fbpx
Recensioni

Big Little Lies e la gallina dalle uova d’oro – Recensione della seconda stagione

Big Little Lies: la recensione della seconda stagione

Una gallina fa un uovo ogni mattina. Tante galline fanno tante uova per la gioia del proprietario dell’allevamento. E se tra queste uova, per magia, l’allevatore ne trovasse uno d’oro? Se avesse miracolosamente scoperto la gallina dalle uova d’oro? Le riserverebbe un posto riservato e la costringerebbe a fare anche più di un uovo al giorno. Perché, si sa, l’ingordigia umana non ha limiti.

Come non ne ha la sete di successo di una rete televisiva che produce una serie pluripremiata da critica e pubblico. Come Big Little Lies concepita per essere fatta di una sola stagione. Ma poi la serie tv è diventata la gallina dalle uova d’oro e le stagioni allora devono essere più di una. Per forza e a prescindere da tutto.

Big Little Lies: la recensione della seconda stagione
Big Little Lies 2: la recensione della seconda stagione – Credits: HBO

Sfuggire al problema del successo

La prima stagione di Big Little Lies è l’adattamento del romanzo omonimo di Liane Moriarty e, come tale, la serie era stata concepita come autoconclusiva. E, d’altra parte, il cast all – star (con il conseguente elevato budget) intendeva chiaramente sottolineare l’unicità di un prodotto pensato per essere un evento speciale. Quanto speciale fosse la serie tv era stato confermato in maniera spettacolare dall’incetta di premi ricevuti: cinque Emmy nel 2017 e quattro Golden Globe nel 2018 per citare solo i più importanti. 

LEGGI ANCHE: Nicole Kidman parla del bacio dato ad Alexander Skarsgard agli Emmy 2017

Ed è qui che nasce il paradosso in cui spesso finiscono per avvitarsi prodotti di questo genere. Serie che nascono con l’intenzione di non avere una seconda stagione, ma che si trovano costrette ad inventarsene una perché sono in troppi a a volerlo. Su tutti il pubblico che non vuole privarsi dei personaggi che ha amato. E la rete che, come il contadino di cui sopra, non vuole che la gallina smetta di fare l’uovo dorato. Ma è davvero possibile?

Perché, in questo gioco, ad avere meno voce in capitolo è proprio… la gallina.

big little lies cast
Big Little Lies 2: la recensione della seconda stagione – Credits: IMDb

Novità o sempre la stessa storia?

Se una serie tv ha già scritto l’ultima parola della sua storia, saranno in grado i suoi autori di farle dire ancora qualcosa di interessante e originale? O si limiteranno ad offrire un ripetitivo more of the same? Forse consapevoli delle possibilità di un rinnovo imprevisto, gli autori di Big Little Lies avevano fatto divergere serie tv e libro proprio per il finale. Piccole, ma significative modifiche che lasciavano, tuttavia, uno spiraglio aperto per poter eventualmente spalancare la porta di una seconda stagione. Ed è questo aver giocato d’anticipo ad aver permesso di evitare il deludente naufragio a cui spesso vanno incontro operazioni di questo genere finendo per infangare quanto di buono si è fatto nella prima stagione.

Big Little Lies riesce, invece, a restare ben sopra la linea di galleggiamento. Pur non avendo più una rotta già tracciata da seguire, David Kelley e il suo team di autori ne trovano una nuova che non snatura i personaggi, ma parte da quanto accaduto per portarne avanti una evoluzione coerente. Un merito che va riconosciuto per quanto il viaggio non sia tuttavia privo di fastidiose turbolenze.

Big Little Lies: la recensione della seconda stagione
Big Little Lies 2: la recensione della seconda stagione – Credits: HBO

Un’altalena di storie diverse

La natura corale di Big Little Lies impone che ognuna delle Monterey Five abbia una sua storyline personale che si dipani autonomamente pur correndo tutte su binari paralleli che solo occasionalmente si incrociano. Questo schema viene ripetuto anche in questa seconda stagione risultando, tuttavia, meno efficace dal momento che le cinque amiche hanno stavolta un segreto in comune che, per molte di loro, resta troppo sullo sfondo. 

Non è un caso che le trame che funzionano meglio sono quelle legate in qualche modo a Perry. È questo a fare si che a guadagnare un maggiore spazio è Celeste (Nicole Kidman) che si trova a dover elaborare un lutto peculiare. Non la tragica perdita di un marito modello e un padre esemplare. Ma la scomparsa non casuale di un uomo violento che sapeva anche essere un padre amorevole adorato dai suo figli. Soprattutto, Celeste si trova a dover fare i conti con l’impossibilità di accettare il suo ruolo di vittima perché quel processo di riconoscere il male subito è stato interrotto bruscamente da quella che le appare come una vendetta contro una persona che non ha comunque smesso di amare.

LEGGI ANCHE: Shailene Woodley: Vita, carriera e curiosità dell’attrice di Divergent

Come per Celeste, anche per Jane (Shailene Woodley) il fantasma di Perry è ossessivamente presente. Con la sostanziale differenza che Jane sa di essere una vittima. E questa certezza diventa un macigno sempre presente che sbarra il passo sulla strada verso un futuro diverso. Corey rappresenta quella felicità creduta impossibile che si presenta improvvisa e imprevista. A portata di mano, ma irraggiungibile fintanto che ci sarà quell’ostacolo a impedire l’ultimo passo. Passo che, infine, Jane sembra compiere dopo aver capito che i fantasmi sono solo brutti ricordi che non possono più fare male.

reese witherspoon

Madeline e Renata convincono meno

Meno convincenti sono, invece, Madeline (Reese Witherspoon) e Renata (Laura Dern). Non perché le loro storie non siano potenzialmente interessanti. Ma perché vengono caricate in maniera eccessiva finendo per diventare quasi caricaturali. Così Madeline diventa la moglie traditrice che implora il perdono di Ed senza offrire altri argomenti che il trito e quasi barzellettistico “non sei tu, sono io”. Allo stesso modo, la bancarotta in cui Gordon precipita Renata viene trattata in maniera inopinatamente quasi comica a causa delle sfuriate isteriche di lei e delle apatico atteggiamento di lui.

Avrebbe dovuto occupare una posizione importante anche la reazione di Bonnie (Zoe Kravitz) all’essere colpevole della morte di Perry. Purtroppo, i lunghi silenzi finiscono per rendere noiose troppe delle sue scene, mentre l’introduzione di una madre con vaghi poteri da veggente è totalmente fuori contesto. Un passo falso per una serie dalla scrittura attenta come Big Little Lies.

Big Little Lies: la recensione della seconda stagione
Big Little Lies 2: la recensione della seconda stagione – Credits: HBO

Promossa ancora (ma senza più la lode)

Errori che Big Little Lies può permettersi perché le pecche della sceneggiatura finiscono spesso per essere offuscate dalla qualità sempre elevatissima della recitazione e di regia e fotografia. Ad una corona già ricca di gemme, la serie ha aggiunto in questa seconda stagione un gioiello ancora più splendente: Meryl Streep. Alla iconica attrice viene affidato un personaggio difficile da gestire, ma che viene portato in scena con la convincente maestria di cui solo lei è capace. 

LEGGI ANCHE: Little Fires Everywhere – Reese Witherspoon e Kery Washington insieme nella limited series

La sua Mary Louise mantiene una calma imperturbabile e una cortesia serafica che sono lo scudo infrangibile dietro cui nascondere i colpi ferali che si appresta a lanciare. Una madre che non può credere che il figlio sia un carnefice e reagisce, quindi, trasformando le sue vittime innocenti in colpevoli aggressori. La costanza maligna con cui si accanisce su Celeste. L’inopportuna insistenza con cui invade la vita di Jane. La freddezza scostante con cui attacca Madeline e Renata solo perché non si schierano con lei. Armi che Mary Louise adopera con cinismo per non dover ammettere un fallimento inconcepibile.

jane and madeline
Big Little Lies 2: la recensione della seconda stagione – Credits: IMDb

Ancora una volta, Big Little Lies si aggrappa al suo cast scintillante per nascondere dietro quell’arcobaleno di qualità i difetti di una scrittura che a volte inciampa rialzandosi in modo goffo. Tra bambini che sanno troppo e troppo in fretta e una scena conclusiva del season – finale che mette a rischio in maniera contraddittoria tutto quanto ognuna delle cinque amiche ha raggiunto in questa seconda stagione.

Alla fine, Big Little Lies viene promossa ancora una volta. Ma la lode stavolta non la prende. Ed, anzi, dovrebbe interrogarsi se non sia meglio fermarsi prima che le uova della gallina diventino normali ingredienti per una insipida frittata.

Big Little Lies va in onda su Sky. Scopri qui la programmazione completa di Sky Atlantic!

Big Little Lies - seconda stagione
3.5

Giudizio complessivo

Tutti troppo bravi per essere bocciati ma una scrittura meno attenta per una serie che viene ancora promossa ma perde la lode

Comments
To Top