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Revolution: Recensione dell’episodio 1.18 – Clue

Bentornati su Revolution, la serie che, tra una sparatoria e un’esplosione, tra una buona (ma spesso non poi così buona) costruzione dei rapporti interpersonali tra personaggi (voglio sempre sottolineare la mancanza di empatia che si prova dopo quasi una stagione intera nel vedere i protagonisti rapportarsi tra loro) e storyline a volte importanti ai fini della trama orizzontale e volte assolutamente inutili, questa settimana tira fuori un episodio non poi così malvagio. E’ certamente una puntata in cui in parte ciò che accade è rilevante (la Torre, Monroe, Rachel) ed in parte no (Miles & Co.) visto che ciò che vediamo è un riempitivo, un pezzo di trama non strettamente necessario, però questo diciottesimo episodio di Revolution, in entrambe le storyline raccontate, l’ho trovato avvincente e anche con una conclusione inaspettata.  Esso ha un titolo che descrive bene in una parola le situazioni che i personaggi devono affrontare nel corso della puntata: Clue, indizio, pista.

revolution_118-02Questa puntata può essere divisa in due avvenimenti importanti visto che tutti i personaggi stanno convergendo verso la mitica Torre: da una parte ci sono Rachel, Aaron e Monroe con i suoi sottoposti e Randall che sono già arrivati nel luogo in cui l’energia potrà essere rispristinata, e dall’altra vediamo tutta la banda di Charlie e Miles che, nel tentativo di arrivare là, vengono frenati da un contrattempo.

Nora è stata torturata per tanti giorni da Bass senza capitolare. Solo al ventunesimo giorno e a causa di una sostanza che le iniettano non resiste più e racconta tutto del luogo in cui si trova Miles e del tentativo di Rachel di andare in Colorado. Così Monroe scopre l’esistenza della Torre grazie a Sanborn che racconta tutto e poi minaccia Randall di morte perché lo ha tenuto all’oscuro dell’esistenza di questo luogo in grado di far tornare l’elettricità. Poi, però non lo uccide perché lui è l’unico in grado di accedervi. Randall risponde a Monroe solo per istinto di sopravvivenza visto che si era presentato a  Bass e a noi come un grande uomo potente arrivato sulla sua macchina, sbalordendo tutta la Milizia,revolution_118-05 ad insegnare loro come utilizzare le collanine. Sembrava dovesse comandare, invece poi è sceso subito nella gerarchia di potere e noi non lo abbiamo più visto, relegato ad un ruolo assolutamente marginale, sempre impaurito da Bass e senza alcun tipo di potere o mordente su di lui. Ci può stare come situazione visto la pazzia di Monroe, però secondo me gli autori hanno ribaltato la figura di questo personaggio in maniera molto repentina, senza approfondire la cosa e chissà se all’inizio l’intenzione era già quella oppure hanno cambiato in corso d’opera. In ogni caso, Monroe con Randall e i soldati della Milizia raggiungono la Torre in elicottero, quindi riescono a giungere lì poco prima di Rachel e Aaron. Prima di tutto vorrei sottolineare la delusione nel vedere la Torre: ma cos’è quel coso? Ok che Aaron ci ha detto che viene chiamata così perché si sviluppa nel sottosuolo e non verso l’alto e questo potrebbe anche essere un buon twist, però l’hanno descritta come un posto leggendario per così tante puntate che uno ci rimane anche male di fronte a quel caseggiato basso! Comunque Randall prova ad accedervi diverse volte, ma gli viene negato l’accesso con grande impazienza di Monroe mentre Rachel ha un piano: mentre lei distrarrà tutti cercando di uccidere Bass, Aaron dovrà entrare nella Torre. Non vediamo revolution_118-03quest’ultima parte, ma vediamo Rachel che entra nella tenda del grande capo e toglie la sicura ad una granata (devo ancora distaccarmi dalla sua Juliet di Lost perché sono ancora molto legata a lei e quando vedo Rachel mi sembra di vedere Juliet, ma qui interpreta un personaggio completamente diverso, spietata e senza scrupoli). Così termina l’episodio, ma torniamo un po’ indietro a vediamo il primo dei due Clue: dentro la Torre ci vengono mostrate alcune persone che osservano lo schermo in cui si vede Randall che prova ad aprire la porta. Lasciando stare che c’è forse un tentativo ovviamente non riuscito di voler ricreare la botola di Lost, la domanda sorge: chi o cosa sono questi individui? Essi sono sicuramente collegati a ciò che rivela Randall: la Torre è un progetto del Dipartimento della Difesa e al suo interno ci sono cose di cui neanche il Presidente era al corrente. Quindi cosa sono? Robot- soldati? Persone vere? Può essere collegato a ciò che vide Grace in un episodio passato succedere a quel soldato in ascensore? Qualsiasi cosa siano sono collegati al vero potere di cui parla Randall.

Arriviamo al secondo Clue. Grazie a Sanborn che poi ci lascerà le penne, Nora torna da Miles e nonostante i 21 giorni di torture ha la forza di partire con gli altri verso la Torre (!). Ma causa mancanza di carburante si devono fermare e qui inizia il giallo. Alcuni che sono partiti con loro revolution_118-04muoiono e ora c’è da scoprire chi è il colpevole tra loro. Vengono incolpati un po’ tutti e lo spettatore, almeno io lo ero, viene portato a credere che sia colpa di Sanborn, ma poi il vero assassino salta fuori con sorpresa: è Jim, l’ex collega di Miles della Milizia che lui era andato a strappare via alla sua nuova vita che ora vuole ucciderli tutti perché la Milizia ha rapito sua moglie. Ovviamente sarà poi lui a salutarci così da permettere al gruppo, ormai decimato, di continuare il cammino. In tutto ciò vediamo anche i rapporti problematici tra i personaggi: Nora-Miles, Jason-Tom (una volta che il figlio si è ripreso la tensione tra i due è tornata quella di prima) e Charlie –Jason (relazione appena nata ma già diffidente).

Insomma, episodio che ho trovato migliore di altri con alcuni avvenimenti inaspettati e tante domande che si aprono sulla questione della Tower. Mancano due episodi alla fine e vedere tutti i personaggi convergere nello stesso luogo (la Torre) con scopi diversi è proprio ciò che mi aspetto avvenga nel finale di stagione. Ma prima c’è da vedere cosa si inventeranno con la granata visto che è impossibile che due personaggi importanti ci lascino…

Jessica

Innamorata di serie tv fin da piccola quando la Vita Vera illudeva di poter continuare ever after a dedicare tutto il tempo a questa passione, il suo primo amore telefilmico è stata Buffy, che ha dato il via a lunghe ore passate davanti allo schermo, seguita a ruota da Battlestar Galactica, Lost e Fringe. Nel quotidiano invece... sì, ok, lavoro, teatro, sport... ma sempre con la testa alle serie tv!

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