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Preacher: Recensione dell’episodio 1.07 – He Gone

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Mantenere una promessa. Stando al dizionario significherebbe impegnarsi a fare o non fare qualcosa. E proprio perché è tanto difficile mantenere una promessa che si dovrebbe giocoforza concordare con Napoleone Bonaparte quando sentenziava che ‘il modo migliore di mantenere la parola è non darla mai.’ Alle volte verrebbe anche da pensare che proprio ‘promettere di non fare qualcosa è il modo più sicuro perché a uno venga una voglia matta di farla’ (Mark Twain dixit). Eppure, continuiamo ad accumulare promesse nonostante siano debiti che non sappiamo se potremo ripagare avendo la fiducia magari infondata di poter rispettare un impegno che non avremmo mai dovuto prendere. O, forse, semplicemente perché, come scriveva Hannah Arendt, ‘le promesse sono il modo tipicamente umano di mettere ordine nel futuro, rendendolo prevedibile e affidabile nella misura in cui ciò è umanamente possibile.’

PreacherQuante promesse si fanno, infatti, tra bambini ripetendole come fossero mantra ideali da usare come bussole del proprio agire? ‘To the end of the world’, fino alla fine del mondo. Sono queste le parole che la piccola Tulip ripete e fa ripetere ad un Jesse fintamente assonnato prima di essere mandata via scatenando la rabbia, feroce come solo quella di un quasi adolescente può essere, di un Jesse che vedrà inaspettatamente compiersi la sua preghiera per una vendetta ferale. Rivediamo ancora una volta il flashback della morte del padre, ma stavolta comprendiamo perchè il prevedibile trauma di assistere alla spietata esecuzione divenga anche un sacro giuramento che non è possibile evadere. Perché la promessa di far parte dei buoni perché ci sono già troppi cattivi non è solo la richiesta quasi ovvia di un predicatore al figlio amato, ma diventa quasi una condanna ineluttabile, una sentenza da espiare per ripagare un crimine irrazionale. Jesse ha pregato per la morte del padre e quella morte è arrivata davanti ai suoi occhi. Per questo, le avventure successive con Tulip sono state solo un rimandare un impegno preso che non poteva che essere rispettato ad ogni costo perché prima o poi ogni colpa deve essere punita ed ogni peccato ricevere la sua giusta punizione. Anche se questo dovesse significare tradire un’altra promessa? Anche se rispettare questo impegno fosse un compito indesiderato? Anche se dovesse significare imbarcarsi in una guerra inattesa e irrimandabile? Domande a cui Jesse si costringe a rispondere affermativamente anche se il suo vero desiderio sarebbe l’opposto. È da questo insanabile contrasto che nasce la sua rabbia profonda che infine esplode ora che crede di poter finalmente compiere la sua promessa. Rabbia che deflagra negli insulti verso Tulip solo perché è una O’Hare ripetendo quanto aveva già fatto il padre, nel modo sbrigativo e gelido con cui manda via l’incolpevole Emily proprio quando stava confessando i suoi sentimenti per Jesse, nelle inviperite risposte ad un Cassidy che gli rivela la sua natura.

PreacherLasciando che la luce del sole lo trasformi in una fiammeggiante torcia umana (con effetti fatti davvero male a dire il vero), lo scombinato immortale irlandese svela al suo migliore (ma anche unico) amico chi davvero lui sia. Un vampiro, certo. Ma molto di più, in realtà. Perché Cassidy si è assunto ormai il difficile compito di essere la voce della coscienza. Un grillo parlante sboccato ed eccentrico che però sa ancora riconoscere il bene e il male. Quella distinzione a volte anche troppo sottile che però aveva sempre permesso a Jesse di non erigersi a giudice inamovibile, ma di essere piuttosto il pastore che ascolta senza condannare ma cercando di aiutare. D’accordo, Tulip è una criminale, ma è chiaramente legata a Jesse da un amore che nasce da una promessa fatta da ragazzini e che, a modo suo, lei sta rispettando. Eugene ha mandato in coma Tracy e sfigurato sé stesso in modo indelebile, ma la sua è stata una reazione inaccettabile figlia però di un estremo atto d’amore e dolore. Chi ha fatto di Jesse il Dio spietato e vendicativo del Vecchio Testamento cancellando la misericordia del Gesù del Nuovo Testamento? E se fosse tutta colpa di Genesis? Se quel potere immenso a cui Jesse non vuole rinunciare fosse un cancro invadente da estirpare invece che un passo necessario in un incomprensibile piano divino? Dubbi che Jesse dovrebbe porsi, ma che ha ormai cancellato in nome di una acritica e cieca fede in un qualcosa di indimostrabile e che anzi potrebbe essere un inganno. Perché Dio potrà anche esserci, ma non ha nessun piano e, se anche lo avesse, di certo non contemplerebbe il mandare ad eterne sofferenze un innocente. Sono queste le parole che Jesse avrebbe dovuto dirsi, ma che è infine Cassidy a pronunciare assumendosi il gravoso compito di essere ciò che il pastore ha perso. E a poco serve ormai divellere le tavole del pavimento urlando allo scomparso Eugene l’ordine di ritornare.

PreacherPur evitando di fare alcun tipo di spoiler, proprio l’evoluzione inattesa della storia di Eugene segna in maniera eclatante la volontà degli autori di distaccarsi nettamente dalla trama del fumetto. Non è tanto l’aver spedito Eugene all’inferno, ma è piuttosto la scena dello sceriffo che si guarda intorno in chiesa e che poi torna da Jesse nella speranza di avere qualche indizio sulla scomparsa del figlio a sconvolgere uno dei punti fermi della storia di Arseface scritta da Ennis e Dillon. Il rapporto tra padre e figlio è decisamente diverso da quello del fumetto, ma sembra che questo sconvolgimento sia un obolo che gli autori hanno deciso di pagare per rendere ancora più evidente la trasformazione di Jesse. Sarà, quindi, interessante vedere come la storyline di Eugene evolverà ed anche capire come tornerà dall’inferno dove lo ha spedito il predicatore. Anche perché non è neanche chiaro come ci sia arrivato dal momento che finora gli ordini di Jesse andavano eseguiti letteralmente. Ed è, forse, questa la chiave per comprendere l’improvviso voltafaccia di Quincannon tornato a reclamare quanto gli spetterebbe. Perché cosa significa servire Dio per una persona che non crede al tuo dio cristiano? Quale dio sta servendo Odin?

Preacher continua a restare ancorato alla piccola chiesa di Annville dimostrando che una promessa può diventare alle volte anche una catena che impedisce di spiccare il volo. Ma fortunatamente questa pausa forzata non blocca l’evoluzione dei personaggi. Può bastare per superare ancora una volta la sufficienza.

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1.07 - He Gone
  • Promettere e mantenere
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