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Serie Tv

Inside Man: Recensione della miniserie crime con Stanley Tucci e David Tennant

Titolo originale: Inside Man (BBC One)

Durata: 4 episodi (circa 4 ore)

Cast: Stanley Tucci, David Tennant, Dolly Wells, Lydia West, Louis Oliver, Mark Quartley

Trailer serie tv: Guarda il trailer di Inside Man

Iniziare il racconto dall’interno di una cella, soprattutto quando è una di quelle del tristemente celebre “death row” americano, è garanzia di una storia interessante. Se poi a firmarla è il padre del Doctor Who moderno, nonché inglesissimo Steven Moffat, la semplice storia diventa un’avvincente garanzia di successo. La miniserie Inside Man (che condivide poco altro rispetto al nome con l’omonimo lungometraggio di Spike Lee con Denzel Washington), prodotto da BBC One e disponibile oggi nel catalogo Netflix, è una vicenda avvincente e a tratti angosciante di come le circostanze possano rendere chiunque un assassino.

stanley tucci inside man 2022
Inside Man, recensione della miniserie

Una tranquilla cittadina inglese e una prigione americana il palcoscenico della miniserie Inside Man

La storia converge dal racconto di tre persone apparentemente scollegate tra loro.

Negli Stati Uniti, Jefferson Grieff (Stanley Tucci) è un uomo in attesa di essere giustiziato per l’omicidio di sua moglie. A differenza della tipica immagine di un assassino, lui incarna la compostezza fatta a persona, tanto da sembrare la persona più calma e tranquilla sulla faccia della terra, certamente incapace di strangolare sua moglie e decapitarla. Per espiare il proprio peccato, l’uomo aiuta persone di sua scelta nella risoluzione di casi complessi, con la sola dote di osservazione e deduzione – parecchio Sherlockiano, se vogliamo.

In Inghilterra, una giornalista di nome Beth Davenport (Lydia West) viene molestata da un uomo sulla metro e prontamente salvata da Janice (Dolly Wells), che finge di riprendere l’uomo con una live di Facebook).

Nello stesso paesino dell’Inghilterra, il vicario Harry Cadby (David Tennant) vive una vita serena con la propria congregazione, sua moglie e il figlio Ben (Louis Oliver). Quando uno dei suoi assistiti, Edgar (Mark Quartley) gli cede una chiavetta USB per nasconderla da sua madre, contenente materiale pornografico a carattere pedofilo, la vita di Harry non solo cambia ma viene travolta.

Ora che conosciamo i protagonisti la trama: Janice è la tutor di matematica di Ben, che casualmente scopre il contenuto della chiavetta di Edgar e erroneamente sospettando sia proprio del figlio del vicario. Per proteggere la propria famiglia, Harry rinchiude quasi per caso Janice in cantina. Scomparsa l’amica, conosciuta in metro mesi prima, Beth si rivolge ad Harry per risolvere il mistero della scomparsa della donna, che è riuscita ad inviare prima di venire legata in cantina, un’unica foto del petto del proprio aggressore.

inside man miniserie
Inside Man, recensione della miniserie

Il palcoscenico della tragedia, la perfezione della menzogna

Le vicende della miniserie Inside Man, quattro episodi di altissima pressione psicologica, si evolvono ruotando intorno ai due grandi fulcri. Da un lato c’è il desiderio di Harry di salvare suo figlio, che potrebbe essere erroneamente additato come pedofilo, con la successiva inevitabile rovina della sua esistenza, e come conseguenza il desiderio di trovare un modo per far tacere la donna che potrebbe causare questa catena di eventi: la tutor di matematica di suo figlio. Dall’altro c’è Beth con la voglia di trovare la propria amica Janice con l’aiuto di un assassino spietato, che inizialmente non vuole nemmeno saperne del caso (non è uno spoiler dire che l’accetti, altrimenti non saremmo qui a parlare di questa serie brillante).

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La curiosità di scoprire come e con quali mezzi Grieff sarebbe in grado di trovare Janice, scomparsa dall’altra parte del mondo rispetto alla sua piccola cella 4×4, si intreccia all’incredulità davanti alle azioni di Harry. Un dolce, innocente e gentile vicario si trasforma in pochi attimi in un carnefice senza scrupoli, che valuta tutte le alternative pur di salvaguardare la propria famiglia e non permettere a Janice di rovinare la vita del figlio. La domanda che sorge quasi spontanea, traditrice, dentro lo spettatore è: nella stessa posizione, cosa farei io? Come mi comporterei se il rischio lo stesse correndo la mia famiglia, se mi trovassi esattamente in cima alle scale dalle quali Janice è caduta nello scantinato? La risposta, ahimè, diversa per tutti, non è per tutti altrettanto piacevole.

david tennant inside man 2022
Inside Man, recensione della miniserie

Stanley Tucci e David Tennant la coppia che non ti aspetti

Sebbene su schermo non condividano più di qualche secondo insieme, senza mai incontrarsi fisicamente, Stanley Tucci e David Tennant danno prova della loro grande arte recitativa nelle quattro ore in cui si sviluppa la storia di Inside Man.

L’omicida interpretato da Tucci non può che sconvolgere lo spettatore con la sua pacatezza e quiete, portandolo a domandarsi come possa nascondersi dietro quella maschera quasi rassicurante un uomo che ha così brutalmente posto fine alla vita di sua moglie. La sua bravura traspare proprio in questa sua grandezza di stile contrapposta alla realtà delle sue azioni e scelte.

Al contrario David Tennant è tutto fuorchè composto: il rischio di veder suo figlio esposto come pedofilo accende in lui un barlume di follia che a tratti ricorda Barty Crouch Jr. di Harry Potter e il Calice di Fuoco (che, lo ricordo, ha interpretato magistralmente). La maestria dell’attore che ha conosciuto Steven Moffat quando entrambi lavoravano a Doctor Who si nota dalle sfumature di follia che si accendono nei suoi occhi, alternati alla rassegnata comprensione dell’inesorabile catastrofe.

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Una miniserie da gustare tutta d’un fiato

Senza troppi giri di parole posso affermare che Inside Man merita sicuramente una visione, facilmente digeribile in un pomeriggio poiché dura poco più di quattro ore complessive. Si tratta di una storia pungente, arguta, a tratti fortemente dolorosa e che invita ad una complessa riflessione. Moffat tinge di noir un binomio ben accostato, con un cast a supporto che non sempre brilla ma fa da cornice perfetta alle vere stelle del racconto.

P.S. Solo io ho sviluppato una dipendenza dalla colonna sonora della sigla?

Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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