
Maze Runner – Il Labirinto: La Recensione
Prima di qualsiasi critica o lode, lasciatemelo dire: era ora che Dylan O’Brien avesse un ruolo da protagonista. E non lo dico soltanto in quanto grande appassionata di Teen Wolf, che comunque sono, ma perché dopo aver manovrato le sfumature del suo personaggio nella terza stagione era impossibile non accorgersi della sua bravura e, di conseguenza, mancare di darle rilievo. Detto questo, passiamo a Maze Runner – Il Labirinto.
Primo libro dei quattro che compongono la saga di James Dashner, Maze Runner è ambientato in un futuro post apocalittico distopico in cui una serie di ragazzi, a cui è stata cancellata la memoria, si ritrovano a vivere nella Radura. Questo spiazzo di verde altro non è
che il centro di un labirinto, la cui entrata si apre soltanto di giorno, permettendo ai Velocisti di mapparlo per trovare eventuali vie di fuga, mentre di notte si chiude automaticamente per non lasciar entrare i Dolenti – creature alieno-robotiche particolarmente violente. Quando Thomas (Dylan O’Brien) arriva nella Radura, si imbatte in una società ben organizzata e pensata, al capo della quale c’è Alby (Aml Ameen), che gli spiega che vive in quella realtà da ormai tre anni e che ogni mese la ‘scatola’ (non aspettatevi grande fantasia nei nomi, in questo film, vi avverto), l’ascensore metallico con cui è arrivato nella Radura, porta su provviste e un nuovo ragazzo per la loro società. Particolarmente curioso, Thomas si interessa subito al Labirinto e alla missione dei Velocisti, cercando di impressionare perfino il loro capo, Minho (Ki Hong Lee), battendosi contro quello che sembra il più irrequieto di tutti, Gally (Will Poulter), che tutto sembra volere tranne che trovare una via d’uscita dal labirinto. Tra pericoli e nuovi amici – come il giardiniere e migliore amico di Alby, Newt (Thomas Sangster), o il piccolo Chuck (Blake Cooper) – il scioccante arrivo della prima ragazza nella radura, Theresa (Kaya Scodelario), sconvolgerà definitivamente gli equilibri, portando tutti a rivalutare le proprie posizioni e prendere significative decisioni circa la loro permanenza della radura, agendo di conseguenza
Mi fermo qui perché potrei dire di più, molto di più, ma non posso e non voglio. Non perché tema di spoilerarvi qualcosa ma perché, a differenza di quello che potrete pensare delle mie considerazioni, credo che sia un film che valga la pena guardare. L’originalità è una questione di punti di vista, naturalmente, questo penso sia un pensiero condiviso, quindi non ho paura di dirvi che troverete senz’altro quella briciola che vi ricorderà dell’Arena degli Hunger Games, quell’azione che vi riporterà tranquillamente alla memoria Divergent e perfino i Dolenti avranno quell’aspetto tanto simile all’ultimo film di Tom Cruise, ma non cascateci. Quando dico che l’originalità è una questione di punti di vista intendo proprio questo, che non si può giudicare un film soltanto per le sue somiglianze o discrepanze con un altro grande successo al botteghino, altrimenti guarderemmo si e no un paio di film all’anno. Maze Runner non copia, non imita e non pretende di essere qualcosa che non è, ed è questo che lo rende così accattivante, piacevole ed adrenalinico (non è consigliato per i fragili di cuore, questo è vero).
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Uno dei punti di forza della pellicola risulta senz’altro l’utilizzo di effetti speciali e di scenari spettacolari. Siamo parlando di un film 

Non si può parlare di Maze Runner senza parlare del suo cast, ovviamente. In questo caso non si può fare a meno di considerare che si parla di un cast giovane (proprio come per i precedentemente citati Hunger Games e Divergent) ma non per questo insignificante. La 

Bando alle ciance, cosa volete che dica? Guardatelo! Se non altro perché pare che il sequel, Maze Runner – La Fuga, per il quale la 20th Century Fox ha acquistato i diritti, sia già in lavorazione ed uscirà nel 2015: volete davvero essere gli unici a non aver visto quello che potrebbe essere solo l’inizio del prossimo successo di livello degli ‘Hunger Games’?
Maze Runner - Il Labirinto
Adrenalinico
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