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Recensioni

Les Revenants: recensione degli episodi 2.01/2.02 – L’Enfant/Milan

Ci sono voluti tre lunghi anni per fare ritorno in quel piccolo paese della Francia pieno di misteri e resurrezioni inattese. Les Revenants si è fatto desiderare e non poco, complice una prima stagione che aveva entusiasmato e affascinato i più, fino a farla diventare nel giro di poco tempo un “cult da recuperare”. Non si sa per quali assurde ragioni i francesi hanno aspettato così tanto per regalarci una seconda stagione, anche alla luce del grande cliffhanger con il quale si era conclusa la prima.les-revenants_95989425_1

Sono passati sei mesi da quando i revenant si sono riuniti tutti assieme per scomparire nel buio della montagna. Da allora non si sono più avute notizie del piccolo Victor e di Julie, di Simon, di Camille e sua madre. Dove sono andati? E dove si trovano adesso? Queste erano le domande con il quale la serie di Canal + si era congedata al grande pubblico.

A distanza di tre anni possiamo dire che le risposte, in questi primi due episodi, non sono ancora del tutto arrivate. Molti sono infatti gli ulteriori interrogativi che ci vengono proposti, a partire dal perché coloro che hanno trovato la morte in questo paese ritornino in vita. A questo si aggiunge una nuova ondata di ritornati che prende nuovamente alla sprovvista i cittadini che hanno deciso di rimanere ad abitare lì. Tra questi ci sono due compagni di scuola di Camille che trovarono la morte insieme a lei nell’incidente con il pullman e la madre di Victor, uccisa come il figlio durante un tentativo di rapina andato male oltre trent’anni prima.

Se nel primo episodio scopriamo come il paese ha reagito alla (permettetemi il gioco di parole) scomparsa dei ricomparsi, nel secondo l’azione è focalizzata maggiormente su Camille e sua madre che si trovano rinchiuse all’interno di una casa dall’altra parte del paese diviso dal lago che ha inondato una vasta zona di terreno. Anche qui ci sono molti misteri sul perché le due abbiano paura degli altri revenant che appaiono appena una di esse mette il naso fuori di casa. Cosa sarà successo in quei sei mesi?

Il primo episodio, L’Enfant, sembra essere quasi uno spin-off di The Leftovers, con i cittadini e le forze dell’ordine del paese a cercare il bandolo della matassa, compreso il padre di Camille che, con un pizzico di stereotipo di troppo, lo ritroviamo trasandato e intento a capire se dietro a questi ritorni ci sia un’unica spiegazione. Razionale o soprannaturale? Questo è difficile dirlo anche per noi, perché la serie si muove proprio su questi due binari ben separati.

les-revenants-sera-diffusee-demain-soir-et-marquera-la-premiere-experience-televisuelle-de-swannIl mistero della diga, rispetto alla prima stagione, viene trattato con la dovuta importanza introducendo il personaggio di quello che all’apparenza sembra un geologo (chiamato dalla Gendarmeria) ma che forse nasconde qualcosa di più, così come la diga ha al suo interno qualche mistero. Resta da scoprire come e perché quest’innalzamento e abbassamento delle acque sia collegato con il ritorno delle persone morte.

Tirando le fila della recensione, possiamo certamente dire che tutto quello che avevamo apprezzato nella prima stagione lo ritroviamo anche in questi due primi episodi. Le atmosfere cupe, fredde e inquietanti, accompagnate da un sottofondo musicale malinconico e struggente, rendono ancor più affascinante un prodotto che fa dell’attesa e del mistero i suoi ingredienti principali. L’unica cosa che non vorrei capitasse è che si tirasse troppo la corda con i misteri irrisolti, creando un effetto à là Lost. Prima che la situazione sfugga del tutto di mano agli autori (ipotesi plausibile quando si viaggia su questo filo), le risposte ai tanti interrogativi devono arrivare a cominciare dai prossimi episodi. Noi, intanto, attendiamo fiduciosi.

2.01/2.02 - L'Enfant/Milan
  • Un buon ritorno
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