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Derek: recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Questo dev’essere proprio l’anno delle comedy/tragedy. Dopo Legit, ecco arrivare finalmente sugli schermi anche Derek, prodotto della grande mente di Ricky Gervais, andato in onda in aprile su Channel 4 in Inghilterra, in come film mockumentary su una piccola casa di riposo in una cittadina britannica. La serie ha ottenuto la commission a full series ed è per l’appunto iniziata regolarmente questo gennaio.

derek-101-02La serie è controversa. Derek lavora come addetto in questa piccola casa di riposo. Ha 49 anni, non è bello, ha un ingenuità infantile, mancanza di intelligenza e non è escluso che in effetti sia autistico. Ciononostante si tratta di una persona buona, che si pone come obiettivo l’essere gentile con gli altri. In alcuni casi, sulla stampa britannica, il personaggio di Derek è stato criticato, perché sembra un presa in giro delle persone con disagio mentale. In realtà, come lo stesso Gervais fa notare, il personaggio è positivo. Certo, è strano, ma è migliore della maggior parte di noi.

Condivido l’osservazione di Gervais, soprattutto tenendo in considerazione il finale del pilot. Un momento di alta televisione, di bellissimo e delicato storytelling, capace di emozionare con questioni e temi forti ma quotidiani, piccoli ma importanti. Ecco a cosa mi riferivo con la mia frase d’apertura.

derek-101-03I personaggi che ruotano in Derek sono assurdi e ovviamente tendenti all’effetto comico grottesco. Come Dougie, il tuttofare/autista della casa, interpretato sorprendentemente bene da Karl Pilkington (il round headed buffoon del Ricky Gervais Show), che non è proprio uno stinco di santo, ma almeno è mosso da buone intenzioni. Oppure Kev, amico di Derek e assolutamente fissato con il sesso, al limite della mania. L’unica persona “normale” è Hannah, la direttrice della piccola casa.

La storia di questo pilot è la presentazione dei personaggi e il via alla futura avventura nel tentare di tenere aperta questa casa di riposo, i cui finanziatori vorrebbero veder chiudere.

Si tratta di una piccola, agrodolce, intelligente serie inglese. Attenzione: se vi aspettate una classica comedy resterete delusi. Ricky Gervais è un artista brillante, capace e profondo, capace di tirar fuori momenti davvero poetici da una comicità dissacrante soprattutto verso il cinismo imperante della società attuale. Non c’è motivo per non dare un’opportunità anche a Derek.

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