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Le donne guerriere della televisione moderna: non tutte impugnano un’arma

Il mondo moderno poggia le proprie fondamenta su un elenco infinito di donne che, a modo loro, sono state delle guerriere. Che si siano battute su un campo di battaglia o in un’aula di tribunale, si dia per scontato che abbiano raggiunto traguardi importanti. Conquiste importanti quanto se non più di quelli degli uomini. Nel farlo hanno impiegato il doppio del tempo e della fatica ma ce l’hanno fatta.

È la loro lotta che oggi ci concede di poter guardare (senza mettere in discussione) tutte le figure femminili della serialità televisiva. Che ci consente di identificarci con queste donne guerriere delle serie tv. Perchè non importa se  sul grande o sul piccolo schermo, queste donne guerriere combattono accanto ad uomini forti il doppio di loro. E non solo.

Ormai siamo inevitabilmente attratti da queste figure che, per il 50% dei casi, bisogna ammetterlo, sono irrealistiche. È all’altro 50% che dobbiamo guardare. Quella metà, infatti, racchiude nella propria personalità tutte quelle caratteristiche che vorremmo avere. Oppure le stesse che disperatamente cerchiamo di acquisire. Per questo tendiamo a ricercare nelle nostre serie tv preferite proprio questo genere di figure, ad indentificarci con loro o a cercare di assomigliar loro, anche se in parte. Ma da dove nasce questa crociata femminista e fin dove si spinge?

L’origine delle donne guerriere nelle serie tv: Xena – Principessa Guerriera

donne guerriere serie tv

Credits: Getty Images

Il 4 settembre 1995 andava in onda il primo episodio (dopo i tre episodi compresi nella prima stagione mid-season di Hercules) della serie tv conosciuta in Italia come Xena – La Principessa Guerriera. La protagonista era una guerriera che non aveva bisogno di nessuno, se non della fedele compagna e amica Olympia. Non aveva bisogno di una società che la giudicasse, di un mondo che approvasse il suo stile di vita. Men che meno aveva bisogno di un uomo che potesse prendersi cura di lei.

Il personaggio interpretato di Lucy Lawless aveva proposto un modello di donna nuovo, se vogliamo, diverso. Un personaggio che non aveva nulla a che vedere con la tradizionalistica idea di “donna e madre”. Paradossalmente Xena era entrambe le cose. Aveva sia un figlio, poi una figlia, poi una serie di amori e relazioni, ma non permetteva a quest’ultime di definirla o condizionarla.

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So bene che già negli anni ’70 la tv era stata popolata dalla Wonder Woman di Lynda Carter. So che, per certi versi, Xena non è materialmente la prima donna guerriera della tv. Eppure non posso fare a meno di identificarla tale. Vuoi per l’epoca, vuoi per lo scossone generale della realtà femminista di quegli anni. Vuoi, semplicemente, perchè negli anni ’70 non ero ancora nata!

Eroine urbane, da AliasJessica Jones – passando per Veronica Mars

donne guerriere serie tv

Credits: The CW & Netflix

Fu nella stessa direzione che si mossero, anche su due binari completamente diversi, le vicende di Alias e di Charmed, agli albori degli anni 2000. La prima serie tv era incentrata su un agente segreto, interpretato da Jennifer Garner. Cinque stagioni, per un totale di 105 episodi, hanno mostrato la forza e le debolezze di un agente segreto che non si chiamava 007.

La seconda serie tv, invece, ruotava intorno ad un trio di sorelle streghe. Tutte e tre fragili ma indistruttibili, magiche prima ancor di scoprire di avere dei poteri e di leggere il Libro delle Ombre. Quello che due serie tv così diverse avevano in comune era la figura della donna mostrata nella sua accezione di “donna indipendente”. Sia Syndey che le sorelle Halliwell erano in grado di cavarsela da sole, donne guerriere che non avevano bisogno di uomini che corressero a salvarle. Avevano una famiglia, amici, mariti e figli ma questo non le rendeva meno indipendenti. Non cancellava la loro personalità per annullarla in uno stereotipo societario.

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fratelli delle serie tv

Credits: The CW

Sono state proprio queste serie tv a fare da base al boom delle “eroine urbane” che ormai da dieci anni sono protagoniste anche della nostra serialità televisiva. Devo citarne alcune? Che mi dite di Veronica Mars e delle quattro, brillanti stagioni della serie tv omonima? Oppure Jessica Jones, protagonista della serie tv targata Netflix, che con la sua super-forza non ha particolarmente bisogno di interessarsi delle opinioni di New York e di quelli che ci vivono? Entrambe Veronica e Jessica sono esempi eccellenti di queste figure femminili, sebbene non abbiano mai impugnato armi vere e proprie. O quasi.

Guerriere della medicina, della politica, delle aule giudiziarie

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Credits: ABC

C’è poi un intero filone delle donne guerriere delle serie tv che potrebbe essere ricondotto a Shondaland. Come, infatti, non citare i personaggi femminili di, rispettivamente, Grey’s Anatomy, Scandal e infine How to get away with Murder?

Il 27 marzo del 2005 fece la sua comparsa, in mid-season e senza grandi pretese per l’allora quasi sconosciuta Shonda Rhimes, lo storico Grey’s Anatomy. Al di là del medical drama di successo e della trama coinvolgente, Shonda dimostrò quasi subito quanto complesso ma anche quanto forte fosse l’animo umano. Dimostrò quanti strati ci fossero nel cuore di una donna e quanta forza quest’ultime potessero avere dentro di se. Una forza superiore a qualsiasi uomo avessero accanto, in grado di superare (quasi) tutto.  Personaggi unici ed indimenticabili quali Izzie (Katherine Heigl), Cristina (Sandra Oh), Miranda (Chandra Wilson) e Amelia (Caterina Scorsone).

La crociata della Rhimes sarebbe continuata sulla stessa scia, con l’impossibile ma perfetta Olivia Pope. Non importa che Scandal sia conclusa, continuo a pensare che, al giorno d’oggi, lei sia tra le prime tre donne di spessore della tv internazionale. Spesso ci si trova a credere che la risoluzione di tutto debba essere un uomo o, quanto meno, le conoscenza che portano a posizioni di potere (ricoperte da uomini). Al contrario il mondo di Scandal ruota tutto intorno alla mente, brillante ed intuitiva, di uniche e meravigliose donne. Olivia Pope è anche amante e amica ma nulla le impedisce di essere una persona, la sua persona e la realizzazione sta proprio nello scoprire di essere sufficiente a se stessa.

Tutto per arrivare all’insuperabile, mastodontica Annalise Keating (Viola Davis). Protagonista dell’universo di How to get away with Murder e una figura discutibile, certo, ma pronta a combattere fino in fondo per quello in cui crede.

Le eroine del fantasy e dei campi di battaglia

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Credits: ABC and The CW

Tra le donne guerriere delle serie tv non possono mancare le eroine delle serie tv fantasy e storiche. Categorie distinte ma legate a doppio filo da costumi, ambientazioni, scenografie, le donne più forti e complesse sono protagoniste degli intrighi della corte inglese, oppure di quella francese, Sono guerriere sui campi di battaglia, in cui impugnano armi e scudi proprio come gli uomini, al cui fianco combattono e muoiono, se necessario. Ancora, sono cacciatrici insignite del compito difficile di liberare la terra dal male e proteggere gli innocenti. Sono questo e molto altro, molto di più.

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Guerriere sono Lagertha (Katheryn Winnick) in Vikings e Octavia (Marie Avgeropoulos) in The 100 che sono in grado, a centinaia di anni e chilometri di distanza, di mostrare al mondo quanto valga la forza di una donna. Entrambe lottano e combattono, entrambe sconfiggono demoni interiori e nemici in carne ed ossa. Sia l’una che l’altra sono prodotto di una società che accetta la parità delle donne solo in parte, la parte che agli uomini fa comodo.

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Credits: History Channel and BBC One

Ecco perché sia Lagertha che Octavia stabiliscono le proprie regole e da quelle sviluppano una strada fatta di successi ed indipendenza. La loro strategia, il loro coraggio sono armi pericolose. C’è evidentemente un’evoluzione rispetto alla forza bruta, ora c’è anche l’intelletto nelle decine di armi che una donna può sfoderare. Spesso armi più pericolose delle lame taglienti.

Fino ad arrivare ad una guerriera in pieno stile “fantastico”: Kahlan (Bridget Regan) e i suoi pugnali volanti, oppure Morgana (Katie McGrath) con la sua magia in un mondo che la condanna per ciò di cui non ha colpa. Si potrebbe obiettare che un fantasy sia meglio predisposto a dare risalto alle donne che combattono. Eppure Xena è arrivata sugli schermi solo come spin-off di Hercules, importante non dimenticarlo. La “capostipite” delle donne guerriere delle serie tv, niente meno!

Le guerriere “storiche” delle corti europee: le Regine

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Credits: Starz, Netflix, The CW

Una forza diversa, quasi reverenziale, è quella delle grandi figure storiche delle serie tv. Anna Bolena (interpretata da Natalie Dormer in I Tudors), la regina Elisabetta II (Claire Foy in The Crown), Elisabetta di York (Jodie Cormer in The White Princess), Mary of Scots (Adelaide Kane in Reign) e la regina Victoria (Jenna Coleman nella serie tv omonima). Ne ho citate soltanto alcune, sebbene la lista possa continuare per pagine intere. Senza considerare poi il lato cinematografico! Perché lì si sarebbe costretti a citare interpretazioni magistrali, come quella di Cate Blanchett nei due film dedicati ad Elisabetta I oppure Helen Mirren nei panni della regina Elisabetta II.

Cos’hanno in comune tutte queste donne, di epoche e dinastie differenti? La forza d’animo, il coraggio, la determinazione. Ciascuna a modo proprio riesce a imporsi in uno scenario internazionale e guidare, direttamente o indirettamente, le redini di una nazione più o meno potente. Anna Bolena è la ragione che spinge Enrico VIII a recidere i suoi legami con la chiesa di Roma. La madre e capostipite della dinastia Tudor è Elisabetta di York, con la sanguinosa guerra del padre e lo zio che l’ha portata quasi all’orlo della rovina e della morte.

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Che si tratti di una serie tv più fedele e storica o romanzata, come nel caso di Reign o I Tudors, non è possibile non collocare queste figure tra le donne guerriere delle serie tv e del piccolo schermo. Perché anche loro hanno lottato. Forse non tutte su un campo di battaglia (anche se mi viene in mente un completino bianco improbabile di Mary Tudor) ma tutte con uguale intensità e determinazione.

Una lista di donne guerriere delle serie TV tutt’altro che completa

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Credits: BBC, The CW, ITV

Sebbene si tratti di un elenco lungo, sono tantissime le donne guerriere che ancora mancano all’appello delle serie tv, in costume e non. Mi piacerebbe aggiungere alla lista figure come quella di Buffy, Mary Crawley, le “hacker” Chloe o Felicity, le “super donne” come Kara o Supergirl. Perché la verità è che, al di là di casi molto specifici, è difficile che una figura femminile in qualche serie tv non abbia trovato un modo di contribuire alla crescita delle donne nella società odierna.

Che si sia fatta strada a suon di calci o di inchini, che fosse una guerriera nel vero senso della parola o soltanto in senso lato, ciascuna delle figure femminili delle serie tv meriterebbe di essere inclusa in questo elenco. Anche perché, gusti personali a parte, le donne guerriere delle serie tv sono una categoria personale e personalizzabile. Ciascuno prende dai propri sceneggiati preferiti ciò di cui ha più bisogno in un determinato momento della propria vita. Che si tratti di Syndey Fox o di River Song non importa. L’importante è trovare figure di riferimento ed esigere che la tv di oggi continui a fornirci modelli a cui ispirarci e non dai quali prendere le più nette distanze.

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