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The Politician’s Husband – recensione della miniserie

Intrighi politici all’ombra del Big Ben

“La corruzione dei migliori è il peggior male per tutti”. Il disgusto dell’italiano medio nei confronti della politica è notoriamente piuttosto alto. Specialmente negli ultimi anni si è intensificata una dilagante sfiducia verso le classi dirigenti in genere, arrivando addirittura a risultati elettorali peculiari e unici nel panorama occidentale moderno. Lungi da me il voler entrare nel merito di questi ultimi, questo preambolo mi serve unicamente per commentare la nuova miniserie della BBC Two, The Politician’s Husband, dove un sempre in forma David Tennant gioca il ruolo del politico arrivista che si ritrova tutto d’un tratto fuori dai giochi. Una serie che parla di esseri umani sullo sfondo della politica, di cui parla ma senza parlare dei temi della politica. Un’osservazione sul sistema più che sui contenuti che esso genera. E questo è certamente un grosso punto a favore.

politicianshusband-08La serie tratteggia il mondo dell’alta politica inglese, attraverso le vicende politiche e familiari di una coppia di veterani. Rapidissimo riassunto. Aiden Hoynes è Ministro del Lavoro e delle Pensioni e Feya Gardner è l’intelligente e devota moglie, con il gusto per il potere (che esercita anche in camera da letto) e anche lei in Parlamento. Convinto nel tentare una mossa per la propria leadership, Aiden si dimette dalla carica di ministro in pieno conflitto con il Primo Ministro, sfruttando come terreno di sfida il tema dell’immigrazione. Ma nessuno lo segue e il suo tentativo, che sembrava essere stato preparato con cura, si rivela una fregatura, dove persino il suo migliore amico Bruce Babbish gli si rivolta contro e anzi, si dimostra essere colui che lo ha gettato nel fuoco.

politicianshusband-02Babbish fa in modo che Freya venga proposta come rimpiazzo proprio del marito. Un bel salto in avanti per lei e un grande smacco per lui. Soprattutto pensando che Babbish aveva corteggiato, durante il College, la stessa Freya, ma con esito sempre negativo. Aiden spinge la moglie ad accettare, proponendole di fare il doppio gioco. Ma il gusto del potere è troppo forte e così parte una serie di scelte che porteranno la coppia, inevitabilmente, alla propria distruzione, mentre Freya vive un momento di grande rilievo finalmente non più all’ombra del marito, che rimane invece a casa a fare da casalingo illustre. Da cui il titolo della serie “il marito della politica”.

politicianshusband-09Quello che ho descritto è solo la base di un solido intreccio ben scritto e ben recitato, tanto da David Tennant quanto da Emily Watson. La coppia è davvero lo specchio dell’umanità che cerca disperatamente di mantenere una facciata di calore nonostante un arrivismo e una sete di potere capace di corrompere l’animo dei cosiddetti migliori. La famiglia Hoynes/Gardner ha i suoi problemi e le sue forze. Il figlio più grande ha la Sindrome di Asperger, il padre di Aiden muore, lasciandolo senza riferimenti nel momento più difficile. Il sospetto si impadronisce sia di Freya che di Aiden, ma con risultati decisamente più mortificanti in quest’ultimo.

politicianshusband-05La corruzione è certamente una tematica ricorrente di questa miniserie. A servizio della premessa generale: la sete di potere porta all’autodistruzione. Drammaturgicamente parlando, sicuramente Aiden è il protagonista e il suo antagonista è proprio la moglie. Infatti sebbene all’inizio ci venga data un’immagine di coppia perfetta, capiamo presto che in realtà basta spostare degli equilibri per mettere tutto in crisi. Si tratta dunque di corruzione di un amore e di una relazione che da pura diventa inquinata, arrivando ad essere solo un’ombra.

politicianshusband-03Non è stato per niente difficile seguire le vicende personali di questa famiglia. Ma è senza dubbio la politica inglese che affascina e che affida una certa moderna grandiosità alla miniserie. Vedere il “rito” della politica alla House of Parliament, vedere gli angoli del “number 10” di Downing Street, è curiosamente affascinante. Mi sono chiesto se la serie trasposta in Italia avrebbe funzionato. Ho riso quindici minuti, dopo di che sono passato oltre. Non tanto per i luoghi, quanto per lo stile, il fascino, l’eleganza. Quelle caratteristiche tipicamente inglesi che a noi, vuoi o non vuoi, mancano (me compreso).

politicianshusband-04Eppure c’è una frase che colpisce tantissimo, durante la visione. Marcus Brock, membro del Parlamento, eminenza del partito di cui i protagonisti fanno parte (e non si capisce mai chiaramente se si tratta dei Tory o dei Labouristi), dice a Babbish: “Hai mai pensato che se noi mettessimo a disposizione della disoccupazione e della povertà infantile, lo stesso tempo ed energia che mettiamo nei nostri giochi di potere a Westminster, a quest’ora li avremmo già risolti?”.

politicianshusband-10Questa battuta risuona drammaticamente attuale per noi all’ascolto. Che cosa potremmo essere noi italiani se non avessimo avuto tutti gli scandali che abbiamo avuto? E come questa miniserie non parla mai chiaramente di destra e sinistra, il discorso è applicabile allo stesso modo anche per noi. Perché gli scandali sono solo il momento in cui qualcuno “viene scoperto”. Il che significa che per un certo lasso di tempo questa persona ha pensato ai fatti suoi. E tutti gli accordi, gli spartimenti di poltrone, di posti nelle commissioni, ecc… non sono forse quei “Westminster power games” di cui parla Brock?

politicianshusband-06Che in me scattino questi pensieri e queste riflessioni, è chiaramente segno che The Politician’s Husband fa il proprio dovere. Perché oltre che ad intrattenere con una storia matura e seria, porta a riflettere e interrogarsi, lasciando anche un certo amaro in bocca, forse, per qualche momento (anche se il finale a sorpresa è decisamente soddisfacente – no spoiler here). Per cui, miniserie decisamente promossa. Se non l’avete vista e siete persone a cui non spaventa una storia matura, di politica (senza entrare nei temi della politica) andate subito a recuperarla. Sono solamente tre episodi, ma splendidamente confezionati (come da tradizione della tv inglese). Ne sarà valsa la pena.

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