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Le Top: i 10 migliori Drama del 2014

Il 2014 volge al termine e, con tutta onestà, possiamo dire che è stata una stagione con chiari e scuri, alcune perle di qualità e diverse sozzerie, ma non solo dei trash guilty pleasure, pure roba che non si poteva guardare. Però noi, arrivati alla fine dell’anno, vogliamo estrarre 10 perle di qualità nei Drama a cui abbiamo assistito. Ce ne sono stati solo 10? No, direi di no; ci sono state diverse serie belle o piacevoli da seguire, alcune di questo si sarebbero meritate un posto in questa classifica, infatti non è stato facile lasciarne fuori 4 o 5 in particolare, ma 10, si sa, è il numero magico delle Top di fine anno, quindi diamoci dentro e vediamo da cosa è rimasto segnato questo nostro 2014 telefilmico.

Una precisazione, le serie sono in rigoroso ordine alfabetico, perché, già è una fatica sceglierne 10, metterle pure in ordine di preferenza è una tortura.

Fargo S1

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I Coen sono sbarcati nel mondo della tv, con un nome caro a tutti i loro fan, Fargo, ma il richiamo al film si concretizza forse maggiormente nelle ambientazioni che nella storia, nonostante il ritmo e il modo di raccontare siano un po’ un misto tra lo stesso film Fargo e Non è un Paese per vecchi. Attori eccezionali, su tutti Billy Bob Thorton che spadroneggia sulla scena in un ruolo che sembra non possa essere destinato a nessun altro, ma tutto il comparto artistico e tecnico si distingue. Qualche piccola pecca in alcune secondarie storylines eccessivamente lunghe, ma è un prezzo da pagare alla serialità televisiva. Forse merita addirittura una visione maratonata, perché è una profonda immersione nel mondo dei Coen dal quale non è facile entrare e uscire ogni settimana

Hannibal S2

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La prima stagione era conturbante e un profondo viaggio mentale. La seconda è un’esplosione di ogni cosa. Appurate le enormi qualità recitative di Mikkelsen e Dancy, la storia si fa più incalzante e travolgente, rimane l’immersione nel caleidoscopio del mondo mentale di Fuller e nella sua vivacità visiva, ma tutto prende una piega più macabra e concitata, fino ad arrivare alle sequenze finali crude, poetiche, insanguinate e meravigliosamente artistiche. Un mal di pancia e pagliuzze che brillano negli occhi.

Homeland S4

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Senza Brody cosa sarà di Homeland? Molti se lo sono chiesto alla fine della terza stagione e alcuni si sono risposti che sarebbe stato brutto e lo hanno lasciato per strada. Male, molto male, perché la quarta stagione di Homeland è decisamente la migliore, anche se con un finale che lascia più di qualche dubbio, quantomeno rispetto alle ultime due, perché ha imparato dai suoi difetti passati, ha eliminato storie di contorno inutili, ha eliminato i momenti di noia ripetitiva, si è lanciata in una trama orizzontale compatta, veloce, con colpi di scena ad effetto ma ben inseriti nella storia. Una Claire Danes sugli scudi, con un’ennesima prova da grandissima attrice, ma il vero motore di questa stagione è stato il racconto, mai come prima.

Mad Men S7 prima parte

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Siamo all’ultimo capitolo di Mad Men, spezzato in due parti, per consentire ad AMC di allungarlo un po’ e assistiamo alla ultime evoluzioni di Don, Peggy, Roger e colleghi. Vediamo in questa ultima annata i protagonisti, così ben delineati nel tempo, scontrarsi con i tempi che non sono più quelli di quando la serie è iniziata. In posizioni diverse, con molte fragilità e drammi alle spalle e davnti. Momenti intensi, commozione una descrizione della grande Storia attraverso le piccole storie. Affascinante, elegante, ci prepara al grande addio del 2015

Shameless S4

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Shameless anche nella quarta stagione mantiene sempre tutte le sue caratteristiche di black comedy, con momenti intensi e drammatici, con un monumentale William Macy, detestabile quanto si vuole, ma che lascia a bocca aperta sempre e comunque, una fantastica Emmy Rossum elegante, divertente, intensa. A questi due protagonisti sono toccate due storylines di un intensitàincredibile, specialmente quella dedicata a Fiona, alla sua caduta negli “inferi”, alla sua solitudine. Come non ripensare alla faccia della Rossum che rientra in una casa vuota senza commuoversi. Ma tra tutte le altre storie, una spicca in particolare, ed è quella di Mickey e Ian che, a mio parere, è una delle storie d’amore più belle viste sullo schermo, proprio per tutti i sottotesti che si porta dietro ed anche per la performance stratosferica (e non sono esagerato) di Noel Fisher, un attore che si è rivelato come un grandissimo in questa stagione

The Americans S2

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La prima stagione era forse più introduttiva, qui il conflitto viene spostato su molti livelli e i personaggi, anche secondari, prendono un maggiore spessore. La trama è più coinvolgente e compatta sulla storia principale, i contrasti tra le parti sono molto più profonde e la tematica familiare viene maggiormente approfondita e ci regala momenti intensi e difficili. Keri Russell ha momenti divini.

The Affair S1

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Cos’è l’amore? Lo è anche la passione, bruciante, improvvisa e travolgente? Si, ma anche no, alle volte è una fuga, da qualcosa o verso qualcosa. Cosa sono verità e memoria? Sono concetti relativi, dipendono da come dipingiamo, consciamente o meno, noi stessi e come adattiamo tutto questo alla nostra storia, alla nostra ricerca della felicità. The Affair è una delicata ma profonda analisi psicologica delle persone e dell’amore, una storia raccontata da entrambe i punti di vista e supportata da bravissimi attori e un gran bel comparto tecnico. Assolutamente da vedere. La sigla è un capolavoro.

The Good Wife S5/S6

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Due spezzoni di serie, la fine della quinta stagione e l’inizio della sesta. Una serie che, dopo lunghi anni di qualità indiscussa, ha cambiato pelle, ha impresso una svolta epocale, sapendo rinunciare a quello che alla fine era il vero coprotagonista e l’ha fatto arrivandoci senza clamore ma con una svolta scioccante, che è rimasta negli occhi dei fans per molte settimane. Nonostante il rischio di un’operazione del genere è riuscita a ricreare una storia, diversa ma sempre affascinante, coinvolgente e magnetica che promette benissimo per un futuro che speriamo il più lungo possibile.

The Leftover S1 

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Decisamente l’evento della scorsa estate. Serie seguitissima che ha diviso in modo drastico gli spettatori; chi l’ha amata in modo assoluto e chi l’ha trovata una porcata inguardabile. Già con questi presupposti significa che siamo sulla strada giusta, perché The Leftover è una serie che punta fortemente su un tipo di pubblico e non vuole assolutamente accontentare tutti. Serie sul dolore e sulla declinazione dello stesso, serie che pone domande ma non da risposte,serie che mette lo spettatore sullo stesso piano dei protagonisti, disperso, confuso e frustrato. Regia e musiche impeccabili, artisticamente impeccabile e con alcuni attori che hanno fornito interpretazioni decisamente  emozionanti; su tutti Eccleston, Amy Brenneman e Carrie Coon.

True Detective S1

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Alfabeticamente alla fine, ma, a mio parere, una delle migliori di questa decina. Una serie anomala, a volte più filosofeggiante che concreata, ma affascinante in quanto dura, intelligente, fisica, costruita con precisione millimetrica e gestita da due ottimi attori, non solo, ma spiccano, Harrelson e McConaughey, con il secondo decisamente mattatore. La serie è stata anche un piacere enorme per lo sguardo dello spettatore: cito solo un esempio (ma ce ne sono moltissimi) col lungo piano sequenza che chiude uno dei primi episodi: da brividi assoluti. Comunque True Detective rappresenta in pieno la trasformazione della serialità televisiva in qualcosa molto vicino al cinema (quello di livello ovviamente).

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1 commento

  1. Mettere nella stessa categoria una boiata scopiazzata, mal riuscita mal interpretata, poco impegnativa e a tratti anche noiosa (leftovers) con un capolavoro di qualitá tecnica, estetica ,narrativa , pieno di artmosfera ( fargo) , lo trovo quasi offensivo verso i lettori e gli amanti del bello. Certo il gusto é soggettivo altrimenti come vivrebbe Gigi D’Alessio?!?!?

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