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The Young Pope: Recensione episodi 1.05 / 1.06

Youg Pope
Sky

Il potere è una parola di cui non capiamo il significato.
(Lev Tolstoj)

The Young Pope è un esperimento importante, sia per la televisione italiana nel mondo (ricordiamo che negli USA sarà distribuita da HBO) sia per l’autore e realizzatore di questo progetto Paolo Sorrentino. La seria è il terzo capitolo dello studio del premio oscar sul potere, iniziato con il Divo, pr0seguito con la Grande Bellezza e ora approdato a questo sviluppo diverso in molti modi. Non è solo il mezzo televisivo che muta irrimediabilmente questo racconto a causa di tempi e dinamiche diverse, ma è anche il lato del potere che è oggetto del racconto. La serie prodotta da Sky racconta dietro il velo della fantasia lo scontro secolare tra impero e chiesa, intendendo il primo termine come potere o comando e il secondo come culto dell’intangibile e del divino. Da questa ripresa dello scontro concettuale, sottolineata anche dalla scelta degli abiti di PioXIII in questo episodio, Sorrentino prende le mosse per allargare la sua analisi verso l’uomo, verso il dramma carnale che cerca disperatamente risposte dove sa già che non ce ne sono.

Young Pope

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Una schiera di uomini fragili.

Non solo il dramma dell’abbandono vissuto da Lenny è al centro del racconto, tanto da far pensare che il cardinale abbia raggiunto il pontificato con il solo scopo di essere notato dai suoi genitori, ma anche quello interiore di Voiello che cela dietro una maschera da Frank Underwood un’anima dubbiosa e perennemente alla ricerca del perdono. E poi suor Mary alla disperata ricerca del ruolo di madre, il migliore amico di Lanny che cela passioni carnali, la suora che teme di perdere la fede tornando in Africa e il prete alcolizzato fino ad arrivare al politico di professione. Dal mero conflitto tra l’uomo e Dio l’attenzione si sposta su tutta questa schiera di umanità che in modo variegato, pur parlando di sacerdoti, parla di noi facendo intendere allo spettatore più acuto che la forza narrativa di The Young Pope è proprio questa: spogliare ogni protagonista dei propri paramenti.

Young Pope

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Un bilancio di metà serie.

Ma anche se siamo ipnotizzati da questo racconto che agilmente si snoda tra meravigliose opere d’arte ricostruite e panoramiche di Roma al crepuscolo abbiamo comunque un compito, quello di guardare a questo racconto come una serie tv,  e analizzarlo criticamente. Siamo giunti a metà di questa prima stagione ed è dunque doveroso tirare le somme, almeno parzialmente. Il cinema di Sorrentino a differenza di come vorrebbe apparire non è presuntuoso, non vuole insegnare niente, è mera narrazione onirica e disillusa dal reale, sta a chi guarda inserire eventuali interpretazioni e spiegazioni che essendo dunque soggettive non sono criticabili. Ma per quanto tecnicamente la serie sia ineccepibile la criticità vera sta nella sceneggiatura televisiva, che zoppica e giunti al sesto episodio inizia ad essere ripetitiva e a fare degli errori. Non è una novità che a Sorrentino piaccia focalizzare l’attenzione su un solo personaggio, ma quando le ore del racconto sono dieci, nonostante il talento di Jude Law, traspare la poca luce riservata agli altri personaggi, uno su tutti Voiello che dopo essere stato l’antagonista vero  nei primi due episodi si è spento tra le schiere purpuree degli altri cardinali, allo stesso modo Suor Mary sembra muoversi in ambienti senza ossigeno in cui fatica a venire fuori come dovrebbe. Insomma un Papa che focalizza l’attenzione su se stesso sopprimendo il resto del cast a discapito dei talenti da cui è formato, un po’ come era successo per il personaggio di Verdone nella Grande Bellezza. E poi c’è la trama episodica che risulta leggermente troppo uguale, con Pio XIII che deve difendersi da tutti, che dubita della sua santità, ma che a fine episodio rimette ogni pedina al suo posto in modo autoritario e snocciola qualche monologo d’impatto ma che se ripetuto sei volte perde di sostanza.
La domanda è dunque questa: può la televisione con i suoi ritmi e le sue dinamiche essere un mondo che comprime anche i prodotti migliori?

Good Luck!

Voto 3 e mezzo su 5: debuttante.

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