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Recensioni

V – 1.04 It’s only the beginning

In modalità miniserie è calato il sipario sulle prime quattro puntate di V. Dopo il calo della prima puntata tutto sommato gli ascolti hanno retto, mantenendo un rating commerciale più che dignitoso, che tuttavia….avrebbe senso se la serie riniziasse tra qualche settimana, dopo la pausa natalizia, e non fra quattro mesi. Solo il tempo ci potrà dire se quelli della ABC siano dei geni o degli stolti, ma in tempi di pause forzate per i più disparati motivi (Cougar Town, FlashForward) non c’è da sperare niente di buono.

(Tutte le immagini nella nostra Gallery)

 

Tornando a noi, sarà che mi sono ormai affezionata alla serie e ai suoi protagonisti, ma anche questo episodio è stato molto bello.
La Quinta Colonna sta tentando di ricostituirsi e gli stessi V, sia capi che comuni lucertoloni, cominciano ad avere qualche preoccupazione per quello che accadrà. Anna viene a scoprire che Dale è stato ucciso e vuole un responsabile. A quanto pare Joshua è uno dei cardini della Quinta Colonna, tanto che il suo secondo si sacrifica, addossandosi la colpa dell’omicidio di Alan Tudyk, per permettere a Joshua di continuare la sua missione. Terribile quando gli sussurra “skin him”.
Ma Anna capisce anche che la situazione può sfuggire di controllo da un momento all’altro, che la sua gente ha paura, e la soluzione è una sola “we’ll have to manage their fear”. Devo dire che sono rimasta sorpresa per la seconda volta: se nelle scorse puntate mi aspettavo che eliminasse fisicamente la vedova del militare, questa volta mi aspettavo una sorta di legge marziale, di clima da stasi. Ed invece? Il modo di gestire la paura è quello di farla passare.

Facendoci caso, tra aviarie, sars, terrorismo internazionale, suine e quant’altro noi siamo tenuti sotto controllo proprio attraverso la paura. Anzi ci indirizzano specificamente verso dove, cosa o chi avere paura.
Per cui il dono di Anna alla sua gente, il Bliss (beatitudine), è qualcosa di totalmente spiazzante. E a livello registico, di fotografia e di scelta della colonna sonora (Svefn-G-Englar dei Sigur Ros, MAGNIFICA) la scena diventa uno dei punti più alti di queste quattro puntate:

No need for regrets, for mistakes made yesterday.
The past is gone.

Take comfort knowing I am here.

You will never be alone.

Il Bliss, che avvolge i monaci in Tibet, le donne manager a Londra e tutti i V è un dono di armonia, di pace con sé stessi, di coscienza di essere parte di qualcosa, del fatto che non saranno mai soli. Persino Joshua con gli strumenti ancora insanguinati dopo lo scuioiamento ne viene colpito.
La scena diventa importante perché ancora una volta capiamo cosa significi il consenso per Anna e i V. E’ qualcosa di prezioso che va curato ed alimentato nel tempo, senza violenza.

I nostri ribelli preferiti nel frattempo si chiariscono un po’ e si fanno un’idea dei piani dei V: Erica si rende conto che Ryan ne sa troppe e in un momento di imbecillità di Georgie – che si fa sparare peggio che in un film anni ’80 su 7Gold – arriva al confronto. Adoro Elizabeth Mitchell con la pistola in mano, il contrasto col suo volto angelico è veramente forte. Fatto sta che Ryan le confessa la verità e a quanto pare il rapporto di fiducia, dopo i primi attriti, regge. Alla narrazione forse manca un po’ più di curiosità: perché Erica non chiede a Ryan della resistenza, di come ha fatto a nascondersi, di come è sopravvissuto, etc. etc.

Dall’altra parte il problema sanità comincia ad interessare più persone: Chad che scopre che fra sei mesi avrà un aneurisma (fantastica la tac in 4 dimensioni, dove la quarta altro non è che il tempo), Valerie che può curare la sua malattia cardiaca grazie all’avanzata tecnologia V. E come se non bastasse arriva un bastimento carico di Vitamine pronte per gli umani che il nostro quartetto pensa essere infetto. In realtà scopriranno che è solo un cavallo di Troia, perché ad essere alterate sono le dosi di vaccino antinfluenzale che sta per essere distribuito. Mentre i tecnici saranno impegnati ad analizzare le Vitamine nessuno si preoccuperà del vaccino. Per evitare ogni pericolo, la Colonna dei Quattro mette a segno il primo punto distruggendo il deposito con le dosi infette.

Nel frattempo anche il destino di Tyler prosegue. E’ sempre più vicino a Lisa e al mondo dei V, tanto da essere ammesso alla presenza di Anna e della sala macchine delle astronavi.
L’altra domanda sospesa è che cosa abbia di speciale Tyler. Personalmente mi pare che oltre l’ormone impazzito non abbia altro, ma il tutto è rimandato a marzo.
  
Anche Chad si trova di fronte ad un bivio, fidarsi dei V ora che ha conosciuto la sua condizione o andare avanti con la sua vita sapendo che fra sei mesi potrebbe afflosciarsi moto.

E che questo sia solo l’inizio lo capiamo nella scena finale, quando un punto di vista che si allontana a velocità da New York, dalla Terra, dal sistema solare, ci ritroviamo ad osservare centinaia, migliaia, di astronavi che si dirigono verso il nostro pianeta. 
 Non è un cliffhanger che lascia con l’adrenalina in corpo, di quelli che ti fanno saltare sulla sedia, è più subdolo e angosciante, e ora non ci resta che aspettare e sperare che tutto vada liscio.
Ancora una volta il cast si dimostra di altissimo livello, con Morena Baccarin che guarda tutti dall’alto in basso.

Voto 9/10

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