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Person of Interest: Recensione dell’episodio 2.10 – Shadow Box

Con la decima puntata Person of Interest arriva al mid-season finale. Cosa abbiamo visto fin qui? La seconda stagione è ripartita da dove si era interrotta la prima: Finch era stato rapito da Root e Reese ha fatto di tutto per salvarlo. Alla fine ci è riuscito e, nonostante si potesse pensare che da questo momento in poi ci si sarebbe concentrati quasi esclusivamente sulla trama orizzontale, tutto è tornato alla normalità con l’alternanza di puntate basate sulla trama verticale e altre in cui ai case of the week viene aggiunto l’ approfondimento di una delle tante storyline aperte. Trovo che questa serie sia ben fatta e abbastanza solida quindi non posso dire che ci siano stati episodi che non mi sono piaciuti, però posso dire che, secondo me, alcuni fossero meno interessanti proprio per la totale assenza della trama principale (mentre da un telefilm del genere con tantissime trame diverse da sviluppare, mi aspetto sempre che ci sia un accenno ad alcune di esse).

person of interest_210-02Questa, però, è la fall season finale, l’episodio che “deve” concludersi con un colpo di scena in modo da lasciare noi spettatori con la bocca aperta a bramare la puntata successiva che andrà in onda dopo le feste natalizie. Quindi si torna alla trama orizzontale per culminare in un avvenimento finale forse un po’ inaspettato, ma che sicuramente prima o poi doveva accadere: la cattura di Reese da parte dell’FBI. L’episodio inizia con un normale caso della settimana e quindi tu sei lì che pensi: “ No, anche il mid-season finale è una puntata a trama verticale!”. E invece il case of the week (anche questa volta molto bello) è solo un pretesto per mostrarci molto altro: una ragazza, Abby, ha perso il fratello in Afghanistan e così ha cominciato a lavorare per un’associazione il cui scopo è aiutare le famiglie dei soldati morti sul campo di battaglia. Per suo orrore scopre che il capo di questo gruppo ha imbrogliato le famiglie per potersi tenere i soldi, così Abby si mette insieme a Shayn (un ex soldato) e, come dei novelli Robin Hood, vogliono rubare all’uomo i soldi e distribuirli alle varie famiglie. Finch e Reese indagano e scoprono tutto ciò dopo che la macchina ha sputato fuori il numero della ragazza. Vengono a sapere che i due ragazzi hanno rubato degli esplosivi e li vogliono usare per far esplodere i muri e i pavimenti della banca in cui si trovano i soldi del capo dell’associazione (sono in una cassetta di sicurezza). Reese li raggiunge per fermarli ma, quando scopre che Abby ha provato a denunciare l’uomo per vie legali, nessuno le ha creduto e addirittura è stata minacciata da alcuni uomini, lui, già sensibile alla causa, non ci pensa due volte e decide di aiutarli, sotto la preoccupazione di Finch che lo intima di non farlo. Harold ha più paura del solito per un altro avvenimento importante: la Carter ha accettato di diventare un agente dell’FBI, incarico propostole da Donnelly nell’episodio scorso, quindi ora ha iniziato a lavorare con quest’ultimo cercando di capire cosa sa sul ”man in a suit” e intanto passando informazioni a Finch. Donnelly non sa nulla, però è riuscito a collegarsi al telefono di Reese in modo da sapere la sua posizione e catturarlo. La Carter racconta proprio questo a Finch che quindi avverte John che l’FBI si sta recando alla banca e quindi stavolta c’è il serio rischio che venga catturato.

person of interest_210-03Reese non vuole sentire ragioni e aiuta i due ragazzi a rubare i documenti con tutti i dati bancari del conto su cui sono i soldi (successivamente Finch li aiuterà a prelevarli). Però, avendo alle calcagna tre uomini del capo dell’associazione mandati da quest’ultimo per fermare i due ragazzi, Reese fa scappare Abby e Shayn mentre lui sta lì per combattere contro di loro. Nel frattempo entra l’FBI e John dice a Finch di non avere più scampo (breve ma bella la frase che gli dice per fargli capire che apprezza ciò che fanno insieme), quindi distrugge il telefono e si consegna (twist!). E quando ormai tutti pensiamo che sia spacciato ecco il secondo twist: l’FBI ha preso quattro uomini vestiti con un completo, Reese più i tre uomini del capo del gruppo di beneficenza, e nessuno sa chi di loro è quello vero (tranne, ovviamente, la Carter che fa la gnorri)!!

In tutto ciò scopriamo anche che Beecher (il poliziotto con cui sta uscendo la Carter) è alle dipendenze dell’HR (ma tutti lo potrebbero essere, quindi non mi meraviglia più di tanto) e gli viene chiesto di tenere d’occhio un quartiere che prima era sotto il controllo di un russo, Yogorov, che ora è in galera.  Quinn, il capo dell’HR, ha intenzione di stringere un’alleanza con i russi visto che l’accordo con Elias è saltato e quest’ultimo non è in buoni rapporti con i russi stessi. Intanto Simmons sembra preoccupato per qualcosa, mentre Fusco lo minaccia perché, ora che Simmons ha fatto una soffiata anonima alla Carter raccontandole che Davidson è stato ucciso da un poliziotto, Fusco rischia di essere scoperto.

person of interest_210-04Questo è stato un grande episodio, uno dei migliori fino ad ora, che ha saputo unire elegantemente trama orizzontale e verticale per creare un finale che ci lascia con il fiato sospeso fino a gennaio. Bisogna dire che gli autori sono veramente abili a scrivere i fall season e le season finale, riescono sempre a coinvolgerci con qualcosa di nuovo e inaspettato. Non si può mai dire cosa succederà in questo show! Certo che la cattura di Reese era una cosa che prima o poi doveva verificarsi, anche per dare uno scossone alla trama dell’FBI che cerca “the man in a suit”, però poteva benissimo capitare più avanti. Sicuramente Reese in qualche modo riuscirà a farla franca, ma potrà tornare a lavorare con Finch senza che l’FBI sospetti anche solo un po’ di lui?

Jessica

Innamorata di serie tv fin da piccola quando la Vita Vera illudeva di poter continuare ever after a dedicare tutto il tempo a questa passione, il suo primo amore telefilmico è stata Buffy, che ha dato il via a lunghe ore passate davanti allo schermo, seguita a ruota da Battlestar Galactica, Lost e Fringe. Nel quotidiano invece... sì, ok, lavoro, teatro, sport... ma sempre con la testa alle serie tv!

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