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Grey’s Anatomy – Recensione dell’Episodio 12.06 – The Me That Nobody Knows

The me that nobody knows, il sesto capitolo di questa dodicesima stagione sembra seguire interamente le orme di quegli episodi Meredith-centrici che caratterizzavano così fortemente le prime stagioni di Grey’s, quando la potenza del personaggio principale, molto spesso, prevaricava per importanza ed interesse sulle storie di tutti gli altri. Il titolo ci fa presagire la possibilità di intravedere una Meredith fuori dagli schemi, insolita, eppure ancora una volta, quando lo schermo si fa nero ed appaiono i titoli di coda, mi sono ritrovata a dire: “Nulla che non sia già stato visto”. Perché reggere il paragone con dodici anni di storie non è poi mica una barzelletta e Shonda sembra aver trovato il suo tallone d’Achille. Che sia stato per un motivo o per un altro, ci è già capitato di vedere il lato più oscuro della personalità di Meredith, irata, vendicativa, cattiva, ma anche tanto severa con se stessa, desiderosa alla stregua delle sue forze di poter migliorare, di cercare di estrapolare sempre il meglio da ogni situazione negativa, tormentata, dolorosa.

Immaginee35Il transfert di queste emozioni è ovviamente Peggy, la specializzanda del Dillard Hospital “responsabile” della morte di Derek. Sì, lo ripetiamo per precauzione e lo ripetiamo a voce alta, chiedendoci anche bonariamente che ruolo giocherà questo personaggio e, soprattutto, per quanto tempo. Da un lato Peggy è la compagna di Callie, un aspetto da non sottovalutare per tutti quelli che hanno un occhio più critico verso le Calzona, ma dall’altro rappresenta ovviamente l’attuale nemesi di Meredith, verso la quale Mer sta incanalando tutte le sue energie negative: frustrazione, rabbia, angoscia, dolore, insomma quello che avremmo voluto vedere dopo la morte di Derek e di cui Shonda, volontariamente, ci ha privato.

Meredith è infinitamente cattiva con Peggy, la torchia, la metta a disagio, la umilia in sala operatoria, ma non per insegnarle qualcosa, ma per il semplice gusto di farlo: sa bene di essere lei il martello della situazione, che batte, batte e continua a battere ferocemente sull’incudine Peggy, fino a quando non si spezzerà. Le fa pagare colpe che non le appartengono, che non sono sue, gliele rinfaccia costantemente e senza pietà, in maniera sottile, subdola. Sì, noi questa Meredith l’abbiamo già vista, c’è sempre stata, perché in fondo anche Meredith Grey è umana, e può crollare. La storia dello strutturando e dello specializzando (incapace) ci solletica l’attenzione, ci attira, ci punzecchia, ci fa stare sul chi va là, in attesa di qualcosa di clamoroso, ma poi ci ricordiamo di Derek, ci arrabbiamo, ci sentiamo violati e presi in giro, come se Shonda ci stesse dando un dolcetto di consolazione, come se Peggy fosse davvero l’ultima cosa a cui ci stiamo aggrappando per tenere viva la memoria di Derek, e allora guardiamo altrove.

Ma non abbiamo molto altro dove guardare. E’ Meredith la regina di questo episodio, e agli altri è data la magra consolazione di un’apparizione fugace, estemporanea. Solo i Japril ci danno un po’ di respiro, relativamente parlando, perché si respira aria pesante anche dalle loro parti. April porta all’attenzione di Jackson il caso di un little boy giordano, Kamal, affetto dalla sindrome di Ollier, ma lo fa mentendogli: lo stadio della malattia è talmente avanzato che Jackson lo definisce un caso senza speranza. Non ci vuole molto per capire che Kamal è un bonario strumento di April affinché Jackson capisca che se c’è impegno e volontà, tutto apImmagine345pare possibile, dal salvare un piccolo bambino dall’amputazione delle sue mani sino a rimettere in piedi un matrimonio in caduta libera.

E Jackson quasi ci crede, vorrebbe crederci, vorrebbe cedere dinanzi alla disarmante bellezza dell’intraprendenza e della perseveranza di April, che non si dà mai per vinta, che riesce a raggiungere tutti gli obiettivi che si prefissa, senza ma, senza se, grazie alla marcia in più rappresentata dalla sua incrollabile fede in Dio (ma ve la ricordate la piccola April della sesta stagione? Caspita, uno dei personaggio meglio costruiti e soprattutto cresciuti di questo show).

Guardiamo ancora altrove, e forse no, non è vero che non c’è altro, qualcosa c’è, ma non c’è dato di soffermare la nostra attenzione su qualcosa di specifico. C’è il caso del reverendo che invece di allegare il bollettino della Chiesa invia a tutta la comunità un sex-tape fatto con la sua ragazza e nel tentativo di fermarne la divulgazione cade dalle scale del coro; c’è Richard che è costretto ad affrontare l’argomento paternità in maniera diretta, ormai, nel tentativo di capire cosa Maggie rappresenta per lui e viceversa; ci sono Meredith e Amelia che non si parlano, e se lo fanno è solo 140911_2514per dirsi che Peggy non è il grado di reggere qui, al Grey Sloan Memorial, mentre una Callie un po’ indispettita ascolta involontariamente la conversazione e sbotta all’improvviso contro una delle sue migliori amiche (e quanto aveva ragione, ma quanto ci ha dato fastidio…), l’arrivo del dottor Riggs, cardiochirurgo sul campo di battaglia insieme ad April e chiaramente ai ferri corti con Owen per qualcosa, Webber e Meredith anche loro un po’ ai ferri corti quando Mer scopre che Richard aveva analizzato i casi clinici della Broke e sapeva da dove veniva, ed infine un’Arizona che vive un visibilissimo disagio per il fatto che Callie abbia ormai definitivamente voltato pagina.

 Vorremmo saperne di più su tante cose, ma ancora una volta le fila vengono tenute da un unico burattinaio. Sono davvero sicura che tutte queste storyline avranno la possibilità di svilupparsi a tempo debito e nel miglior modo possibile, ma quello che mi preoccupa è che siamo vicinissimi al winter finale. E noi dopo dodici anni ancora non siamo pronti a due mesi senza Grey’s.

Decisamente no.

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12.06 - The Me That Nobody Knows
  • Meredith-centrico
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mmorìn92

Amo i libri, il cinema, la fotografia, l'arte, l'architettura e soprattutto...i telefilm! Amo, insomma, la vita. Ma una "biographical info" sarebbe davvero troppo riduttivo per descrivermi. Lascio quindi a voi l'ardua sentenza! https://www.facebook.com/MorinPhotographer?fref=ts

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