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Evil: Recensione del pilot del nuovo telefilm dei creatori di The Good Wife

Evil: Recensione del pilot del nuovo telefilm dei creatori di The Good Wife

Dopo il successo The Good Wife e The Good Fight, arriva Evil la nuova creatura di Robert e Michelle King che anche questa volta non si allontanano troppo dalle aule dei tribunali.

Eppure…

Eppure Evil ci viene presentato come un Supernatural Drama, un genere che potrebbe stupire se ci si dimenticasse che i King sono stati creatori di un telefilm che mischiava alieni e politica nel bellissimo e, purtroppo, poco apprezzato BrainDead.

Evil è infatti uno strano prodotto che può ricordare sia The Good Wife, che Supernatural, che The X-Files. Possibile? Alchimisticamente la scommessa è forte.
Ci sono infatti vari modi di affrontare il soprannaturale: abbracciandolo con spericolato entusiasmo, come fa Supernatural, oppure tentando un maggiore realismo in un misto di fede e scienza, come in passato hanno fatto telefilm come Fringe e X-Files.
Evil imbocca questa seconda strada, ma il tutto si complica di più poiché il soprannaturale scelto è quello religioso.

La trama del pilot di Evil

Come spiegato dal suo protagonista, David Acosta, la Chiesa si trova a dover gestire numerose segnalazioni di presunte possessioni e miracoli, ma prima di affrontarle ufficialmente, ha bisogno di compiere una prima scrematura. Ed è qui che entra in scena il team di Evil, composto da un quasi prete, il Mike Colter di Luke Cage, una psicologa forense, Katja Herbers (già vista in Westworld), e un tecnico che si occupa di indagare gli aspetti più pratici dei vari casi. Il loro compito è quello di verificare la componente soprannaturale di certi eventi inspiegabili.

Anche in questo caso, come era stato per X-Files, il telefilm decide di gestire il tema del soprannaturale mettendo in campo una contrapposizione tra scienza e fede. David Acosta è il credente, l’esperto. Quello che ne ha viste troppe per non credere nell’esistenza di fenomeni inspiegabili. E poi c’è Kristen Bouchard, la scettica. Colei che affronterà ogni caso da un punto di vista logico e strettamente scientifico, e cercherà sempre una soluzione razionale ad ogni mistero.

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Michael Emerson Evil
Recensione del pilot di Evil

Ma il pilot di Evil cammina su una linea sottile

Uno dei maggiori pregi dei Legal Drama prodotti dai King era quello di affrontare con imparzialità ogni situazione. Di gestire con rispetto e intelligenza ogni tipo di contrasto, di diversità di opinione, senza quasi mai innalzarsi a giudici superiori.

Anche in questo caso i due hanno dichiarato di voler mantenere una sorta di equilibrio. Cercheranno infatti di non sbilanciarsi troppo nè in un senso nè nell’altro. La possibilità dell’esistenza del soprannaturale sarà sempre presente, ma non sarà mai la risposta ovvia. E sicuramente mai quella più facile.

Aldilà della risoluzione del caso di possessione Orson, questo pilot non manca di offrire indizi e riferimenti criptici ad una vera e propria mitologia soprannaturale, suggerendo l’esistenza di spiriti malvagi che camminano sulla terra al solo scopo di volgere l’uomo al male.
Riusciranno i King a barcamenarsi tra una possibilità e l’altra senza mai sbilanciarsi troppo? E questa insistita neutralità non finirà alla lunga stancare il telespettatore?

Il cast del pilot di Evil

Il cast

Marchio di fabbrica dei King sono da sempre le protagoniste femminili: complesse, mai scontate, mosse da forti impulsi e ambizioni, ma ostacolate anche da timori e grandi fragilità.
Anche la psicologa forense Kristen Bouchard non sembra fare eccezione e gli indizi disseminati in questo pilot ci lasciano sperare in una nuova, grande protagonista.

Ritorna il tema della maternità come scelta, ma anche come apparente ostacolo alla crescita e all’ambizione di una donna e anche questa volta la protagonista si trova a gestire un matrimonio difficile con un marito distante. Al suo seguito ben quattro bambine (sembra quasi un’esagerazione), un buon numero di conti da pagare e una madre (interpretata da Christine Lahti) che promette scintille.

Mi ha convinto di meno la scelta di Mike Colter per il protagonista maschile. E ancora di più la scelta di pigiare fin da subito sul pedale di una possibile relazione tra i due, ma si sa che i pilot costringono a decisioni un po’ forzate.

Scelta quasi obbligata (e forse fin troppo scontata) quella di Michael Emerson nella parte del cattivo/antagonista numero uno. Stesso discorso per il ruolo di Darren Pettie come primo imputato riposseduto. Ai King piace vincere facile, bisogna dirlo.

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Ci servirà qualche altro episodio per poter giudicare meglio

Se sulla qualità di dialoghi, la bravura del cast e la complessità e profondità dei personaggi non ci sono dubbi, più difficile è il giudizio complessivo basato solo su questo primo episodio. Pur essendo riuscito a creare dei momenti davvero inquietanti e di vera tensione, questo pilot ha rischiato in alcuni punti di cadere nel ridicolo con l’entrata in scena di un demone non del tutto riuscito, sia come resa estetica (e di effetti speciali) che come caratterizzazione.

A Evil servirà senza dubbio qualche episodio in più per definire tono, ritmo e dinamiche e per mostrarci se saprà gestire la classica indagine sull’origine del male in modo nuovo e convincente. Per lo meno, per ora, la nostra curiosità se l’è guadagnata.

Evil - pilot
3.5

Summary

Supernatural incontra The Good Wife

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