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The Americans: Recensione dell’Episodio 2.09 – Martial Eagle

‘Rotoleranno teste’, dice l’agente Gaad, nel suo incontro a dir poco epico con il capo della Residentura russa. Ma andranno a rotoli anche parecchie vite, aggiungo io, che dopo questo episodio non posso fare a meno di chiedermi come riusciranno i vari protagonisti a portare avanti le loro vite, che sembrano appese tutte ad un filo e sul limitare di un profondo, ma davvero profondo baratro. Che la vita di agenti dalla doppia identità fosse difficile l’avevamo capito da tempo ma mai una situazione ci aveva messo di fronte, con un’immagine così forte e drammatica, quanto fosse difficile. In seguito all’essersi intrufolati al campo di addestramento con il camion rubato, Philip – intento a registrare le esercitazioni dei soldati americani – viene sorpreso da un giovane cadetto, al quale è costretto a americans_209_2  tagliare la gola, poco prima di freddare con due colpi di pistola altrettanti agenti. E’ la scelta giusta da fare, l’unica possibile in quella circostanza ma che, malgrado ciò, pone la sicurezza e stabilità mentale di papà Jennings a rischio. Philip uccide un ragazzo, gli taglia la gola senza pietà, poco prima di essere costretto a guardarsi allo specchio ed aggiustarsi la cravatta per andare in chiesa.

Il confronto di Elizabeth/Philip con la chiesa è stata una scelta coraggiosa, di certo alternativa. Due persone costrette a mentire, ingannare e uccidere per sopravvivere siedono su una delle panche di legno mentre un predicatore afferma con convinzione che Dio ci ha creati a sua immagine per amarci gli uni con gli altri, per amare noi stessi e per avere una vita felice. Se il sorriso di indulgenza di Elizabeth cerca di nascondere il suo totale scetticismo sulla faccenda, Philip non ci prova nemmeno a fingere. Stringe le labbra e fissa il predicatore con occhi micidiali: come può affidarsi alle parole di carità un uomo che fa il suo lavoro e che conduce il suo stile di vita? Neanche il credo di sua figlia, con la quale ha appunto un acceso dibattito a riguardo, riesce a fargli cambiare idea. Paige, forse un po’ troppo ingenuamente, cede i suoi interi risparmi alla chiesa, all’insaputa dei genitori. E’ una scelta coraggiosa, devota, ma che manda americans_209_3Philip su tutte le furie. Proprio lui, che combatte il materialismo e consumismo americano (malgrado si conceda una macchina sportiva, di tanto in tanto, anche lui) trova impossibile affidarsi economicamente a un’entità che non solo non vede o può toccare con mano ma che non riesce in alcun modo ad aiutarlo nella situazione in cui si trova.

Né Elizabeth né la stessa Martha riescono ad aiutarlo. La seconda, proprio mentre aiuta Beeman a indagare sull’incontro degli scienziati in grado di nascondere ai radar sottomarini e aerei, dandogli anche l’indizio che collega la morte di Emmett e della sua famiglia a quello stesso incontro, scopre la (manomessa) verità che Clark le serve su un piatto d’argento, ovvero la bassa opinione dei suoi colleghi di lavoro. Gli stessi che voleva proteggere a discapito del suo finto marito e che, adesso, faticherà di certo ad appoggiare, dedicandosi con maggiore fervore alla causa di Clark/Philip. Martha è un personaggio che, lo ammetterò senza problemi, non mi ha mai appassionato. Non è una donna forte ma insicura, indecisa e fin troppo sulle sue: se avesse combinato qualche disastro, a quest’ora, la odierei a morte. Ma mi ha colpito la sua fragilità di dona nel sentirsi insultare da coloro che riteneva ben più che colleghi, americans_209_4coloro che era pronta a mettere al primo posto a discapito dell’agente con cui è convolata a nozze.

Tra questi proprio Beeman, sempre alla perpetua ricerca del bene e della giustizia, che trova una sorpresa a dir poco scandalosa, al suo ritorno a casa. Il disagio che si prova nell’entrare in una stanza con la radio accesa su una stazione di consigli sessuali coglie lui ma anche noi. Non sua moglie, tuttavia, intenta a preparare le valige per partire verso il tramonto con il suo nuovo amante (benché non sia ancora propriamente tale). E’ curioso vedere come la vita dell’agente Beeman precipiti in picchiata proprio quando pensava di aver risolto e sistemato tutto: aveva salvato Nina, aveva ottenuto le informazioni necessarie per l’indagine. Ma spesso il controllo su una parte della nostra vita ci porta a dimenticarci di cose più importanti, lasciando che ci sfuggano di mano e ci ricordino che non abbiamo poi tutto così ben inquadrato come ci piacerebbe pensare.

2.09 - Martial Eagle

Da riflessione

Valutazione Globale

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Kat

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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