l’intervento di Lagertha è dettato da una solidarietà femminile che prescinde il periodo storico, poiché è tipico dell’essere umano di genere maschile dalla notte dei tempi ai giorni nostri, appropriarsi delle donne in tempo di guerra, considerando le Vikings_104donne oggetti senza dignità, abbiamo esempi di questo in guerre anche molto recenti e penso che non siano i Vikinghi a fare eccezione. L’uccisione di Knut crea, però grossi problemi a  Ragnar, quando tornati a casa, è costretto ad assumersi la responsabilità dell’omicidio. Lo Jarl non aspettava altro che una scusa per incastrare Ragnar, considerato troppo ambizioso per i suoi gusti. Raganar in realtà, l’abbiamo visto sin dal primo episodio, non è Vikings_104-bguidato dall’ambizione pura, ma da una profonda fede per il proprio destino, ritiene, infatti, che sia ascritto nel suo DNA la discendenza morale e fisica dagli dei. Questa convinzione non è da sottovalutare perché determina tutto il suo comportamento. Incurante del pericolo, spavaldo, con un costante sorriso- ghigno sul volto, sembra in alcuni momenti quasi onnisciente, anche quando sottoposto al giudizio finto – democratico di Haraldson rischia di essere decapitato per l’uccisione di Knut, è quasi certo che la situazione si risolverà a suo favore.

Grazie all’intento anche didattico di Vikings, abbiamo potuto avvicinarci in modo abbastanza chiaro alla posizione della donna nella società vikinga non contaminata dal tradizionale maschilismo imperniato nel cattolicesimo, non c’è, infatti, una netta distinzione di ruoli sociali tra uomo e donna, bensì esiste uno spartiacque più netto tra esseri umani liberi e schiavi. Lagherta fa ancora eccezione a questa distinzione, perché non è solo una donna libera e quindi eguale al marito, ma è anche una guerriera, quindi sullo stesso piano di tutti gli altri guerrieri. E’ proprietaria del proprio corpo e delle sue azioni e per questo sceglie di assumersi la responsabilità per l’uccisione di Knut quando vede che le cose per Ragnar stanno prendendo una brutta piega.  Le donne però sono anche in questa società, merce di scambio. Lo jarl vikings_104-dcerca di comprare Rollo, promettendogli potere, indipendenza dal fratello e prestigio nonché la sua bella figlia in sposa. Il fratello di Ragnar è una mina vagante sin dall’episodio pilota, è chiara la sua profonda invidia per Ragnar e l’amore per Lagherta ma è abbastanza chiaro che non tradirà mai il fratello così apertamente. Grazie, infatti, alla sua testimonianza Ragnar viene scagionato dall’accusa di omicidio senza giusta causa. Haraldson non ci sta e manda una squadra a sterminare il gruppo che si è riunito per festeggiare, quest’avvenimento segnerà sicuramente un cambiamento sostanziale nelle vicende dei prossimi episodi. Trial si chiude, infatti, con la preparazione di Ragnar Lothbrok alla battaglia, non certo affilando spade o asce ma cercando la forza e l’intercessione degli dei.
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Parallelamente a queste vicende resta poco spazio ed è un peccato per vedere come se la cava Athelstan lasciato alla fattoria a fare da balia ai figli di Lagherta e Ragnar. Il monaco si sente abbandonato da Dio e chiede un segno che sembra scorgere nel gufo che cerca rifugio della capanna. Insieme a Lagertha e per ragioni diverse è il personaggio più interessante della serie, vedere il cammino e la trasformazione di questo monaco costretto a piegarsi a delle usanze opposte per restare in vita è il giusto metro di confronto per capire e conoscere ancora meglio la società vikinga. L’unico appunto che mi sento di fare all’episodio in questione riguarda delle considerazioni puramente tecniche; ho trovato veramente bruttino il montaggio soprattutto nella parte finale della puntata. Il sospetto è che in post-produzione abbiano dovuto tagliuzzare molto e questo ha pesato sull’organicità delle scene finali. Nonostante ciò, ovviamente, la serie è sempre ben fatta e molto curata.

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Giornalista pubblicista Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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