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Queer as Folk: Le curiosità della Reunion all’ATX e rumors sul possibile revival

“People came for the queer and stayed for the folk.”

E’ una delle frasi più celebri legate a questa serie, pronunciata proprio da uno dei suoi protagonisti (Peter Paige, ndr) e che riflette a pieno lo spirito di questo telefilm. A dieci anni dalla sua conclusione, e ormai quindi dalla messa in onda della prima puntata, Queer as Folk ha continuato a far parlare di se, tanto che adesso una campagna sta spopolando su internet, nella speranza di raccogliere abbastanza firme da poter chiedere a Netflix il revival della serie o, tutt’al più un film conclusivo. I fan della serie sono più che felici di fronte a questa prospettiva, sopratutto dal momento in cui QaF ha rappresentato la prima serie che ha potuto parlare della comunità LGBT senza filtri, senza censure o paure. Durante una reunion, presso l’ATX, pochi giorni fa, ne hanno parlato gli stessi protagonisti, grazie anche alla presenza dei produttori e creatori della serie, Ron Cowen e Daniel Lipman, loro stessi compagni nella vita.

qaf_2‘All’epoca in cui abbiamo girato la serie, essere gay era diverso da ciò che è adesso. – ha affermato uno dei due showrunner – Quando presenti un progetto ad una rete televisiva ti servono almeno due alternative per gli attori e noi avevamo pochissima scelta. Le agenzie non mandavano candidati perchè pensavano che partecipare alla serie li avrebbe in qualche modo marchiati. Fino al giorno prima di presentarci dai capi non avevamo neppure Brian! Gale era perfetto, quando ha recitato le sue battute abbiamo pensato che fosse proprio Brian!’

Il modo di vedere la società omosessuale agli inizi degli anni 2000 era, infatti, molto pretenzioso e per nulla realistico. Nessuna serie aveva potuto (o era stata tanto coraggiosa) da rappresentare la vita sessuale di questi uomini e queste donne, cosa che invece Cowen e Lipman hanno fatto. ‘Era una cosa importante da raccontare, ma anche difficile. Ricordo che molta parte del cast non voleva svelare – nè a noi nè alla stampa – il loro orientamento sessuale, per dedicarsi completamente alla parte: Gale Harold  e Scott Lowell erano etero ma non lo rivelarono per tutta la prima stagione per non interferire con la propria recitazione.’

qaf_3La serie, che Showtime ha trasmesso dal 2000 al 2005, ha raccontato le vicende di cinque amici di Pittsburg, tutti gay, e due loro amiche lesbiche, alle prese con problemi tipici della comunità LGBT odierna ma che, allora, potevano sembrare storie di fantascienza: la violenza fisica e psicologica sugli omosessuali, i loro diritti politici e sociali, proprio come il matrimonio, sono tutti temi che Queer as Folk ha affrontato. In particolare il matrimonio è stato un tema molto dibattuto dal momento che, proprio come Ben e Michael avevano fatto, i fan si aspettavano che anche Brian e Justin convolassero a nozze, così non è stato.

‘Brian è stato sempre il personaggio più coerente dello show, lui e Justin avevano un proprio codice e vivevano secondo delle loro regole. Non sottostavano ai dictat di una società ma si sono elevati al di sopra di essa, rendendosi così indipendenti da etichette e pregiudizi. No, non sono sposati, ma si ameranno per sempre, anche se staranno con altre persone. New York è a solo un’ora da Pittsburg, non c’è motivo per cui non debbano vedersi.’

La storia di Brian e Justin è stata una delle più belle mai raccontate in tv e di sicuro la più originale tra le coppie dello stesso sesso. Il sogno dei fan sarebbe quello di poterli rivedere di nuovo, sul piccolo schermo, per qualche episodio o anche solo per un film, ma gli showrunner ammettono di non essere stati avvicinati da Showtime, anche se sarebbero molto felici di poter partecipare ad un progetto del genere, nel caso in cui vada in cantiere. Lo stesso si può dire degli attori, molti dei quali si sono dichiarati entusiasti di una simile possibilità.

Ma cosa comporterebbe questo ipotetico (e tutt’altro che confermato) revival?

qaf_1‘Sarebbe una cosa interessante, perchè adesso i personaggi sarebbero tutti sulla quarantina e sarebbe bello vedere l’interazione tra la loro generazione, il modo in cui loro hanno vissuto la loro omosessualità, e come invece la stanno vivendo gli altri giovani in questo momento. Per esempio, ipotizzando che Gus – il figlio di Brian e Mel – sia gay, sarebbe curioso vedere il modo in cui vive la sua vita, un confronto tra lui e il padre, i mondi diversi in cui affrontano la loro sessualità e quindi un confronto di generazioni.’

Tutte ipotesi, naturalmente, ma nulla ci impedisce di sperare, incrociando le dita, che possa accadere anche in questo caso di vedere una nuova conclusione per questa serie, come già accaduto con Veronica Mars. Oggi l’omosessualità è raccontata in maniera libera sia al cinema che in tv, sarebbe bello poter vedere tornare questo bellissimo telefilm in un mondo senza (così tanti) pregiudizi.

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