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Gotham

Gotham: Recensione dell’episodio 2.02 – Knock, Knock

A che serve cambiare il titolo di una serie aggiungendovi un esplicito sottotitolo? Se una simile scelta ha pochi esempi nel pur vastissimo elenco delle serie tv, un motivo ci dovrà pur essere e certamente non sarà qualcosa di cui vantarsi. Eppure, Bruno Heller ha deciso che Rise of the Villains fosse una necessaria postilla per rendere più chiaro lo scopo ultimo di Gotham. Non una serie dedicata al più famoso Cavaliere Oscuro perché qui di Batman abbiamo solo il troppo giovane Bruce Wayne. Ma piuttosto il desiderio di raccontare le origini di quel mondo corrotto e sull’orlo del collasso sul quale l’Uomo Pipistrello si troverà a vigilare dall’alto nella sua iconica posa. Nelle lodevoli intenzioni degli autori, la prima stagione doveva mostrare soprattutto l’ascesa di Jim Gordon, ma questo degno proposito si era scontrato con la triste realtà che proprio il futuro commissario era stato il personaggio meno interessante (colpa di chi ne ha scritto il carattere e deciso le azioni più che di un comunque non innocente Ben McKenzie). Accortisi che, al contrario, la migliore nota in una melodia stonata era stata quella suonata dal Pinguino, gli sceneggiatori hanno quindi pensato di puntare tutto sui futuri villain ed ecco comparire la postilla incriminata.

Gotham2x02JeromeRise of the Villains, amen e così sia? Paradossalmente, questo secondo episodio sembra dire che anche in queste poche parole riesce a nascondersi un piccolo ma significativo errore. C’è una s di troppo in quel Villains perché, dei personaggi liberati dalla new entry Theo Galavan (il pur bravo James Frain ampiamente sprecato finora), altri due vengono rapidamente eliminati finendo per essere solo delle spalle usa e getta per quello che sembra destinato a essere sempre più il vero protagonista di questa stagione: Jerome Velaska. Ossia Joker? Difficile dirlo con certezza perché le origini della sua controparte nel mondo dei fumetti non sono mai state spiegate esplicitamente (escludendo un riferimento al Cappuccio Rosso già sfruttato dalla serie).

Proprio questa ignoranza gioca a favore di Heller e soci garantendo loro l’ampia libertà di fare di Jerome un potenziale Joker in erba (in questo aiutati anche dalla natura della serie che non finirà per mostrare gli attuali personaggi diventare adulti). Ma se anche questa idea dovesse essere abbandonata a favore di un improbabile colpo di scena, è innegabile che il personaggio interpretato ottimamente da Cameron Monaghan ha gli stessi modi e, soprattutto, la stessa filosofia del Joker nemesi di Batman. Più che la risata sguaiata e studiatamente inopportuna, più che il macabro umorismo (nel disporre con attenzione i corpi da gettare dal tetto e nella scena sullo scuola bus) e la folle spavalderia (con la inedita e intelligente rilettura della roulette russa), più che la passione ribalda per il sangue vivo e la macabra violenza (mostrata nell’assalto alla centrale di polizia conclusosi con l’omicidio del capitano Essen), sono le parole di Jerome a fare di lui il futuro giullare del crimine. Nel discorso alla telecamera il folle diciottenne illustra quasi didascalicamente la sua visione di una società vista come un insieme di regole che disumanizzano il singolo individuo riducendolo ad un ingranaggio insignificante di una macchina comunque guasta. Essere criminali diventa quindi l’unico modo per spezzare quelle catene ed affermare la propria unicità risaltando sulla scena come una stella che brilli imperitura in un cielo nero.

Gotham2x02BarbaraDate le enormi potenzialità del personaggio e la bravura dell’attore, si può dire che sia stata una saggia scelta quella di fare di Jerome l’indiscusso centro di questo episodio. Peccato che a questa decisione venga sacrificata gran parte della (poca) coerenza che questa serie aveva mostrato. Dopo aver dipinto Jim come un detective intelligente capace di comprendere subito il modus operandi del cattivo di turno, vediamo ora il futuro commissario cadere in ogni trappola preparata dai Maniax arrivando sempre troppo tardi (come al giornale, ridicolmente reso una copia del Daily Bugle di Spiderman con tanto di direttore sosia, o al commissariato) o vedendo vanificare ogni effimero successo.

A pagare pegno è anche Theo Galavan che, a parte accennare al senso della sua missione dalle motivazioni ancora nebulose, è tanto assente da lasciare che Jerome contraddica apertamente i suoi ordini e uccida liberamente membri del gruppo che pure si era sforzato di far evadere. Per non parlare della grossa sospensione dell’incredulità necessaria a mandar giù che una super ricercata come Barbara Kean (il cui personaggio continua a non convincere per la troppa repentina virata verso una malvagità mai esibita prima) possa tranquillamente entrare in una stazione di polizia senza alcun travestimento e, anzi, vestendosi anche in maniera piuttosto vistosa o che sia sufficiente essere in tre (e neanche particolarmente armati) per sterminare un intero corpo di polizia. Tutte pecche che denotano una certa sciatteria nella scrittura che conferma i difetti capitali della passata stagione.

Gotham2x02NygmaNé la serie riesce a emendarsi dalla perniciosa volontà di mostrare troppo e troppo in fretta. È il caso di Bruce che passa nel giro di dieci minuti dal licenziare Alfred al riassumerlo promettendogli massima obbedienza. O lo stesso Alfred che convince Lucius Fox ad aiutarli con un discorso che sa più di minaccia camorristica che di offerta interessante. Alquanto nebulosa è anche la premessa di questo intero filone narrativo con una pre batcaverna allestita dal padre di Bruce che suggerisce un inedito ruolo di super eroe per Thomas Wayne che poco è coerente con una Gotham disegnata finora come abbandonata a sé stessa.

Un correre eccessivo che invece manca nella storyline di Ed Nygma la cui evoluzione verso il futuro Enigmista procede a passi lenti e quasi casuali. Sebbene Corey Michael Smith sia bravo a rendere la schizofrenia del suo personaggio, il comparire in quelle che sono più che vignette sparse a caso lo riduce al ruolo di un riempitivo non necessario facendo cadere ogni interesse verso questa storia.

Forse, la cosa più indovinata di questo secondo episodio è il titolo. Knock, knock è il suono che fa chi bussa con insistenza ad una porta per attirare l’attenzione. Peccato che a bussare non sia solo Jerome, ma anche tutto il resto di Gotham.

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2.02 – Knock, Knock
  • Jerome salvaci tu !
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