
Amore e Inganni: Recensione film tratto dal romanzo di Jane Austen, Lady Susan
Titolo: Amore e Inganni (Love & Friendship)
Genere: Commedia , Drammatico , Sentimentale
Anno: 2016
Durata: 92 min
Regia: Whit Stillman
Sceneggiatura: Whit Stillman (dal romanzo di Jane Austen “Lady Susan”)
Cast principale: Kate Beckinsale, Chloë Sevigny, Xavier Samuel, Morfydd Clark, Jenn Murray, Stephen Fry
È impossibile dare una definizione ben precisa di cosa sia l’arte della conversazione. In generale, potremmo dire che è quella capacità di saper utilizzare parole e toni di voce, in modo tale da convincere l’interlocutore del proprio pensiero. Non necessita di una vasta conoscenza nozionistica o un vocabolario sterminato. Risultano infatti essere più importanti inventiva, conoscenza di aneddoti e citazioni ed una buona dose di ipocrisia e cinismo. Il saper conversare, intrattenere ospiti di diverso ceto sociale o di interessi diversi è andato ormai perduto, a causa dell’appiattimento generale del linguaggio, dell’utilizzo della comunicazione breve dei social (i famosi 140 caratteri) e di una scarsa propensione alla lettura delle generazioni più giovani.


Amore e Inganni un’insolita storia Austeriana
Lady Susan, racconto epistolare breve di una giovane Jane Austen. Ha il merito di far capire l’importanza di quest’arte e di come la parola abbia un potere maggiore del denaro, del ceto e delle armi. Una manciata di pagine, pubblicate postume, molto diverse dai romanzi della stessa autrice in cui le protagoniste non hanno mai un animo malvagio o comunque negativo nonostante spesso affrontino un percorso di cambiamento nel corso della narrazione.
Lady Susan invece potrebbe essere un’anti-eroina, che cavalca il mondo delle convenzioni sociali per ottenere quello che vuole in parte grazie al suo fascino, ma maggiormente grazie alla sua capacità di utilizzare il verbo nel modo più scaltro e fine possibile. A causa della bontà della Austen, che fa finire la protagonista vittima dei suoi stessi inganni, ma solo in parte, difficilmente credo che potremmo definire quest’ultima un’anti-eroina pura, proprio per l’assenza di un pentimento finale e perché in fondo Lady
Susan più che cattiva appare scaltra. Una donna che, consapevole di come funziona la società in cui vive ne sfrutta ogni crepa, ogni difetto e fragilità e alla fine seppur in maniera deplorevole ottiene quello che vuole: un’ottima posizione sociale per lei e per la figlia seppur non abbia il minimo interesse nel fare la madre.
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Un’atmosfera frizzante
Amore e Inganni è capace di rendere sullo schermo la stessa atmosfera del libro, non perdendosi in regie pompose, dettagli inutili sui costumi, sulla campagna inglese o su dichiarazioni mielose, scegliendo invece la strada della freschezza. La pellicola procede velocemente, con un ritmo insolito per un film in costume, più adatto ad una commedia degli equivoci francese.
I personaggi sono presentati così come sono, nudi e puri. Susan è fin da subito la donna scaltra e arrivista della fine del libro, la figlia Alicia è la classica ragazza sottomessa con molte qualità nascoste, i corteggiatori sono meri allocchi inconsapevoli e il contorno scenico serve esclusivamente da sfondo alla vicenda.
Amore e Inganni riesce veramente ad esaltare il racconto austeniano senza snaturarlo, ma contribuendo anch’esso come molte altre trasposizioni a far comprendere il genio dell’autrice inglese.
Ottima la performance di Kate Beckinsale e la colonna sonora, ottima la messa in scena dei costumi e delle location e la scelta di non soffermarcisi troppo ed infine ottima la sceneggiatura. I dialoghi fitti di sinonimi, cose non dette, citazioni che si ripetono fanno comprendere quanto l’arte della conversazione davvero sia stata importante per le donne in un’epoca in cui il loro unico scopo era trovare marito, possibilmente ricco.


Quando la pellicola finisce, dopo che Frederica da finito di cantare “Love will find is way” e i titoli di coda scorrono è impossibile non pensare che Jane Austen sia stata e sia ancora oggi una donna viva, con le vene piene di una creatività pulsante e gli occhi acuti di un rapace notturno, un essere umano incredibilmente sensibile e – un po’ come altri grandi della letteratura – una “nata postuma”. Non chiamateli romanzi rosa, non chiamateli film da “femmine” ma leggete Jane Austen, ridete insieme a lei e ai suoi personaggi. Innamoratevi di Emma, odiate il signor Collins, rimproverate Elionor e soprattutto imparate il valore di una buona conversazione.
Grazie Zia Jane!
Good Luck!
Regia e fotografia: 3,5
Recitazione: 5
Sceneggiatura: 5
Coinvolgimento: 3,5
Voto totale: 4,5










