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The Carrie Diaries: Recensione dell’episodio 1.13 – Kiss yesterday goodbye

Siamo ormai giunti alla fine di questa prima stagione di “The Carrie Diaries” ed è giunto il momento di dare una valutazione complessiva della serie. Al suo esordio a Gennaio questo telefilm mi aveva fatto una buona impressione, spingendomi a seguire il resto degli episodi con interesse. Ora a distanza di tempo, e dopo aver visto il finale di questa prima stagione posso dire che le mie sensazioni iniziali non sono state del tutto sbagliate. Come pronosticato The Carrie Diaries ha dimostrato di volersi distaccare in modo netto da Sex and the City, la serie cult che ci ha accompagnato fino al 2004, dedicando solo piccoli, brevi riferimenti alla vita di Carrie come la interpretò a suo tempo Sarah Jessica Parker. Mi riferisco in particolare, all’episodio in cui Carrie prova per la prima volta il Cosmopolitan, o quando sempre per la prima volta rimane affascinata dal mondo newyorchese, la sua vita, la sua routine, le sua gente… per non  dimenticare il primo paio di Manolo Blahnik. TCD 113-01La Carrie che ci accoglie è una giovane adolescente dal volto frizzante e solare di AnnaSophia Robb. E’ insicura e a volte instabile, con grandi sogni nel cassetto ed un’intera vita per realizzarli. Credo che l’attrice vesta a pennello i panni della giovane protagonista, e ritengo sia stata capace di immedesimarsi alla perfezione nel contesto stravagante e brioso degli anni ’80. La The CW non ha ancora deciso le sorti di questa serie, eppure, dal finale dolce amaro che ci ha abbracciati, accoglierei con gioia un seguito, capace di intrattenerci con la facilità riscontrata in questa prima stagione. Il teen-drama ha riproposto i soliti modelli, dalla ragazza più in vista della scuola, al golden boy, passando per la secchiona e la sorella ribelle, eppure è stato in grado di farlo con originalità, dedicandoci uno spettacolo nuovo. Vedendo The Carrie Diaries non si ha la sensazione di assistere ad un qualcosa di già visto, perché Candace Bushnell, autrice del programma, l’ha reso originale, caratterizzando a suo modo ogni personaggio. Carrie , come ogni adolescente che si rispetti, vive momenti altalenanti, alternando attimi di commozione o di gioia, con periodi di totale turbamento, soprattutto a causa del “Dio con il ciuffo”, Sebastian. Devo confessare che a mio avviso Austin Butler si è dimostrato una grande delusione. L’attore è caratterizzato da una singola espressione, così da non riuscire ad imprimere il giusto spessore al suo personaggio. La storia tra Carrie e Sebastian  si conclude in modo disastroso, eppure la giovane protagonista non si abbatte. Mostrando, già, i primi barlumi del carattere forte e determinato che avrà, Carrie decide di andare a trascorre le sue vacanze a New York. I problemi di cuore non la frenano…c’è un futuro da creare, una vita da costruire…lei è Carrie Bradshaw e non saranno certo le pene d’amore a fermarla!

Nonostante la vita turbolenta di Carrie, la serie riscuote successo soprattutto per il ruolo TCD 113-05fondamentale che assumono gli altri personaggi. Il contorno per così dire, che nel suo piccolo, si trova ad affrontare le tematiche più complesse, è , a mio avviso, molto più interessante. A partire da Walt, il ragazzo che impiegherà l’intera stagione per capire i suoi sentimenti e la sua natura. Walt è gay e finalmente in questo finale di stagione, riesce a confessarlo, liberandosi di un peso fin troppo opprimente. Ho seguito con piacere le vicende di questo personaggio. Credo che sia uno dei protagonisti meglio  rappresentati. E sono felice della rottura con Meg.  Quest’ultima ci viene descritta come una cinica, superficiale, pronta a giudicare e sentenziare senza pietà, eppure nell’arco della stagione il suo atteggiamento tende a modificarsi, fino a scivolare nel baratro dell’ultimo episodio. Meg non ha più amici, non  ha più una dignità, non ha stima in sé stessa, né alcuna speranza per il futuro. Tutto l’opposto di Mouse, intelligente, intraprendente ed innamorata, la ragazza riesce a sconfiggere i pregiudizi della propria famiglia e a coronare il suo sogno di vivere una relazione matura. Quello di Mouse è il vero liete fine, insieme a Dorrit, che sta lasciando la sua dimensione triste e depressa, per abbandonarsi all’atmosfera rosea dell’amore.

TCD 113-04Un ultimo accenno lo merata Larissa. Questo personaggio è senza ombra di dubbio, quello che preferisco, per carisma, originalità, stravaganza e simpatia. La donna rappresenta la visione multietnica e cosmopolitica di New York, rappresenta lo sfarzo, l’eccentricità, la trasgressione. Non poteva esservi una serie ispirata a Sex and the City, senza che vi fosse un personaggio come questo, capace di creare un qualche legame tra le due dimensioni rappresentate nei due telefilm a confronto.

Reputo che nel complesso la serie abbia rappresentato un buon prodotto. È un teen-drama completo, capace di interessare, senza cadere nel banale. La cornice degli anni ’80 ha aiuto a rendere il contesto ancora più originale, tra musiche, colori, abiti ed accessori, si viene catapultati in questa realtà ormai lontana e si trascorrono 45 minuti piacevolmente.

Madame Tussauds

Convertita alle serie tv in giovane età, ha trascorso l’infanzia sognando di essere una sorella Halliwell, circondata da un gruppo di amici scatenati come quelli di Friends, ma validi ed eterni come quelli di Dawson’s Creek. E’ passata all’adolescenza ammirando le feste in piscina di OC e le avventure mozzafiato di Sydney Bristow di Alias, ritagliando un po’ di tempo per i medici impareggiabili di ER, ma senza scordare gli eroici bagnini di Baywatch. Oggi nel fiore dell’età, si augura un ambiente di lavoro come quello di Ally BcBeal, con il successo e la bravura di Dottor House, un marito come Neal Caffrey ed un amante come Damon Salvatore, per una vecchiaia scoppiettante come quella di Nora Walcker.

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