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White Collar – 4.07 Compromising Positions

Questa settimana White Collar si è davvero superato!

In passato ci era già capitato di vedere uno scambio nelle coppie, quando Neal si era dovuto fingere il detective Burke, accompagnato dalla sua splendida moglie Elizabeth, ma era niente se paragonato al legame passionale che il nostro caro Peter finge di vivere nientedimeno che con Sara.

Giunto il giorno di testimoniare contro un truffatore esperto, Peter si trova ostacolato dalla Shepard, una donna spietata dai metodi efficaci, ma poco ortodossi. Il rispetto che la consulente esecutiva, così si fa epitetare la Shepard, nutre per Sara, permette alla mente criminale di Neal, di architettare un piano perfetto. La Shepard è una rivale temibile e non mi stupirei di vederla tornare in uno dei prossimi episodi. Che possa rappresentare un’arma a favore della giustizia, o meglio a favore di Peter? Ora come ora non lo escluderei!

Più il tempo passa e più mi rendo conto di come questo telefilm riesca a sorprendermi. Gli intrecci che si svelano lungo i vari episodi non appaiono mai banali o scontati, al contrario stupiscono per la genialità con la quale alla fine ogni nodo giunge al pettine. Gli autori ci presentano un Neal completo, delineato con destrezza e minuzia. Niente è lasciato al caso.  Prendiamo quest’ultimo episodio, quando il nostro caro truffatore mostra ad una giuria affascinata, il metodo per contraffare un assegno servendosi del benzene, ma non prima di essersi “bevuto”, in un bicchiere d’acqua,  il suo avversario, anch’esso truffatore, sebbene a livelli notevolmente inferiori.

Il mondo criminale non è certo più semplice di quello legale, e anche il migliore può tentennare. Proprio come succede a Mozzie. Non riesco proprio ad immaginare come un uomo in grado di trasformare un bambolotto in un trapano, possa dubitare delle sue capacità, ma a quanto pare i nostri protagonisti non sono tanto diversi dalle altre persone, forse sono solo molto più bravi a celare la loro natura, rispettando fedelmente il loro codice d’onore: mentire sempre!

Tra intrighi travolgenti, indagini scottanti e dialoghi esilaranti White Collar ci intrattiene con maestria catapultandoci in una dimensione al limite del legale, affascinandoci come fossimo bambini alla vista di un supereroe.

Valide appaiono spesso le trame trasversali che si sviluppano lungo tutta la serie e ci accompagnano fedelmente. Per chi come me, ha assistito all’episodio della scorsa settimana con un po’ di delusione, osservando l’excursus su Mozzie, ma sperando di aver notizie su Sam, oggi posso dire che la trama si infittisce ed un attore come Treat Williams (indimenticabile Dr Brown di Everwood) fa il suo ingresso nella serie.

Lo sguardo rassicurante del Dr Brown, viene sostituito da un uomo diffidente, timoroso. Come fidarsi di un uomo così? Sarà la scelta giusta? Ora che Neal e Sam si sono trovati la loro battaglia, la loro ricerca, la loro vendetta non sembra avere ostacoli. Che sia così? Riuscirà Neal a tenere lontano Peter da questa storia?

Cosa accadrà ora che il nostro protagonista torna ad agire nell’ombra del FBI?

Queste e tante molteplici domande sorgono spontanee dimostrandoci l’ottimo risultato raggiunto da una serie che è nata in sordina, ma si è imposta con prepotenza divenendo oggi uno dei telefilm meglio riusciti del momento.

 

 

Madame Tussauds

Convertita alle serie tv in giovane età, ha trascorso l’infanzia sognando di essere una sorella Halliwell, circondata da un gruppo di amici scatenati come quelli di Friends, ma validi ed eterni come quelli di Dawson’s Creek. E’ passata all’adolescenza ammirando le feste in piscina di OC e le avventure mozzafiato di Sydney Bristow di Alias, ritagliando un po’ di tempo per i medici impareggiabili di ER, ma senza scordare gli eroici bagnini di Baywatch. Oggi nel fiore dell’età, si augura un ambiente di lavoro come quello di Ally BcBeal, con il successo e la bravura di Dottor House, un marito come Neal Caffrey ed un amante come Damon Salvatore, per una vecchiaia scoppiettante come quella di Nora Walcker.

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