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The Walking Dead e The Last of Us: due volti dell’apocalisse zombie

Halloween 2010: sugli schermi tv un paziente in coma si risveglia in un ospedale abbandonato in cui si aggira smarrito chiedendosi il perché di quel “do not open, dead inside” vergato con una bamboletta spray su una porta sprangata alla meglio. L’inizio di un viaggio lungo dodici anni fino al 20 Novembre 2022 in cui su AMC va in onda l’ultimo episodio di The Walking Dead.

15 Gennaio 2023: un dialogo tra due scienziati nel 1968 anticipa una tranquilla scena familiare ambientata nel 2003 tra un padre e una figlia che a fine episodio saranno drammaticamente separati per sempre. Il debutto di una serie che gli appassionati di video giochi aspettavano con la trepidazione che solo un titolo come The Last of Us poteva suscitare.

Tredici anni separano le due serie. La seconda si trova quasi a prendere il testimone della prima avendo in comune un tema che proprio The Walking Dead (TWD) ha avuto il merito di imporre nella serialità televisiva. Sopravvivere dopo un’apocalisse zombie che lascia i protagonisti di TWD come quelli di The Last of Us (TloU) alle prese con il più difficile dei compiti. Che non è sopravvivere, ma restare umani.

Stessa premessa e stesso obiettivo, ma quante e quali differenze? Le vediamo di seguito.

The Walking Dead vs The Last of Us: zombie in TLoU
The Walking Dead vs The Last of Us: zombie in TLoU – Credits: HBO

The Walking Dead vs The Last of Us: le origini della fine

TWD e TLoU si differenziano fin dal principio. In entrambi i casi, a causare il crollo della civiltà è una pandemia che trasforma le vittime in zombie affamati di carne umana. Ma il modo di arrivarci è completamente diverso. Sia per il come che per il perché.

I walkers in The Walking Dead

Gli zombie di TWD sono un pericolo mortale solo se riunti in orde numerose che possono contare sulla forza dei numeri e sullo spavento che inducono. Presi singolarmente, sono dopotutto piuttosto semplici da affrontare se si dispone di sufficiente sangue freddo e di un qualunque oggetto da spaccargli in testa. Col passare del tempo diventano sempre più fragili dato che la carne in decomposizione si stacca facilmente. E, se proprio fuggire è la prima opzione, non è necessario essere dei velocisti dato che si muovono caracollando lentamente.

Gli infetti di The Last of Us

Al contrario, gli zombie di TLoU hanno poco a che fare con l’iconografia classica che George Romero ha importato dal folklore haitiano. Al contrario, sono molto più simili alle versioni cinematografiche di film come 28 giorni dopo e World War Z e nelle serie coreane come Kingdom e All of Us are Dead. Scappare è davvero la prima opzione e cercare un robusto riparo la seconda perché velocità e potenza sono le loro armi principali. Il tempo trascorso dalla prima infezione li rende ancora più pericolosi perché sviluppa una sorta di armatura che rende necessario anche più di un colpo di pistola alla testa per ucciderli.

Il perché della pandemia

Differenze che nascono dal diverso agente patogeno. Sconosciuto in TWD. Almeno fino a quando non si accenna ad un virus sviluppato in laboratorio per errore come viene detto nel finale della seconda stagione dello spinoff World Beyond. Una mutazione del fungo Cordyceps (che esiste in natura e zombiefica alcuni insetti come le formiche) in The Last of Us La serie qui spiega anche come l’infezione si è diffusa e perché alcuni sono riusciti a non farsi infettare.

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The Walking Dead vs The Last of Us: Ezekiel nel suo regno in TWD
The Walking Dead vs The Last of Us: Ezekiel nel suo regno in TWD – Credits: AMC

The Walking Dead vs The Last of Us: il mondo dopo l’apocalisse

Un’altra sostanziale differenza tra le due serie è il quando che determina anche il come. TWD si ambienta immediatamente dopo la fine dell’umanità a causa della pandemia. In TLoU, invece, questo è un evento trascorso da così tanto che i più piccoli non l’hanno mai vissuto.

Le macerie da ricostruire in The Walking Dead

In TWD seguiamo Rick e il suo gruppo mentre si aggirano in un mondo che ha appena perso tutte le sue strutture sociali e politiche ed è ancora completamente allo sbando. Non ci sono regole o comunità, ma solo gruppi dispersi che si sono spesso formati per puro caso e che sono interessati solo alla propria esclusiva sopravvivenza. Soltanto nelle stagioni successive inizieranno a comparire i primi tentativi di dare una forma al caos. Ne nasceranno comunità rette da una idilliaca solidarietà come Alexandria e il Regno. Ma anche finti rifugi utili solo ad attirare le ignare vittime in trappole come Terminus con i suoi cannibali o Woodbury con la dittatura del Governatore o il terrore diffuso rappresentato dai Saviors del primo Negan. Solo alla fine della serie sembrerà essersi raggiunto un ritrovato equilibrio con la nascita di società che aspirano a stabilire un nuovo ordine sebbene con passi ancora incerti.

La ricostruzione fallita in The Last of Us

TLoU inizia, invece, quando sono già trascorsi venti anni dalla diffusione del morbo letale. La civiltà come la conosciamo è crollata, ma un nuovo potere si è sostituito a quello precedente. La FEDRA (una sorta di versione distorta della protezione civile) si è alleata con l’esercito per stabilire zone di quarantena rette da un regime simil – fascista con libertà ridotte al minimo e regole draconiane per contenere il contagio dall’esterno. A loro si oppone la resistenza rappresentata dalle Luci (nell’originale, Fireflies ossia Lucciole) che lottano per il ritorno ad una democrazia più piena. Ma non mancano sporadici individualisti che sono riusciti a ritagliarsi isole personali di quieta pace. Oppure pericolose bande di predoni che hanno scelto la morte altrui come metodo per garantirsi la propria vita lontana dalle zone controllate dalla FEDRA.

The Walking Dead vs The Last of Us: Daryl, Michonne e Rick in TWD
The Walking Dead vs The Last of Us: Daryl, Michonne e Rick in TWD – Credits: AMC

The Walking Dead vs The Last of Us: arrivare in tv partendo da porti diversi

A motivare buona parte delle differenze fin qui citate è la diversa origine di TWD e TLoU. Entrambe le serie non nascono come prodotti televisivi, ma sono adattamenti di opere precedenti da cui si allontanano inevitabilmente. Anzi, le due rette da parallele divengono sempre più divergenti.

The Walking Dead dal mondo delle nuvolette agli schermi tv

TWD deve la sua origine al fumetto omonimo scritto da Robert Kirkman e disegnato prima da Tony Moore (per i primi sei numeri) e poi da Richard Adler. Pubblicato con cadenza mensile da Image Comics a partire dall’Ottobre 2023, l’opera fornisce alla serie i personaggi principali e la trama delle prime stagioni. Ma, nonostante Kirkman figuri come produttore esecutivo, TWD si allontanerà presto dalla sua controparte cartacea. Introdurrà nuovi personaggi. Cambierà il destino di molti. Avrà, insomma,una propria vita autonoma. Esigenza legata anche al cambiamento degli showrunner con il creatore Frank Darabont che lascia a metà della seconda stagione per essere sostituito da Glenn Mazzara prima e poi da Scott Gimple dalla quarta stagione in poi. Inevitabile che in una serie che dura tanto a lungo anche parte del cast decida di mollare. Stanco di essere identificato con il personaggio. O desideroso di cogliere nuove opportunità. Gli autori sono costretti a improvvisare uscite di scena completamente inattese. È il caso di Andrew Lincoln che interpretava il protagonista originario Rick o di Danai Gurira che lascia per andare a far parte del Marvel Cinematic Universe nei panni di Okoye. O anche ritorni dal nulla perché l’interprete era via per un periodo limitato come capitato a Lauren Ridloff mentre girava Eternals.

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The Last of Us dalle consolle alla tv

The Last of Us ha dei natali completamente differenti. Non un fumetto, ma un videogioco è il padre dell’ultima arrivata in casa HBO. Non un videogioco qualunque perché il prodotto sviluppato dalla californiana Naughty Dog sotto la direzione di Neil Druckmann e Bruce Straley è unanimemente ritenuto uno dei migliori videogiochi mai creati. A testimoniarlo i 256 premi ricevuti dalla sua prima pubblicazione il 20 Giugno 2013 e, soprattutto, la corte di appassionati che aspettavano questa trasposizione sul piccolo schermo con uguali dosi di eccitazione e timore. Una trepidante attesa che è stata premiata da una serie che non ha paura di prendersi molte libertà, ma che lo fa mantenendo inalterato lo spirito di un gioco che fin dall’inizio ha avuto una natura molto cinematografica. Molta azione (il che giustifica la scelta di zombie più combattivi e di nemici più organizzati), ma soprattutto molta attenzione al racconto e alla creazione di personaggi maturi e con un proprio vissuto che è parte fondamentale del racconto ludico ieri, della serie tv oggi. Merito della felice coabitazione tra due showrunner di eccezione: lo stesso Neil Druckmann e il Craig Mazin autore della pluripremiata Chernobyil.

The Walking Dead vs The Last of Us: Joel e Ellie in TLoU
The Walking Dead vs The Last of Us: Joel e Ellie in TLoU – Credits: HBO

The Walking Dead vs The Last of Us: due racconti diversi

Per quanto macroscopicamente evidenti, ciò che maggiormente differenzia TWD e TLoU è il cuore del racconto. Non solo il cosa, ma il come i protagonisti si relazionano tra di loro e con il mondo in cui sono costretti a vivere.

La speranza possibile di TWD

In TWD, è ancora possibile sperare. L’apocalisse ha distrutto tutto ciò che i personaggi conoscevano, ma intorno a loro c’è una tabula rasa su cui è possibile ricostruire. Come e cosa non è ancora chiaro e spesso dalle macerie il primo a rinascere è il male che, William Golding docet, l’uomo produce come le api il miele. Eppure in Rick e soci, nonostante inevitabili tentennamenti, non viene mai meno la fede in un domani che potrà essere migliore dell’oggi. In un mondo che è difficile anche solo sognare, ma mai impossibile da ricostruire. Ne viene fuori una narrazione che, pur avendo dei protagonisti ben definiti, è maggiormente corale perché è la somma delle speranze dei singoli che farà rinascere la solidarietà. Qualunque sia il tempo che ci dovesse volere.

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L’accettazione della sopravvivenza in The Last of Us

Tempo che, invece, è trascorso in abbondanza in TLoU senza che niente sia migliorato. Anzi, dalle ceneri dell’apocalisse a rinascere non è stata una splendida fenice, ma nuovi demoni che hanno preso il posto di quei diavoli che prima si nascondevano nelle pieghe oscure di una società organizzata. Nessuno, in TLoU, ha come orizzonte altro che il giorno dopo. Endure and survive non è solo il motto ripetuto su un fumetto immaginario trovato tra le reliquie del tempo passato. Ma è piuttosto il comandamento unico che tutti si sono dati. Resisti e sopravvivi a qualunque costo senza preoccuparti di cosa sia giusto o sbagliato. Fai quello che devi e vai avanti imparando ad accettarti e ad accettare gli altri senza giudicare. Il racconto di TLoU si fa allora più intimista perché a contare è il mondo dentro piuttosto che quello intorno. Il viaggio di Joel e Ellie attraversa le macerie di fuori per scavare dentro e trovare una nuova pace da vivere con nuovi affetti.

TWD and TLoU sono due serie profondamente diverse. Ma non tanto da impedire che chi ha amato la prima (almeno finché la qualità non è crollata) non possa innamorarsi della seconda. L’apocalisse ha, dopotutto, tanti volti. Da quelli combattivi di Rick e Daryl a quelli rassegnati di Joel e Ellie.

Winny Enodrac

In principio, quando ero bambino, volevo fare lo scienziato (pazzo) e oggi quello faccio di mestiere (senza il pazzo, spero); poi ho scoperto che parlare delle tonnellate di film e serie tv che vedevo solo con gli amici significava ossessionarli; e quindi eccomi a scrivere recensioni per ossessionare anche gli altri che non conosco

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