Doctor Who

Doctor Who – 7.03 A Town Called Mercy

 

In questo episodio il Dottore torna ad indossare uno Stetson in occasione di una visita  nel Wild West, la prima dopo 46 anni.
‘A Town called Mercy’ è stato scritto da Toby Whithouse, autore di bellissimi episodi come ‘School Reunion’, ‘The Vampires of Venice’ e ‘The God Complex’ ed è il primo episodio in stile western da ‘The Gunfighters’ del 1966, una storia del Primo Dottore.
È un altro episodio stand-alone, dalla trama abbastanza semplice, come quelli che lo hanno preceduto.

In viaggio verso il Messico per il Giorno dei Morti, il Dottore e i Ponds si ritrovano invece a Mercy, una città di 81 abitanti in mezzo al deserto. Il Dottore subito nota che la città è illuminata da dell’ “elettricità anacronistica”, cosa che attira la sua curiosità. Attorno la città c’è un limite che non può essere valicato né per entrare né per uscire ed è sorvegliato da il Pistolero/Cyborg Kahler-Tec che cerca vendetta contro un “Dottore alieno”. Stranamente non si tratta del nostro Dottore, bensì di Kahler-Jex, che naufragato per caso sulla Terra ha, da allora, aiutato la città fornendole elettricità e curandola dalle epidemie.
Il Pistolero vuole uccidere Kahler-Jex perché si è macchiato di un grave crimine: per vincere la guerra, il dottore e altri suoi colleghi hanno trasformato dei soldati innocenti in soldati/cyborg.
Per liberare Mercy basterebbe consegnare Jex al suo esecutore, sacrificare un criminale di guerra per salvare una città innocente.

Il Dottore, noto per essere misericordioso con tutti, decide invece che il Pistolero merita la sua vendetta e trascina Jex fuori dalla città, addirittura brandendo una pistola per costringerlo a rimanere fuori dal perimetro. Sappiamo quanto il Dottore sia contrario all’utilizzo delle armi, e questa scena è stata molto drammatica poiché ha riportato alla luce il lato oscuro del Dottore, the fury of the Timelord.

Quando Amy gli chiede se sia davvero capace di sparare, lui risponde che non lo sa, esempio di come non conosca ancora bene i suoi limiti, di come non sappia dove la sua rabbia possa portarlo.
Il Dottore fa notare ad Amy che a causa della sua misericordia molte, troppe, persone sono morte, facendo riferimento al Master e a tutte le volte che ha mostrato pietà verso i Dalek.
Il fatto che il Dottore sia stato così vicino a premere il grilletto spaventa Amy, la quale pensa che è ciò che succede quando viaggia per troppo tempo da solo. La Pond sa che il Timelord ha bisogno non solo di compagnia, ma anche di qualcuno che lo faccia ragionare nei suoi momenti di crisi, proprio come Donna, in occasione del loro primo incontro, disse al Decimo Dottore che aveva bisogno di qualcuno che lo fermasse.
Più ci avviciniamo al saluto dei Ponds, più gli autori concentrano l’attenzione sulla necessità del Dottore di avere un companion, come se non fosse una scelta, o un capriccio, ma un’esigenza. Il companion gli ricorda di avere una morale, di dover essere migliore dei suoi nemici.

Dopo tanto tempo, il Dottore è costretto ad affrontare le sue azioni, paragonando ciò che ha fatto Jex con ciò che è stato disposto a fare lui per porre fine alla guerra del Tempo.
È strano come sia stato un criminale di guerra,cercando di giustificare i suoi crimini, a mettere in crisi il Dottore. Ed è strano come sia un umano e farlo tornare sulla retta via.
Quando Jex si trova di fronte al Pistolero viene salvato dallo sceriffo della città, che si sacrifica per quell’uomo che ha dato tanto ai suoi cittadini.
Così come noi perdoniamo il Dottore di qualche azione più al limite, allo sceriffo Isaac non importa cosa abbia fatto Jex in passato, ma lo giudica solo per il bene che egli ha fatto alla città.

Il Dottore, diventato il nuovo sceriffo di Mercy – e dopo aver nominato Amy come suo vice – decide di difendere Jex ed elabora un piano per salvare la città. Mentre Jex scappa con la sua navicella, alcuni abitanti della città fanno da “esche” per il Pistolero che li individua tutti come Jex visto che tutti si sono disegnati sul viso il segno tribale caratteristico dei Kahler – e il Pistolero non spara se non è sicuro che sia Jex poiché non vuole rischiare la vita di altri innocenti.

Ma Kahler-Jex non riesce a scappare, vuole affrontare la sua punizione e così innesca il meccanismo di autodistruzione della sua navicella.
Rimasto senza scopo, al Pistolero non resta che andare ad autodistruggersi, ma il Dottore ha un altro piano per lui e lo nomina nuovo sceriffo di Mercy.

– Sono una creatura di guerra, non ho un ruolo da svolgere durante la pace.
– Eccetto, forse, quello di proteggerla?

Highlights dell’episodio:

  • Appena giunti alla misteriosa città di Mercy, il Dottore è felice come un bambino:

Anachronistic electricity, ‘Keep out’ signs, aggressive stares… has someone been peeking at my Christmas list?

  • Il “fanboy moment” del Dottore quando incontra Kahler-Jex.
  • Il villain.

Mi piacciono le storie in cui il cattivo non è così cattivo come sembra e chi appare buono non è poi così innocente. In questo episodio il Pistolero, che appare inizialmente come colui da temere, è in realtà vittima dell’apparente buono dott. Jex. E, d’altro canto, il dott. Jex non è solo cattivo, visto che ha aiutato i cittadini di Mercy e che ha una sorta di giustificazione per i crimini che ha commesso.

 

  • Il cavallo transgender.

Il Dottore “prende in prestito” il cavallo del Pastore, che dice: Si chiama Joshua, e il Dottore replica: Si chiama Susan e vuole che tu rispetti le sue scelte di vita.

  • Meglio un Dalek che un ragazzo spaventato.

Il Dottore, sceriffo di zecca, deve calmare una folla che vuole che Jex sia consegnato, ed, in particolare, deve far ragionare un ragazzo che lo tiene sotto tiro con una pistola. Il Dottore riesca a calmarlo e dice: Gente spaventata. Datemi un Dalek, piuttosto. A quanto pare il Dottore considera più pericolosa la paura di un essere umano che un Dalek privo di emozioni. Come dargli torto?

  • Mr. Smith

Matt Smith migliora la sua interpretazione stagione dopo stagione, episodio dopo episodio. Riesce ad esprimersi magnificamente sia nelle scene comiche che in quelle più drammatiche. Il suo Undicesimo mi piace sempre di più.

  • Il confronto tra il Dottore e Kahler-Hex e la quote più bella dell’episodio:

Nella mia cultura, noi crediamo che quando muori il tuo spirito deve scalare una montagna, portando in spalla le anime di tutti coloro a cui hai fatto torti in vita tua. Immagina il peso che dovrò trasportare. I mostri che ho creato, le persone che hanno ucciso. Isaac. Era mio amico. Ora anche la sua anima sarà nelle mie mani.

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