
Quantico: Recensione degli episodi 2.01 – Kudove e 2.02 – Lipstick
Come ogni giocattolino nuovo, al suo inizio di un anno fa Quantico aveva rappresentato una sfida, in parte vinta. Serie tv né poliziesca né thriller né drama, aveva saputo unire tutte queste negazioni nel formare un’unica affermazione. La stessa che, a distanza di tante puntate, improbabili salvataggi, bombe fabbricate con Art Attack e relazioni in camere d’albergo extra-lusso, aveva portato a casa prima una stagione completa e poi anche il rinnovo.
Cosa doveva mostrarci, dunque, questa seconda stagione? Qualcosa di più, sicuramente. Allo scadere dei minuti di una trama al limite dell’imbarazzante e storie sul bilico del reale, ci restava solo l’affetto verso i protagonisti. Non erano certo la complessità fatta a persona, ve lo concedo, ma credo che concordiate con me nel dire che avevamo imparato ad apprezzarli. Alla fine della puntata eravamo team Caleb, team Hannah, team Raina o team Simon, a seconda di quello che accadeva o stava per accadere, nel presente o nel passato.
Il grande deficit della nuova stagione sono proprio i personaggi, che in questo modo lasciano crollare il pilastro portante del telefilm. Non è per la regia o la fotografia banali che torniamo a sintonizzarci ogni settimana, non per i dialoghi colti o frasi particolarmente interessanti. Torniamo per i personaggi. Ma chi sono i personaggi di questa nuova stagione? Beh, ecco.
Una nuova Quantico, nuovi cadetti ma sempre la stessa storia


Fino alla scoperta dei rispettivi osservatori – Raina per Ryan e Shelby per Alex – avevo sinceramente iniziato a stancarmi della storyline “passata”, altrimenti nota come “quella dei flashback”. Per quanto lo sforzo ci fosse stato – e fosse evidente – i nuovi protagonisti mancano ancora di coinvolgere quanto dovrebbero. Avevamo avuto una stagione intera per apprezzare pregi e difetti dei protagonisti già citati. Sostituirli non solo non era facile ma direbbe qualcuno persino impossibile.
L’approccio giusto sarebbe stato quello di rendere i nuovi personaggi memorabili dal primissimo momento. Sarebbe stato l’ideale, anche solo per sperare di catturare l’attenzione dello spettatore. Con cosa ci ritroviamo invece? Un asilo gestito da dei nuovi Miranda e Liam, con rispettivamente un avvocato, un ex carcerato e “il tizio con le orecchie a sventola di Looking”? E’ questo il nuovo team, questo il magistrale cambiamento con cui si spera di andare avanti in Quantico?
Ripeto, lo sforzo si vede ma non è ancora sufficiente. Ci vuole di più.


Manca all’appello Raina, anche se sappiamo che ha avuto un ruolo fondamentale negli eventi pre-attacco terroristico. Un attacco che, ancora una volta, mette in gioco alleanze e domande significative. Chi c’è dietro a questo attacco? Perché malgrado Nimah abbia evidentemente fatto uno sforzo per smascherarli, i terroristi non l’hanno uccisa? Che ci sia Raina infiltrata tra gli omini neri con la maschera?
Un inizio tiepido: lo sforzo c’è ma per ora non è abbastanza


I veri colpi di scena sono arrivati quasi tutti alla fine del secondo episodio, quando finalmente Shelby e Raina sono arrivate nella storyline del passato e Miranda si è rivelata per la doppiogiochista quale è. Mantenendo questo ritmo e questo livello di sorprese, non dico che la serie possa migliorare drasticamente ma potrebbe provare – e riuscire – a farlo. Si tratta comunque di un prodotto la cui massima aspirazione è lasciarci all’oscuro del vero cattivo fino alla fine. Non dovrebbe essere difficile, giusto?
Dunque con il giudizio sospeso – ma nemmeno tanto – lasciamo a voi decidere se continuare o meno Quantico. Siete sempre in tempo per iniziare Blindspot, io ve lo dico.
In attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.











Visitor Rating: 1 Stars
Visitor Rating: 5 Stars
Visitor Rating: 2 Stars