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The Player : Recensione dell’ episodio 1.01 – Pilot

C’era una volta il Totocalcio. 13 partite (tutta la serie A più qualcuna da serie B e C) di cui pronosticare il risultato con tre soli simboli (1X2 per vittoria interna, pareggio, vittoria esterna) nella speranza di indovinarli tutti e partecipare alla divisione di quello che poteva essere anche un ricco montepremi. “Fare tredici” era il sogno di ogni giocatore ed anche un modo di dire per indicare un insperato e insperabile colpo di fortuna. Anche se pochi lo sanno, in realtà, il Totocalcio esiste ancora oggi (pur con una formula rinnovata), ma la sua popolarità è talmente calata che bisogna cercare su Wikipedia per scoprire che ancora esiste. Si, perché a minarne alla base le fondamenta è stata la liberalizzazione delle scommesse. Perché sforzarsi di indovinare 13 partite quando puoi puntare solo su una? Perché elaborare complessi sistemi quando basta combinare qualche puntata intelligente per sperare in un guadagno elevato in rapporto alla cifra investita? Meglio scommettere.

ThePlayer1x01MrJohnsonE così oggi si scommette e si scommette su tutto (dalle partite di calcio agli altri sport fino alla deriva in atto nei paesi anglosassoni dove si può puntare persino sul sesso di un futuro nascituro). Ciò che accomuna gli scommettitori oggi con i giocatori di allora è comunque lo stesso movente: vincere soldi. Ma, se di soldi ne hai già più di quanti puoi sperperarne in una vita inimmaginabilmente dissoluta, perché scommettere ? “Per il brivido di vedere vivere o morire qualche innocente” risponderebbe il Mr Johnson interpretato da Wesley Snipes in questo The Player, nuova serie fresca di debutto su NBC. Risposta efficace, ma figlia di un canovaccio già sfruttato in precedenza. Perché di ricchi annoiati che cercano sensazioni uniche anche a costo di sconfinare con noncurante leggerezza in una impunita illegalità non mancano esempi precedenti (anche senza arrivare al gore estremo di “Hostel”).

Per tentare di rendere almeno un po’ innovativo questo non proprio originale spunto di partenza, John Rogers, creatore della serie, introduce un’ulteriore componente immaginando che la misteriosa compagnia che gestisce le rischiose puntate sia anche in grado di prevedere dove e quando un crimine verrà compiuto. La scommessa è allora quella di indovinare se un detective privato riuscirà con il solo aiuto della tecnologia assicurata dalla dealer a impedire il crimine prima che avvenga. Peccato che anche questa idea pecca di originalità dal momento che era già stata sfruttata in tv da Person of Interest (dove però mancava l’elemento del gioco d’azzardo) e prima ancora al cinema da Minority Report (e caso vuole che anche la serie omonima abbia debuttato questa settimana). La somma di due idee non originali è sufficiente a garantire una patente di originalità? Facile rispondere di no, ma la speranza degli autori e della NBC evidentemente è che la somma di addendi già visti faccia scordare al pubblico generalista di aver già gustato più volte i due ingredienti separati.

ThePlayer1x01AlexIl successo di questa serie sembra tuttavia basarsi su troppi azzardi. L’episodio pilota mostra, infatti, quanto The Player sia debitore verso la tv anni Ottanta da dove sembrano essere stati pescati sia la struttura degli episodi che i suoi personaggi principali. Alex Kane è un detective privato con un colpevole passato al servizio del governo impiegato in missioni segrete per stanare pericolosi terroristi.

Come da copione, Alex è stato allontanato dall’incarico per la sua tendenza a comminare condanne a morte non ordinate ed è stato poi redento dal provvidenziale incontro con la sua attuale non ex moglie. Neanche il tempo di fare la conoscenza con quest’ultima che già dobbiamo dirle (apparentemente?) addio perché nuovi terroristi hanno la brillante idea di ucciderla per errore nel tentativo di eliminare lo stesso Alex che accetterà quindi l’offerta di Mr Johnson per portare avanti a suo modo l’irrinunciabile vendetta personale.

Se è difficile citare una serie in cui un personaggio con un passato e un obiettivo simile si erge a protagonista non è perché manchino esempi, ma proprio perché troppi ce ne sono finendo per confondersi in unico calderone che la lontananza nella memoria annebbia senza rimpianti. Anche la regia che giustifica con una voluta velocità il suo essere piuttosto piatta e scolastica rimanda ai tanti procedural degli anni ottanta come a quello stesso genere appartengono le sparatorie con pistole che non hanno mai bisogno di essere ricaricate e gli inseguimenti sfrenati a piedi (in mutande?) tra la folla attonita o in auto su strade sempre poco ingombre (pare che il traffico negli US non esista). La premiere finisce, quindi, per suggerire che la serie sarà un banale procedural con casi della settimana da risolvere sul filo del rasoio dove la sottotrama degli scommettitori diventa solo una scusa per avere un sempre nuovo avversario da affrontare. Troppo poco per essere interessante.

ThePlayer1x01CassandraL’affidarsi ad una formula collaudata ha almeno il vantaggio di poter giocare sul sicuro. Ne consegue anche che il cast non deve impegnarsi più di tanto a rendere personaggi la cui personalità poco importa ai fini della trama e la cui caratterizzazione è lasciata in sospeso perché quasi superflua in quello che vuole essere poco più di un action movie in pillole. A Philip Winchester basta mostrare un fisico atletico e una sufficiente faccia tosta per rendere credibile il suo Alex Kane che non sembra avere nel suo bagaglio espressivo più di qualche sguardo da duro e un’ironia a rate. Diverso il discorso per Wesley Snipes (al primo ruolo in tv dopo aver scontato tre anni in carcere per evasione fiscale) che (leggermente imbolsito)  decide di restare per ora sullo sfondo, motore immobile piuttosto che centro dell’azione (come era invece abituato a fare nei suoi film). Riesce comunque bene a rendere la studiata noncuranza e l’indifferente cinismo di chi pensa dopotutto solo al profitto senza preoccuparsi delle drammatiche conseguenze dei suoi calcolati giochi di ruolo. Alla bella (e come poteva mai essere altrimenti?) Charity Wakefield è affidato il compito di mediare tra i due protagonisti aggiungendo anche quel tocco di humour british che tanto piace all’americano medio. Poco più che comparse il detective Cal Brown (Damon Gupton) e la non ex moglie Ginny (Cara Buono) che tuttavia saranno probabilmente ricorrenti in futuro.

The Player non è una cattiva serie, ma ha un unico problema: essere una versione riveduta e non corretta di prodotti simili degli anni ottanta. Le poche novità non sono neanche originali e non bastano a portare questo prodotto nel presente delle serie tv. Un solo grande difetto, quindi, ma anche nello scafo del Titanic c’era una sola falla bella grossa quando affondò.

1.01 – Pilot
  • Anni Ottanta in ritardo
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