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Recensioni

True Blood : uno Show sopra le righe

Alan Ball deve aver avuto una folgorazione leggendo “Southern Vampires”, le opere della scrittrice Charlaine Harris, perché in quel momento ha deciso immediatamente di appendere al chiodo le vicende dei becchini di “Six Feet Under” e dedicarsi completamente alla trasposizione televisiva di questi romanzi. Parliamo ovviamente di “True Blood”, la serie televisiva prodotta dalla HBO in associazione con la compagnia di produzione di Alan Ball, appunto il papà della serie. “True Blood” è ambientata a Bon Temps in una piccola cittadina fittizia nei pressi della Louisiana. Il fulcro della storia è la co-esistenza tra vampiri e umani, un parallelismo che rimanda naturalmente a problemi d’integrazione tra etnie e culture diverse.

Sookie Stackhouse (nella serie interpretata da Anna Paquin) è una cameriera con misteriosi poteri telepatici che s’innamora di Bill Compton (Stephen Moyer), un vampiro di circa 175 anni tornato in città per rifarsi una vita. Sono passati due anni da quando i succhiasangue sono usciti allo scoperto nella società americana, un evento che è stato possibile grazie alla straordinaria invenzione scientifica giapponese di “True Blood”: un sangue sintetico, che può soddisfare completamente i bisogni alimentari dei vampiri. Ma la già difficile convivenza tra i demoni della notte e gli umani viene a essere ulteriormente minata da una serie di strani omicidi ai danni di giovani donne, alcune delle quali frequentatrici di vampiri… Il telefilm al suo esordio ha lasciato sbalorditi sia critica sia pubblico, perchè entrambi si sono trovati di fronte a un prodotto anticonvenzionale e intrigante, lontano dall’approccio finora riservato al mito del vampiro (basta ricordare serie passate quali “Buffy”, “Moonlight” ecc). L’elemento che maggiormente ha spiazzato la critica è stato, senza ombra di dubbio, l’uso delle scene di sesso dirette ed esplicite utilizzate da Ball in modo volutamente gratuito, per esasperare il contesto ambientale e sociale. “True Blood” risulta infatti eccessivo in tutto, soprattutto nei personaggi così ben tratteggiati e assolutamente esagerati in tutte le loro esternazioni, primi tra tutti Jason Stackhouse e Tara Thornton, rispettivamente fratello e amica di Sookie. Gli elementi importanti che rendono la serie di qualità e che hanno ottenuto il favore della critica sono la cura de particolari, i dialoghi lunghi e mai banali (sempre superiori alle scene di azione) e la fotografia impeccabile. Tutti elementi che contribuiscono a rendere terreni e veri i personaggi e le storie, facendo sì che nulla risulti edulcorato. Un discorso a parte se lo merita la sigla, un piccolo capolavoro a partire innanzitutto dalla canzone, “Bad Things” di Jace Everett, che accompagna una serie d’immagini ad alto impatto visivo che riescono a descrivere appieno la cultura esoterica della Luisiana. E dobbiamo dire che il cantante non finirà mai di ringraziare Alan Ball per avergli offerto questa grande opportunità giacché la sua canzone era stata all’epoca un “flop” incredibile e ora, a distanza di anni, è stata scelta per accompagnare una delle sigle più belle nella storia dei serial tv. Un telefilm di qualità che mescola dramma, horror e commedia, assolutamente consigliato a chi ha nostalgia del dramma vampiresco ma con un avvertimento: non aspettatevi nulla di soft perché “True Blood” è decisamente sopra le righe.

La campagna Virale

La HBO ha puntato molto su questo nuovo serial tutto vampiresco, lo dimostra la stravagante campagna di marketing virale che ha preceduto la messa in onda dell’episodio pilota. Il 30 maggio 2008 sono state infatti rilasciate alcune lettere misteriose, scritte in un linguaggio arcaico e diffuse su vari siti internet. La campagna poi si è concentrata, in particolare, su due siti web: Reveneantones.com, un forum fittizio dove i vampiri discutevano dell’eventualità di venire allo scoperto, e il blog BloodCopy dove si cercava di risolvere e decifrare le misteriose lettere. A seguire, il 30 giugno 2008 la HBO ha lanciato due siti molto importanti: quello ufficiale della serie, dove è stato pubblicato un fumetto prequel, e quello pubblicitario Tru Blood dedicato all’immaginaria bevanda per vampiri.

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