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Barack Obama come David Palmer, quando i serial anticipano la realtà

E’ diventata realtà. Il 4 novembre 2008 Barack Obama è stato eletto come nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Molte cose lo differenziano dal suo predecessore, dall’età alle idee politiche fino alla questione che molti ritengono la più rilevante: il colore della pelle. Ma Barack Obama potrà anche essere il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America ma, come tutti i telefilm maniacs ben sanno, è “solo” il secondo Presidente di colore della storia ad occupare la stanza ovale. Stiamo forse delirando? Ebbene no!

I telefilm come il cinema riescono, a volte, a prevedere la realtà o ad anticipare cambiamenti che necessiteranno purtroppo ancora diversi anni per verificarsi nel “mondo reale”. E anche l’elezione di un Presidente afro-americano ne è la prova lampante. A partire dal 2001 e fino al 2006 infatti, l’attore Dennis Haysbert ha avuto la possibilità (seppur solo televisiva) di vestire i panni di David Palmer, il primo Presidente afro-americano nel famoso drama “24”. Un uomo dai sani principi e dai foti valori che ha ricordato ai fan, sin da subito, il compianto John Kennedy e oggi, con le elezioni americane del 2008, il nuovo eletto Barack Hussein Obama. Ma chi è David Palmer e come è riuscito a cambiare la storia degli Stati Uniti d’America?

“The following takes place between Midnight and 1:00 A.M. on the day of the California presidential primary. Events occur in real time.”

E’ con il pilot di “24” che il fan entrano a conoscenza di David Palmer, il primo senatore americano di colore in corsa per la Presidenza. E’ il giorno delle Primarie e David ha moltissime probabilità di ottenere la maggioranza dei voti e insediarsi poi così a Washington semplicemente perchè, a differenza di altri politici, è un uomo che appare per quel che è veramente: buono, sincero, tranquillo e rassicurante. Un uomo che vuole guidare l’America come avrebbe potuto fare John Kennedy se non fosse stato ammazzato prima del tempo, inseguendo un sogno che Martin Luther King aveva espresso, con forza e vigore, al popolo anni prima. Non c’entra nulla il colore della pelle, le cose che più importanto nella vita sono il carattere e i principi che una persona possiede.

“I’m federal agent Jack Bauer, and today is the longest day of my life.”

E’ in questo storico giorno che appare sul piccolo schermo anche l’agente federale Jack Bauer chiamato dal CTU (Counter Terrorist Unit) di Los Angeles per proteggere il Senatore. C’è una seria minaccia terroristica che potrebbe mettere a rischio la vita di David e della sua famiglia. 24 ore da incubo che rimarranno nella memoria di Jack per le dure perdite (anche personali) subite ma che lo legheranno a David Palmer per molto tempo. Anche sotto questo aspetto, la fantasia si è tramutata in realtà perchè, durante la campagna di Barack Obama, la stampa di tutto il mondo ne ha raccontato le paure e le continue minacce, descrivendo poi i minuziosi piani per creare all’uomo una superscorta in grado di proteggerlo da qualsiasi imprevisto. Barack Obama, nome in codice per i Servizi Segreti, “Renegade”. In “24”, David non ha un nickname ma ha un uomo alle spalle pronto a sacrificare la sua vita per lui: Jack Bauer.

Quando Obama si è candidato, i fan seriali hanno iniziato ad invadere la rete con articoli, post e commenti sulle somiglianze del nuovo Presidente Americano con il candidato telefilmico David Palmer. Un entusiasmo che non ha mai smesso di crescere e che è stato poi alimentato dallo stesso Dennis Haysbert durante un’intervista a “Tv Guide”: “Il mio ruolo ha mostrato ai telespettatori come sarebbe se il Paese fosse guidato da un nero. Se prima erano preoccupati, evidentemente ciò che hanno visto gli è piaciuto, e hanno aperto le menti e i cuori all’idea che un nero potrebbe essere l’uomo giusto…che un nero potrebbe essere il prossimo presidente degli Stati Uniti. Già la gente, quando promuovevo 24, mi chiedeva se mi sarei candidato”.

Le similitudini tra David Palmer e Barack Obama sono state viste anche dall’attore che, in un intervento successiva al “Los Angeles Times” ha aggiunto:“Penso che siamo molto simili nel pensare come e cosa deve fare un Presidente. Barack non si arrabbia, è molto moderato: io ho interpretato così il Presidente Palmer, un uomo con il controllo delle emozioni e una grande intelligenza”.

Post, commenti ma anche sondaggi hanno portato i navigatori ad ammettere inoltre una sconcertante verità: molti americani non avrebbero mai concepito l’idea di votare il senatore Barack Obama se non vi fosse stato prima David Palmer di “24”.

Ma se il serial con Jack Bauer è stato il primo telefilm ad introdurre un Presidente afro-americano, non possiamo dimenticare Morgan Freeman e nei “panni presidenziali” del film “Deep Impact”. Qui Morgan è  Tom Beck, il primo Presidente di colore del grande schermo, alle prese con l’arrivo di una cometa in grado di impattare con la Terra e provocare una terribile distruzione. Intervistato dalla stampa nei giorni precedenti le elezioni, l’attore premio Oscar ha dichiarato: “anche le persone bianche avrebbero voluto che io fossi veramente il Presidente”.

Se oggi gli Stati Uniti d’America hanno finalmente eletto un Presidente di colore, ora non manca che passare al prossimo “step” ed eleggere… una donna! Inutile dire che anche qui i telefilm hanno già anticipato la storia…

In “Commander in Chief” gli sceneggiatori hanno già immaginato un mondo guidato da una donna, Mackenzie Allen (interpretata da Gina Devis) che da Vice-Presidente diviene automaticamente il primo Presidente donna degli USA dopo che il Presidente in carica Teddy Bridges muore improvvisamente per un aneurisma celebrale. Durante il suo mandato Mackenzie sarà chiamata ad affrontare i pregiudizi nei confronti del suo sesso e contemporaneamente a governare un paese complesso come quello degli Stati Uniti. Nel 2006 l’interpretazione di Gina Davis ottenne l’incoronazione come migliore attrice in una serie tv ai Golden Globe.

Nel serial sci-fi “Battlestar Galactica” è Laura Roslin (Mary McDonnell) a ricoprire la carica di Presidente, ma sempre in seguito ad alcune morti improvvise. Visto il genere di telefilm però, non stiamo parlando del ruolo di Presidente degli Stati Uniti d’America ma, in paragone, della carica di Presidente delle Dodici Colonie che, neanche a sottolinearlo, ha somiglianze impossibili da sottovalutare.

Se nei serial abbiamo dunque avuto Presidentesse americane, non possiamo affermare lo stesso per il grande schermo. Quello però che ci può, per così dire, consolare è che nei cartoon questo ruolo è già stato assegnato ad un personaggio femminile di tutto rispetto: Elisabeth Marie “Lisa” Simpson. In alcuni flash-forward del pluri-premiato serial “The Simpson”, è stato infatti già anticipato come Lisa giungerà a ricoprire l’ambita carica politica andando così ad occupare, come prima donna nella storia del suo Paese, la Stanza Ovale.

Ora non ci resta che attendere la versione “in carne ed ossa” per vedere come il polso di una donna possa cambiare la politica di una delle nazioni più potenti al mondo. Hillary Clinton era quest’anno uno dei candidati democratici nella corsa alla Casa Bianca ma è stata battuta da Barack Obama. L’ex first lady cercherà di conquistare il posto del rivale nei prossimi anni oppure avremo un’altra donna tenace quanto Hillary decisa a provare la grande sfida? Non ci resta che aspettare…

Telefilm e vita reale sono dunque due mondi capacissimi di intrecciarsi in svariati modi grazie alla fantastia degli sceneggiatori americani, bravissimi nel loro lavoro, in grado, quasi sempre, di creare prodotti televisivi di assoluto rispetto.

E non possiamo finire lo speciale con una piccola news frivola ma simpatica; pare che la Disney abbia già addocchiato le due first daughter, Malia (10 anni) e Sasha (7 anni), per scritturarle come guest star nella famosa serie “Hannah Montana” di cui hanno dichiarato di essere grandi fan. Che sia l’inizio di serial televisivi dedicati ai figli dei Presidenti? In effetti al momento questa strada non è ancora stata battuta anche se sul grande schermo abbiamo già degli esempi… Magari ve li racconteremo in uno dei prossimi numeri della Fanzine!

Fonte: Telefilm-Central Fanzine numero 1

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