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Dexter

Dexter: Recensione dell’episodio 8.10 – Goodbye Miami

Assisteremo alla peggiore series finale di sempre?

La delusione provata da una serie tv che ti tradisce è una cosa dura da mandare giù. Stiamo forse per assistere al peggiore series finale della storia della tv americana? Eppure ero un entusiasta nelle prime puntate di questa ottava stagione. Cosa allora mi fa andare così fuori di testa?

dexter-810-02Non è l’inutilità delle sottotrame soap operistiche, con Masuka e la figlia che si fuma gli spinelli, di cui non me ne potrebbe fregare davvero meno di così. A meno che questa figlia non si riveli un deus ex machina capace di ribaltare completamente le sorti di Dexter, è un inserimento utile come annaffiare una pianta di plastica. E poi c’è il triangolo Joey,  Jamie e Debra. Preferirei mangiare un chilo e mezzo di cavoletti di Bruxelles piuttosto che parlarne. Ma mi tocca. Noioso triangolo, con una coppia che scoppia di cui non se ne poteva davvero più. Tutto questo serve solo a cosa? Farci immaginare che Debra non arriverà viva ai titoli di coda, rendendo la sua dipartita più drammatica perché era finalmente arrivata a toccare una sorta di serenità?

Non è il modo in cui gli autori usano Harrison. Il bambino più inutile e allo stesso tempo fastidioso della serialità americana, che qui si spiattella allegramente a terra dopo essere stato inutilmente, come era facile intuire, redarguito. Un bambino che serve solo a far scoprire la soporifera Hannah allo sceriffone. A cui non daremo peso se non fosse che è recitato da una faccia già vista. Il che ci fa capire che se è stato fatto un casting così significa che il personaggio avrà il suo ruolo. E che Dexter non arriverà tanto lontano dal Miami International Airport.

dexter-810-04Non è nemmeno la flemma di Dexter, che devo dire è ormai quasi fastidiosa. Ricordo bene le prime stagioni. Il tono dei pensieri era sempre basso, oscuro. Ma poi aveva degli sprazzi di vita, ne usciva una nera ironia (involontaria per il personaggio, volontaria da parte degli autori) che lo hanno reso un personaggio adorabile. Adesso è noioso come Domenica In. Anche se da un certo punto di vista mi piace il fatto che il lato “infantile” di Dexter stia avendo il sopravvento. Questa componente ha sempre fatto parte del personaggio. Forse per la sua scarsa abilità nel gestire le emozioni adulte, ne risultava ogni tanto una sorta di bambinesca ingenuità. E non può essere altro l’idea di “scappare in Argentina”. Ma che è?! L’Argentina? Lo sanno anche i cani che è Panama il paese senza estradizione. Cos’è, c’è uno speciale centro di accoglienza per ex serial killer a Buenos Aires?

dexter-810-03E guardate, non è nemmeno Oliver/Daniel che mi fa incavolare. Nonostante sia il peggior cattivo di sempre, nonostante sia così sottile da volar via alla semplice chiusura del mio pc portatile (gesto a cui sono costretto alla visione di questo episodio), nonostante tutto, poteva anche andare bene. È un sociopatico vero, che ammazza da sempre come Dexter, che lo frega, lo anticipa e lo mette in scacco. Poteva quasi starci.

Quello che non sopporto davvero è come gli autori, al di sopra di tutte queste nefandezze, abbiamo messo l’incapacità di osare. La Vogel era un personaggio potentissimo. Averla inserita nel Dexter-universe è stato un colpo geniale. La potenzialità di questo personaggio era sconfinata. Poteva portare ovunque, creare qualunque scenario. Cambiare drasticamente le carte in tavola. E invece tutta la potenzialità rimane sulla carta e nelle nostre addolorate fantasie di spettatori addolorati. Il personaggio è rimasto quello di una secca signora poco simpatica, di parche parole, un po’ stitica. E poca intelligenza a quanto pare. Lasciamo pure che passi il senso di colpa materno. Ma dimenticare in quattro e quattr’otto che il figlio aveva aperto crani inviandone gentilmente un presentino con tanto di fiocchetto, beh, tanto a posto non sei. Oppure semplicemente gli autori non hanno resistito alla pigrizia di una banale risoluzione. Insomma… La Vogel è così inutile che praticamente si fa ammazzare.

E guardate, il finale di sangue di questo episodio è forse la cosa migliore di questi noiosissimi 50 minuti. Dexter è nato nel sangue e nel sangue è costretto dal destino a ritornare. Ciclicamente, la sua vita lo porta sempre ad affondare le proprie lacrime in una pozza ematica generata dalle vene di un suo amato.  L’ellisse tracciata da questa scena è apprezzabile. Peccato che le premesse siano tremende e inaccettabili.

Adesso ci mancano due ore da vedere. E sono terrorizzato. Perché quello che potremmo vedere la prossima settimana e la settimana successiva potrebbe davvero essere il peggiore series finale della storia della tv americana. Ne sono consapevole, la sparo grossa. E dopo quello di Lost non è facile mandare tutto in vacca ancora peggio di così. Ma il rischio qui è davvero a portata di mano.

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