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White Collar – 4.06 Identity Crisis

L’episodio Identity Crisis è un episodio stand-alone che, da un lato,delude i fan più interessati alla storyline riguardante il padre di Neal e la ricerca di Sam, dall’altro ci permette di approfondire un personaggio che piace a tutti, il caro Mozzie.
Quindi, Channing Powell, autore di questo episodio, mette per un momento da parte Neal per concentrare l’attenzione sul passato del suo “braccio destro” e sulla sua fissazione per le teorie complottistiche. Peccato però che lo faccia con una storia poco credibile e poco elaborata, che delude un po’ rispetto al magnifico lavoro che Eastin sta facendo con lo show.

I primi minuti sono molto piacevoli, dato che ci mostrano Mozzie e June andare alla ricerca di “tesori perduti” e acquistano all’asta un magazzino. Scavando tra gli oggetti abbandonati in quel posto, Moz trova le chiavi di un’abitazione e prende possesso dell’appartamento.
Peccato però che abbia scelto la casa sbagliata, visto che riceve la visita di un uomo che si rivolge a lui chiamandolo 723 e gli chiede di consegnargli la bandiera, minacciandolo con una pistola.
Mozzie, terrorizzato, riesce a scappare dal killer e chiedere aiuto a Neal e Peter.
A quanto pare la White Collar Division non ha nulla di importante da fare quel giorno e aiutano il malcapitato a scoprire cosa sta succedendo.
Scopriamo che l’uomo che ha attaccato Mozzie è alla ricerca di una bandiera portata da Washington durante la Guerra d’Indipendenza e che, secondo Mozzie, l’uomo a cui apparteneva ild eposito e l’appartamento faceva parte delle spie Culper, create da G. Washington durante la guerra.

Secondo la storia, il circolo Culper è stato sciolto dopo la fine della guerra, ma, secondo alcune teorie, i discendenti delle spie continuerebbero a mantenere in vita il circolo e i Culper continuerebbero ad essere attivi. Infatti, la White Collar division non è l’unica interessata ai culper: proprio qualche mese prima un professore aveva pubblicato un libro basato su questa tesi.

Tra diari scritti in codice, passaggi segreti, messaggi codificati sul giornale, trovatosi immerso in una spy story, Mozzie ripensa alla sua giovinezza, quando, affidato ad un orfanotrofio, aveva immaginato che i suoi genitori fossero delle spie e che lo avessero abbandonato perché non potevano prendersi cura di lui a causa della loro vita pericolosa.

 

E voi? Avete apprezzato questo episodio Mozzie-centrico in stile caccia al tesoro, o avreste preferito continuare ad indagare sul padre di Neal?

BEST QUOTE
Mozzie: Seriously, Suit, what would you have done in my situation?
Peter: I would never be in your situation.

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