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Broadchurch

Broadchurch: Recensione dell’episodio 2.02 – Episode 2

Things fall apart

‘Le cose cadono a pezzi‘: ci aveva visto giusto il detective Hardy nelle prime scene della nuova stagione di Broadchurch. Tutto quello che gli spettatori davano per scontato alla fine della prima serie viene messo in discussione: tutte le certezze stanno crollando come è caduto in macerie il muro di prove dell’avvocato dei Latimer, Jocelyn Knight. Questa seconda puntata lascia dietro di sé un senso di totale sconfitta per tutti, spettatori inclusi.

Ad uscirne pesantemente ridimensionato è in primis l’ex detective Alec Hardy. Divorato come da una febbre interiore che lo consuma (le possibilità che sia realmente malato aumentano), prova a nascondere la sua irrequietezza interiore mostrando un falso senso di controllo che lo porta ad una doppia sconfitta non prevista: una in tribunale, l’altra sul fronte Sandbrook. bdch 1Il modo sbarazzino con cui liquida la perdita della validità della prova più importante del caso Latimer, ovvero la confessione dell’assassino Joe Miller, è emblematico: ‘E’ andata. Non possiamo farci più niente, pensiamo ad altro’. Eppure nemmeno il volersi gettare a tutti i costi su un caso che ufficialmente sembra chiuso, ma che va avanti solo per l’ostinazione personale di Hardy, dà buoni risultati. Il suo piano di far avvicinare Claire e il suo ex-marito Lee Ashworth per ottenere informazioni, infatti, non ha successo: un piano fin dall’inizio debole e affrettato, crollato al primo imprevisto. La brevissima scena finale dove lo si vede disperarsi mostra forse l’unico momento in cui l’inquietudine reale del detective esce allo scoperto. Alec Hardy già al secondo episodio dovrà ripartire totalmente da zero.

Se David Tennant riesce a mostrare in modo magistrale il tormento interiore del suo personaggio, a brillare su tutti in termini di recitazione è però Olivia Colman: la sua Ellie Miller sembra vittima designata degli eventi che hanno decretato di sfinirla completamente. Il ribdc2torno forzato alla sua vecchia casa, l’amicizia imposta con una donna chiaramente incompatibile con lei, il figlio che ancora non vuole vederla, senza parlare dell’odio che la madre di Danny puntualmente non dimentica di riversarle addosso, la rendono insicura e sembrano guidarla verso l’esaurimento.

L’unica ad uscirne vittoriosa è Sharon Bishop (Marianne Jean Baptiste, brava a farsi odiare già al secondo episodio), avvocato difensore di Joe Miller, che sembra instancabile nel suo intento di sovvertire tutto il caso, considerato chiuso fino all’avventata dichiarazione di innocenza dello stesso Miller, scatenando un vero e proprio “effetto farfalla”. La Bishop eclissa completamente la sua rivale Jocelyn Knight (Charlotte Rampling) che per ora resta alla finestra incassando il colpo subito della perdita della prova più importante, dimostrando quanto fossero veritiere le sue stesse parole sul fatto che ottenere la verità e ottenere giustizia siano due cose separate. Nonostante l’avvocato della difesa sembri così mostruosa, la scena della telefonata a senso unico mostra che il suo lato umano non è ancora sepolto del tutto. Se quella che sta inseguendo non dovesse essere la verità, forse c’è la possibilità che prima o poi si renda conto che quello che sta facendo sta incidendo profondamente nelle vite dei cittadini di Broadchuch. Inoltre, se davvero c’è ancora qualcosa di segreto da tirare bdc3fuori da ognuno di loro, questo processo può dare la spinta decisiva.

Un po’ annunciata invece la fuga della coppia Ashworth-Claire. E’ ormai chiaro che la donna (interpretata da Eve Myles) provi ancora sentimenti nei confronti dell’uomo (James D’Arcy) che, si è capito, non l’ha mai trattata male. Piuttosto Claire teme di tornare ad amare un uomo che non è capace di odiare, anche se dovrebbe. E’ sicura infatti della non colpevolezza del suo ex-marito, che anche in questo episodio non manca di ribadire la sua innocenza al detective Hardy.

Insomma, tutto è messo in discussione in questo episodio. Il dubbio ormai si è insinuato anche tra le menti degli spettatori, disarmati davanti al declinare in peggio degli eventi ma non certo delusi dalla piega presa dalla trama. Che la verità, in tutto il telefilm, sia ancora sepolta e coperta in qualche luogo oscuro è ormai una ipotesi da prendere in considerazione seppure molto debole. L’impressione generale è che, nonostante sceneggiatura, regia e fotografia restino ad alti livelli, Broadchurch sia scesa appena di un gradino rispetto al passato: durante la prima stagione sembrava infatti di assistere come alla messa in scena di un romanzo, mentre adesso la “meccanica telefilm” è molto più evidente.

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