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Star-crossed: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Prendete il film District 9 e mischiatelo con un teen drama: purtroppo non otterrete Star-Crossed. Togliete gli alieni insetto, aggiungeteci un sentore di Romeo e Giulietta, una buona dose di Twilight (sì, l’ho detto) e sarete vicini al risultato. Non è bruttissimo, lo dico subito. E non è bruttissimo perché la premessa ha un suo valore, seppure affogata tra tutte le ovvietà che la CW esige da ogni suo prodotto a sfondo sentimental-diabetico.

Come nel già citato District 9, un’astronave aliena (bella grossa!) precipita sulla terra. All’interno però non ci sono mostruosi insettoni ma alieni antropomorfi che si distinguono da noi solo per anatomia interna e per un tatuaggio che hanno spiaccicato in faccia. Proprio per questo è difficile capire perché l’esercito decida di mitragliarli senza neanche dirgli ‘ciao’, ma fatto sta che, in seguito ad un iniziale scontro a fuoco, gli alieni vengono rinchiusi in un ghetto recintato dove per dieci anni conducono una vita isolata e costantemente monitorata. Ma le cose sono destinate ad evolvere e in seguito a trattative pacifiche, viene creato un programma di integrazione che prevede che una manciata di alieni frequentino niente di meno che un liceo americano. Facile immaginare lo scenario, no? Soprattutto se togliamo la maggior parte della valenza sociale e la sostituiamo con ormoni adolescenziali e triangoli che minacciano di diventare poligoni.

starcrossed_101-02In mezzo a tutto questo guazzabuglio abbiamo in nostri due protagonisti segnati dalle stelle: Roman e Emery. Si incontrano da piccolissimi il giorno dello schianto e passano insieme una manciata di ore mentre i genitori di lei sono evidentemente più distratti che preoccupati. Ovviamente di lì a poco vengono raggiunti dai soldati cattivi che ancora una volta non riescono a fare nulla di meglio che sparare a sto pupo piccolissimo e tenerissimo, che nano com’era cercava di difendere valorosamente la sua bella. Dieci anni dopo (siamo nel 2024) i due si incontrano nei corridoi del liceo e BAM, il piatto è servito: amore istantaneo.

E vabbè, classico dei classici. Come effettivamente tutto quanto in questo telefilm. Storia drammatica della protagonista, ce l’abbiamo (lei ha avuto la leucemia… sarà guarita davvero?), amico nerd e sfigato di lei, ce l’abbiamo, reginetta stronzetta della scuola, eccola, maschi galletti pronti a fare botte, pure, sorella di lui bella e indifesa, fatto.

Ovviamente tutto il contorno fantascientifico è davvero solo contorno e quello che resta da gestire sono i soliti scontri tra gruppi, dove gli sfigati in questo caso sono stati sostituiti dagli alieni. O se vogliamo prendere un paragone più calzante, dove i vampiri sono stati sostituiti dagli alieni. Il succo è lo stesso e la CW se la gioca facile puntando su uno dei temi teen più sfruttati dell’universo:  il confronto e l’accettazione del diverso e di se stessi. E sulla scia di Twilight: il fascino del bello e pericoloso sconosciuto, che regolarmente risulta essere molto bello e poco pericoloso (vedi la gente del domani, i diari vampireschi, la bella e la bestia e in un certo grado anche Hart of Dixie).

Che poi sti alieni tanto diversi non sono e fa tanto ridere vederli scendere dallo scuolabus tutti starcrossed_101-03modelli, palestrati e vestiti alla moda, soprattutto quando ci hanno dato ad intendere che vivono in una città baracca formata da container ammassati uno sull’altro. Di loro non ci viene detto molto: vengono da Atria, un pianeta chissà dove, hanno una lingua pittoresca e coltivano piantine aliene quanto loro (cioè poco) in romantiche serre. Piantine che se se le sparano in vena gli fanno diventare il sangue fluorescente, sangue che se poi si estraggono e iniettano in un umano ha il potere di curare qualsiasi cosa. Chiaro? Questa è sicuramente la cosa più bizzarra e complicata del telefilm e immagino/spero verrà sfruttata al meglio in futuro.

Il tema sociale, come detto prima, è semplicemente accennato. La vita nel ghetto è stata per ora solo tratteggiata nei toni più classici (il mercato nero pericoloso ed esotico) ma è già chiaro che entrarvi e uscirvi a piacimento sarà un giochetto da ragazzi. Fuori dalla scuola abbiamo intravisto accanite proteste e qualche accenno all’integrazione fra razze è stato buttato lì, ma più per fare colore che per dare un peso alle vicende. Così come gli avanzamenti tecnologici che dovremmo aver compiuto in 10 anni si risolvono in schermi orrendi sparsi per la scuola e cellulari minimal. La CW, dovendo scegliere tra il caratterizzare alienamente questi teenager o avere dei personaggi fighi, ha ovviamente compiuto la scelta più ovvia, giocandosi però le possibilità più interessanti. C’è solo da sperare che gli sceneggiatori riescano a creare degli archi narrativi in grado di allargare gli orizzonti per comprendere realtà un po’ più complesse e non esclusivamente dominate dagli ormoni.

starcrossed_101-04I due protagonisti funzionano insieme, elemento fondamentale per la riuscita di questo genere di telefilm, ma hanno come al solito il piccolo problema di avere 30 anni al posto di 16. Se lui lo possiamo lasciar correre in quanto minimamente alieno, lei ha dei momenti in cui la sua età è così evidente da essere un po’ sconcertanti.

In conclusione, la serie, pur portando avanti gli elementi più scontati del genere, può riservare qualche spunto interessante se vogliamo essere fiduciosi. Le scorciatoie narrative, come sempre in questi casi, si sprecano: i protagonisti si incontrano per pura fortuna ovunque, l’amore è immediato (già quasi il primo bacio), cose random accadono per pura necessità narrativa (Emery che scopre subito che è stato Roman a curare l’amica) e i dialoghi non sono dei più sofisticati, ma gli attori se la cavicchiano senza essere totalmente imbarazzanti. Se vi piace il genere credo sia una serie godibile ma come al solito servirà guardarne un altro paio di episodi per capirne bene il vero valore.

PS: mai sentite così tante canzoni pop-rock inserite a cavolo in una serie. Stavo seriamente per silenziarli!

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