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The Mandalorian: ricetta per un vero Star Wars – la recensione della prima stagione della serie Disney+

The Mandalorian: la recensione della prima stagione
Disney+

Un colosso come la Disney non fa niente a caso. Spostare la data del rilascio del penultimo episodio di The Mandalorian in modo che non si sovrapponesse a quella di Star Wars IX – The Rise of Skywalker rientra nella lista delle decisioni prese con un preciso intento. Che magari era non solo quello di non sovrapporre due prodotti tanto attesi, ma anche mostrare che una certa cosa era possibile perché già compiuta in passato da altri personaggi dello stesso universo (non si può dire cosa per evitare spoiler). Solo che, in questo modo, il season – finale della serie è arrivato nove giorni dopo l’ultimo capitolo della nuova trilogia. E gli spettatori di entrambi si sono potuti accorgere che c’è più Star Wars nei venti minuti finali di quell’episodio che nelle due ore e venti del film!

The Mandalorian: la recensione della prima stagione
The Mandalorian: la recensione della prima stagione – Credits: Disney+

Un debutto sontuoso

The Mandalorian è la serie scelta da Disney per inaugurare il suo servizio di streaming online Disney+. Dato l’intento manifesto di andarsi a scontrare con i giganti di Netflix e Amazon Prime Video, la discesa in campo non poteva che essere guidata da una serie che avesse un pubblico già scritto. Niente meglio di qualcosa nell’universo di Star Wars visto l’illimitato fandom. Ma anche niente peggio di Star Wars se si considera la devozione quasi fideistica di tanti fan pronti a lanciare accuse di blasfemia ed eresia nei confronti di ogni passo falso.

Consapevole del rischio da affrontare, tuttavia, Disney ha scelto di giocare sul sicuro affidando il ruolo di showrunner a Jon Favreau, noto per essere Happy Hogan nel Marvel Cinematic Universe, ma anche coinvolto come regista o produttore in tanti film di successo di casa Disney. Soprattutto, Favreau conosce i nomi giusti a Hollywood e sa mettere le persone giuste al posto giusto. Come Dave Filoni a cui si devono le serie animate The Clone Wars e Rebels che hanno contribuito in maniera decisiva ad espandere l’universo di Star Wars nei lunghi anni di silenzio cinematografico seguiti alla fine della seconda trilogia.  

Ad ulteriore conferma dell’investimento massiccio c’è la lista di registi che annovera lo stesso Filoni, ma anche Bryce Dallas Howard e Taika Waititi. E il ricco cast che affida ruoli da protagonisti a Pedro Pascal, Gina Carano, Carl Weathers, Giancarlo Esposito. E si permette di avere Nick Nolte tra i doppiatori e Werner Herzog tra i personaggi secondari di lusso. Un parterre di nomi molto noti che lasciavano intendere fin da subito che The Mandalorian fosse un progetto pensato per avere successo ad ogni costo.

Obiettivo più che raggiunto. E paradossalmente non per i nomi coinvolti, ma per quello che la serie riesce ad essere: banalmente ma per nulla semplicemente Star Wars.

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The Mandalorian: la recensione della prima stagione
The Mandalorian: la recensione della prima stagione – Credits: Disney+

Comprendere l’intima natura di Star Wars

Affidarsi a Dave Filoni è stata probabilmente la mossa vincente di The Mandalorian. Lo sceneggiatore americano mostra, infatti, di saper distillare la quintessenza di Star Wars senza fermarsi agli aspetti più appariscenti e noti. Star Wars non è i duelli a colpi di spada laser e magie della forza. E nemmeno le battaglie campali tra X – Wing e Tie Fighter o tra gli eroici ribelli della Resistenza e gli obbedienti Stormtrooper dell’Impero. Star Wars è un universo fatto di pianeti da scoprire, razze aliene con cui interagire, scene divertenti, azione che ti incolla alla poltrona. È la meraviglia di non sapere cosa succederà ma volerlo scoprire perché si è sicuri che sarà qualcosa che valeva la pena aspettare.

Star Wars è soprattutto i suoi personaggi. Ed è per questo che la massima cura deve essere data al modo in cui sono scritti facendo in modo che il pubblico si leghi a loro perché ne segue l’evoluzione. È proprio in questo che The Mandalorian supera l’intera nuova trilogia. Pur adottando per lunga parte una struttura quasi da procedurale con episodi autoconclusivi, la serie riesce a mantenere una trama orizzontale che ha, in realtà, un unico scopo: presentare chi sono i suoi protagonisti e perché dovremmo interessarci a loro. Ogni avventura del Mandaloriano (il cui nome ci viene rivelato solo alla fine della serie) è un passo avanti nella costruzione della figura del cavaliere solitario che rispetta un suo codice fatto di onore e regole che lentamente impariamo a conoscere ed apprezzare.

Ognuna delle sue visite ad un pianeta diverso non è solo la scusa per mostrare qualche nuova location. Piuttosto è il modo di introdurre volti nuovi sottolineandone l’importanza e spiegando il come e il perché delle loro azioni presenti di modo che quelle future siano frutto di una logica coerente. Persino l’inevitabile concessione alle esigenze del merchandising (perché di peluche di Baby Yoda sarà invaso il mercato come di suoi meme è inondato il web) viene assolta inserendo quello che non è solo un pucciosissimo cucciolo, ma il motore innocente dell’intera serie.

The Mandalorian è il vero ritorno di Star Wars. E lo è senza bisogno di spade laser (ma una comparirà nell’esaltante season – finale) o Sith e Jedi (qui ridotti ad un mito distante e neanche tanto da ammirare). 

The Mandalorian: la recensione della prima stagione
The Mandalorian: la recensione della prima stagione – Credits: Disney+

Tra continuity e citazioni

The Mandalorian è Star Wars anche per la capacità che ha di inserirsi in maniera naturale nella continuità di quella storia iniziata anni fa in una galassia lontana lontana. Ambientato cinque anni dopo la fine dell’Impero a seguito della vittoria della Resistenza con la morte (ehm …. presunta) di Palpatine e il compiersi  della profezia del prescelto (ehm … presunto prescelto), la serie presenta un universo dove è evidente l’assenza di un potere centrale. Residui delle armate dell’impero si aggirano ancora per la Galassia, ma forze ribelli appaiono di tanto in tanto a stabilire un ordine. Il mondo mostrato è quello che ci si aspetterebbe durante il difficile passaggio da una dittatura oppressiva ad una democrazia bambina che ancora deve stabilizzarsi.

The Mandalorian approfitta di questa incertezza per muoversi liberamente tra cacciatori di taglie che operano nella terra di nessuno, mandaloriani che si nascondono ancora nonostante i loro avversari siano stati sconfitti, fuorilegge che possono approfittare del vuoto di potere per fare ciò che desiderano. Diventa allora possibile per la serie inserire citazioni a tutto il canone di Star Wars. Twilek e Stormtrooper. Gilda e Repubblica. Soldati vittoriosi senza più una missione e assaltatori sconfitti ma a piede libero. Droidi vecchi e nuovi e AT-AT residuati bellici ancora funzionanti. The Mandalorian riesce a citare Star Wars in modo non forzato e senza lo scopo unico di cercare la complicità del fan.

Anche perché The Mandalorian non è solo a Star Wars che fa riferimento. Come era già aveva fatto Lucas con la trilogia orinale, Favreau e Filoni rendono il doveroso omaggio a quelle che sono state le fonti di ispirazione dell’intero franchise prima che diventasse esso stesso un punto di riferimento. Il Mandaloriano è, infatti, il degno erede dei cowboy solitari interpretati da Clint Eastwood negli spaghetti – western di Sergio Leone. Non a caso, la scena iniziale del primo episodio è nulla più che una sparatoria western con i blaster al posto delle Colt. E immancabili sono anche i riferimenti ai samurai di Kurosawa e a quel tipo di narrazione con la serie che diventa quasi una vera e propria versione sci – fi del manga Lone wolf and cub. Fonti che non vengono nascoste, ma esibite con l’orgoglio di chi vuole rivendicare nobili natali.   

Il pregio principale di The Mandalorian è, in fondo, quello di rendere le troppe parole di questa recensione inutili. Perché sarebbe bastata una sola frase a riassumerne tutti i pregi: The Mandalorian è il vero Star Wars. Serve altro?

The Mandalorian: recensione della prima stagione
4.5

Giudizio complessivo

Il vero Star Wars. Punto. 

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