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The Mandalorian 2: la lectio magistralis di Favreau e Filoni – Recensione della seconda stagione della serie di Disney+

The Mandalorian: recensione della seconda stagione
Disney+

Poco meno di un anno fa (anche se quest’anno ne vale almeno per dieci!) pubblicavamo su queste stesse pagine virtuali la recensione della prima stagione di The Mandalorian. Elevando cori di giubilo e inni di gloria a Jon Favreau e Dave Filoni che erano riusciti là dove la nuova trilogia, che proprio in quei giorni si concludeva in sala, aveva parzialmente fallito. Recuperare il vero Star Wars. Un anno è passato tra lockdown e prima e seconda ondata. Ma di nuovo siamo qui a elevare cori di giubilo e inni di gloria. Perché, se la prima stagione era stata una meravigliosa sorpresa, questa seconda è una lectio magistralis tenuta dagli stessi Favreau e Filoni per insegnare come si porta avanti un intero universo seriale.

The Mandalorian: recensione della seconda stagione
The Mandalorian: recensione della seconda stagione – Credits: Disney+

Come far felici i fan senza fare fan service

Come più volte (forse troppe volte) scritto, la seconda stagione è sempre la più complessa da mettere in scena. Alto è, infatti, il rischio di cedere al more of the same solo per giocare sul sicuro fossilizzandosi su quanto è piaciuto e senza far avanzare in modo naturale né la trama né l’evoluzione dei personaggi. Ancora più rischiosa è la sfida quando la serie fa parte di un universo immaginifico già ricco di prodotti di successo su media differenti che hanno creato una fan base tanto numerosa quanto esigente. Accontentarli tutti è impossibile a meno di cadere in un fan service che poco si sposi con il progetto iniziale. Ma la seconda stagione di The Mandalorian dimostra come sia possibile non solo vincere la sfida, ma trasformarla addirittura in un trionfo.

Favreau e Filoni ci riescono perché non hanno paura di credere in sé stessi. Entrambi hanno già dimostrato di saper cogliere l’essenza più intima di Star Wars, ma sono anche profondi conoscitori di tutto il franchising. Sanno cosa c’è stato prima e dove e quando la storia che hanno iniziato a raccontare si colloca nelle cronache di una galassia lontana lontana. Proprio questa conoscenza permette loro di scrivere una trama che finisce per gettare le fondamenta di quel passaggio mancante tra la vecchia trilogia e la più recente. Se la prima stagione aveva mostrato l’impero in ritirata e la nuova repubblica nascente, la seconda ci fa vedere come dalle ceneri mai spente nasceranno il Primo Ordine e lo Snoke che saranno protagonisti di Star Wars – Episode VII.

Ma la serie fa anche di più. Accontenta i fan della prima ora riportando un personaggio iconico come Boba Fett, ma dandogli una connotazione ben precisa e un ruolo non secondario nella storia di The Mandalorian. Stesso discorso per due personaggi pescati dalle serie animate entrate nel cuore dei fan perché hanno riempito lo spazio bianco tra una trilogia e l’altra. Esordiscono, quindi, in live action la mandaloriana Bo Katan e la jedi Ahsoka Tano. Ancora una volta, non comparsate di lusso, ma presenze necessarie per il compimento della missione di Mando in questa seconda stagione.

La seconda stagione di The Mandalorian è un manuale da mandare a memoria per chiunque voglia sapere come si possano accontentare i fan dando loro quello che vogliono senza però scadere nel più opportunistico e vuoto fan service.

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The Mandalorian: recensione della seconda stagione
The Mandalorian 2: recensione della seconda stagione – Credits: Disney+

The Mandalorian 2: il coraggio di osare

La seconda stagione di The Mandalorian non è solo un continuo esultare degli appassionati di Star Wars. Favreau e Filoni riescono anche a far brillare di luce propria la serie grazie al modo in cui i personaggi della prima stagione compiono un proprio percorso di maturazione. Su tutti è sicuramente Din Djarin, il mandaloriano a cui è intitolata la serie, a diventare quasi irriconoscibile rispetto al personaggio che abbiamo visto nella premiere dell’anno scorso.

Il rapporto con il piccolo Grogu (ma tanti lo chiameranno ancora Baby Yoda) diventa non più un compito da portare a termine, ma la bussola morale che orienta tutte le sue scelte. Ripetere più volte “dove vado io, va lui” non è solo un mantra protettivo, ma una frase da leggere anche nel verso opposto. Dove deve andare Grogu, lì andrà Din. Facendo tutto ciò che serve perché il piccolo raggiunga il suo destino. Fosse anche togliere l’armatura e violare il suo credo mostrando il viso a tutti. Soprattutto il season – finale è emblematico con Mando che per Grogu è disposto ormai ad infrangere ogni sua più sacra regola con una spontaneità immediata.

The Mandalorian è anche l’esempio di come si possa persino sovvertire il carattere dei protagonisti purché questo sia fatto in maniera pienamente motivata. Così Greef Karga può trasformarsi da avido sfruttatore del lavoro altrui in un governatore illuminato che cerca il modo migliore per garantire pace e serenità al suo mondo. Una sfiduciata Cara Dune può mettere da parte il suo desiderio di isolarsi da una società in cui non crede per difenderne una nuova che sta provando faticosamente a nascere. Cacciatori di taglie come Boba Fett e la rediviva Fennec Shand possono farsi coinvolgere in missioni senza guadagno in nome di un onore da rispettare. Comportamenti e mutamenti che non sono twist improvvisati, ma il risultato di un percorso logicamente coerente.

Favreau e Filoni non si lasciano intimorire neanche dai sacri dei dell’audience e del marketing. Pur sapendo che la formula della prima stagione aveva garantito alti rating, cambiano il formato di The Mandalorian riducendo al minimo le side quest per privilegiare, invece, una storyline unica. Accettano persino di distruggere oggetti diventati iconici nonostante questo significhi perdere i proventi delle vendite relative. Soprattutto, però, scrivono un season – finale che cancella completamente il punto di forza della serie tagliando fuori dai giochi proprio uno dei due protagonisti primari. Nonostante una terza stagione già annunciata che, a questo punto, dovrà basarsi su una storia completamente diversa da quanto visto finora.

Un rischio enorme che The Mandalorian 2 può correre perché ha dimostrato di saper viaggiare in qualunque direzione nell’universo di Star Wars.

The Mandalorian 2: recensione della seconda stagione
The Mandalorian: recensione della seconda stagione – Credits: Disney+

Il miglior spot per Disney+

Con la seconda stagione di The Mandalorian Favreau e Filoni fanno un favore enorme alla casa madre Disney. L’annuncio di ben nove serie tv a tema Star Wars aveva entusiasmato i fans, ma anche fatto trillare qualche campanello d’allarme in profondità. Riuscirà la Disney a gestire tanto materiale e tanti momenti diversi nella cronologia di Star Wars? La risposta sono proprio gli otto episodi andati in onda quest’anno.

La serie dedicata ad Ahsoka Tano? Basta vedere Rosario Dawson interpretarla in The Mandalorian 2 e sentirla chiedere dove sia il Grande Ammiraglio Thrawn per convincersi di quanto sarà interessante. Il progetto Rangers of the New Republic? Può contare su Cara Dune e magari sul mood dato dagli interventi di due rangers per salvare un Mando in difficoltà. Dubbi su come sarà gestita una serie ambientata nel remoto passato come The Acolyte dedicata al lato oscuro? Si guardi a Moff Gideon e come si inserisce magistralmente tra la vecchia e la nuova trilogia. La sorpresa The Book of Boba Fett annunciata dalla scena dopo i titoli di coda del season – finale? Rivedere l’ars pugnandi di Boba e le capacità di Fennec è già un motivo sufficiente per aspettare Dicembre 2021.

The Mandalorian è anche la dimostrazione che la Casa del Topo non intende giocare al risparmio. Ogni episodio è impeccabile in termini di regia e fotografia. La mirabile ricchezza di costumi e scenografie ricreano la moltitudine di razze aliene e ambientazioni che sono sempre state uno degli aspetti più affascinanti di Star Wars. Altrettanto elevato è l’impegno in termini di effetti speciali e CGI che rendono spettacolari le battaglie sia in terra che nello spazio. Per non citare la gemma finale che riporta in scena il personaggio principe della trilogia originale. 

The Mandalorian 2 è tutto ciò che una seconda stagione dovrebbe essere. Ma è ancora di più: racconta il continuo di una storia amata e lo fa aprendo al tempo stesso un universo intero di nuovi racconti. Non ci resta che leggerli.

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The Mandalorian: recensione seconda stagione
5

Giudizio complessivo

Una lezione da Jon Favreau e Dave Filoni su come si scrive una seconda stagione regalando ai fan ciò che vogliono senza fare fan service e aprendo la via ad una moltitudine di nuovi progetti rassicurando gli spettatori

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