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Recensioni

True Blood: recensione episodio 7.07 – May Be the Last Time

Da qualche parte ci sarà un perché in grado di spiegare come mai gli episodi senza un senso di True Blood debbano capitare sempre a me, quale senso abbia mai avuto il ritorno della dottoressa Ludwig e del suo hammer, di nonno Niall, i ricordi di Bill, al di fuori della vlcsnap-384246carnevalata da rimpatriata (a tinte sempre più forti), le forzature e le spiegazioni tirate per i capelli. May be the last time. Forse, ma ne dubito. Ad ogni buon conto la settima serie di True Blood sembra sempre di più essere un tuffo nel passato senza senso, tanto per fare qualcosa, tipo festa di fine anno, tipo il viaggio percorso da Niall e Sookie attraverso il passato di Bill. Ti aspetti che da qualche parte possa venire fuori un segreto celato, un deux ex machina ancora più pacchiano del governo giapponese che presta i propri satelliti alla Yokonomo Corporation, e invece si va a finire solamente in una menata sui miracoli, perché anche la nascita e la morte sono miracoli. Beh, tante grazie nonno Niall, gli risponde Sookie, che, pur essendo una fata di stirpe reale, l’unico miracolo che riesce a realizzare è perdonare in due nano secondi Bill,  recarsi da lui e andarci a letto (che poi è la cura per tutti i mali quella. Chiedere a Violet). Il tutto in un rifacimento della prima stagione di True Blood, puntata 6, Cold Ground, la prima notte insieme di Bill e Sookie. Nascita e morte di True Blood. Stessa scena di Sookie che corre a casa di Bill, stesse inquadrature, sempre con un vestito bianco addosso, solo che adesso è meno lungo (d’altronde la condotta della ragazza è anche stata meno candida…..Ah, ah, ah, ah…. pardon). May Be the Last Time. Una frase con la quale tutti abbiamo provato ad acchiappare, ma mai una volta che ci sia andata così bene, manco con le/gli ex.

Il salto nel passato di True Blood procede poco dopo, con il ritorno di Sarah/Noomi al camp della Compagnia del Sole, dove, in un modo o nell’altro, si riesce a far tornare anche Steve Newlin all’interno della cumpa (dal mazzo delle figurine quale personaggio non è ancora tornato?). E poco importa se per farlo bisogna far perdere, così, di colpo,  il filo della ragione a Sarah/Noomi, che non sa più se essere Sarah o essere Noomi, se essere cristiana o essere buddista, lei che in passato era sempre stata talmente convinta di quel che credeva, al punto tale da sposarsi Steve Newlin! E infatti alla fine si ricorda dei propri punti fermi e decide di essere il Messia, la cura. Ma questo l’aveva già detto anche la puntata prima, con la stessa convinzione, ma in qualche modo il reverendo Newlin doveva fare la propria comparsata, eh!

E poi quisquilie, fra poco il suo corpo diventerà antidoto da sintetizzare per gente che va in giro su auto rubate a Needs for Speed. Proprio i “giappo”, in questa storia, sono quelli che hanno meno senso di tutti. Già detto dei satelliti spia, sorvoliamo sulla gag di Eric e Pam che pensano di essere stati lasciati indietro, ma perché un arcimilionario sul lastrico dovrebbe offrire il 49% della propria azienda multinazionale ad un noto son of bitch, sull’unghia, quando di lui non ha alcun bisogno necessario e dopo che si è appena dimostrato inaffidabile uccidendo Amber? No, perché qualcuno adesso mi deve spiegare che cosa se ne fa Gus di Eric, a parte volervlcsnap-381977 utilizzare lo stangone scandinavo come testimonial per l’antidoto, tanto da volergli offrire, mica il 49% degli introiti derivati dalla vendita dell’antidoto, no, il 49% dell’azienda ! (?!). Cristiano Ronaldo e Irina Shayk nel nuovo spot della Nike a confronto sono mezze cartucce. Certa gente non sa dare il giusto valore alle cose…. E a quanto pare neanche Jason, che appena si ritrova di fronte all’amico di un tempo, la prima cosa che fa è ricalcare il comportamento che ha portato i due ad allontanarsi l’uno dall’altro, ovvero, iniziare a ragionare col testosterone non appena la ragazza di Hoyt entra nella sua visuale. D’altronde, cosa ci vuoi fare, dopo un anno di notti in bianco con Violet che si rivela essere proprietaria di una casa degna del peggior set del peggior film porno di serie Z (una casa che va direttamente nella rubrica del trash senza passare dal via), un paio di bottarelle qua e là mica ti saziano. E sempre per la fiera del senso logico: hai una casa come quella e vai a vivere nella catapecchia di Jason ?

vlcsnap-379407Penso che alla fine l’unica situazione degna di essere raccontata di questa puntata  sia il crollo di Andy (e forse anche l’unico personaggio degno di essere rappresentato nelle ultime stagioni), in un luogo bucolico, un rifugio lontano da tutto, lo sceriffo può finalmente lasciarsi andare (e anche noi vorremmo piangere davanti a tutto quello che ci viene mostrato). Lo vorrebbe anche Arlene, ma il virus le blocca gli istinti primordiali mentre è in compagnia del vampiro Keith, mentre invece Lafayette e Lattie Mae i freni inibitori li hanno salutati da un pezzo e sono lì che scavano, a caso, in un prato a caso, così, tanto per dare allo spettatore uno straccio di appiglio per seguire anche la prossima puntata, purché non ci sia un altro ricordo di Bill! Le rappresentazioni smarmellate del passato di Compton stanno diventando ormai caratteristica fissa di puntate scritte male, senza senso e senza un collante fra le singole storie. Bisogna avere fiducia, come i personaggi in questo episodio. Purtroppo, come le storie di May Be the Last Time, tutta questa fiducia donata a piene mani sta andando incontro a sempre più sonore fregature.
E adesso esigo il ritorno dello sceriffo Bud Dearborne!
Com’era la frase della fantasia da sforzare pronunciata da Violet ?

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