fbpx
Recensioni

True Detective: Recensione dell’Episodio 2.04 – Down Will Come

Io non lo so cosa sia andato storto, quest’anno, ma non ci siamo. Quello che True Detective è stato l’anno scorso è chilometri lontano da quello che è la seconda stagione. Al di là del cast, che su carta sembrava la scelta più adatta e si sta dimostrando ottimo, il resto è uno strascico di una storia che si sforza di essere interessante, ed è uno sforzo che si vede. Si vede nei dialoghi, privi praticamente di qualsiasi sapore o colore, delle scenografie, che tentano di essere ‘serie’ ma sembrano pezzi di un puzzle scomposto, completamente distanti gli uni dagli altri.

true detective_204_5Il caso, che dovrebbe essere il filo trainante delle puntate, è un punto interrogativo. Ma non solo per lo spettatore, probabilmente per tutti. I dialoghi che si susseguono, che dovrebbero dare una parvenza di indagine, non sono né intensi né emozionanti, si perdono nelle varie digressioni che, invece di arricchire il telefilm, sembrano appesantirlo. L’unico ‘botto’ (letterale ed effettivo) arriva verso la fine, in quei dieci minuti di scene alla Grand Theft Auto: irreali, per carità, ma almeno interessanti e adrenaliniche quanto basta da risvegliarci dalla mezz’ora di letargo precedente.

Al di là della trama in se, non posso però che soffermarmi su una tematica interessante che, malgrado timidamente, questa seconda stagione sta privilegiando: le figure femminili. Da una parte abbiamo Rachel McAdams, nelle vesti della donna che vuole dar prova a tutti della sua bravura e della sua capacità in quanto leader, dall’altra Kelly Reilly, che del potere non se ne fa nulla, dal momento che riesce a tenere in pugno l’uomo che lo detiene. Al di là delle true detective_204_4personalità diverse e della completa differenza di caratteri, trovo che entrambe riescano ad emergere egregiamente dall’altrimenti piatta trama orizzontale. Il personaggio della McAdams ha un passato burrascoso, uno a cui non riesce facilmente a dire addio, ed è forse quello a condizionare la sua reazione (giustificabilissima) quando viene sospesa per una relazione con un collega. E’ vero quello che dice, che nulla del genere sarebbe accaduto se fosse stata un uomo, ma nulla può fare il suo superiore, guardandola invece andar via. Diversamente, Jordan si confronta con Frank sulle possibilità che la loro incapacità di avere un figlio comporta: adozione? La risposta negativa dell’uomo la porta a perdere momentaneamente le staffe, prima di tornare in riga. Forse avrei preferito un litigio un po’ più lungo e approfondito ma, data la mole di problemi del ‘povero’ Frank, è anche comprensibile il perché di questa scelta.

true detective_204_2E mentre si perde praticamente nel vuoto gran parte dell’episodio, tra dialoghi piatti e scene in transizione che, al di là della bellezza in se, non dicono assolutamente nulla, si arriva alla scena finale, che sembra una bottiglia di acqua ghiacciata, donata ad un nomade nel deserto, assetato e quanto mai grato. C’è da chiedersi se effettivamente il realismo potesse concedere una sparatoria senza quartiere con un mucchio di civili nel mezzo. Ce lo domandiamo, mentre la domanda arriva quasi spontanea: si, no, forse… probabilmente no. Ma mettiamo la voce della ragione a tacere e ci diciamo che, dopotutto, se almeno questo hanno deciso di raccontare, meglio star zitti e ringraziare il cielo. E’ a questo che siamo arrivati, a ringraziare per un po’ di mero divertimento? Si spara, gente si ritrova con il cranio devastato da un proiettile, messicani arrabbiati sparano con mitra che nemmeno i mafiosi saprebbero dove andare a pescare, Ani sembra Xena, mentre sfila ancheggiando, pronta ad andare a sparare ad un po’ di criminali.

true detective_204_3Si salva, in maniera quasi sorprendente, il personaggio di Kitsch. La scena che lo vede piangere in taxi è devastante, persino straziante. E’ omosessuale, è qualcosa che cerca di reprimere: perché? Perché vivere con una fidanzata, ora persino incinta, se non è in grado amarla? Sorgono dubbi e domande, proprio mentre il muro della sua corazza crolla, prima quando è da solo e poi con Velcoro, in macchina. Una corazza che invece resta in piedi dopo una sparatoria con decine di morti. Disperati, Vic e Ani si piegano su se stessi, devastati da ciò che è successo, dalle vite perdute, mentre invece Paul resta impassibile e stoico. Che la cosa sia da relazionare al ‘villaggio’ a cui il suo amico accennava? Sappiamo che è stato un militare, possibile che nasconda una missione discutibile sul suo curriculum, qualcosa che l’ha costretto a diventare così freddo? Ah, cosa darei per scoprirlo.

Insomma è a questo che ci siam ridotti, a piccole cose che vanno bene e al resto che sembra naufragare come il Titanic, con tanto di canzoncina di Celine Dion in sottofondo. Non riesco ancora a capire a cosa attribuire questo fulmineo quanto improbabile cambio di rotta di un prodotto che, abbiamo visto, era davvero ai vertici della scorsa stagione televisiva. Beh, non ci resta che sperare in qualche altra scena da videogioco… se non altro per restare svegli.

Per restare sempre aggiornati su True Detective con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per la pagina facebook di True Detective Italia

Comments
To Top