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Twin Peaks – The Return: cinque domande senza risposta

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© 2017 - Showtime

Dopo un’attesa durata più di 25 anni, David Lynch e Mark Frost hanno verosimilmente chiuso per sempre il capitolo Twin Peaks. Non senza, ovviamente, lasciare agli affezionati della serie tanti e diversi interrogativi. Queste solo alcune delle domande a cui The Return non ha dato alcuna risposta certa.

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Chi/cosa è Judy?

E’ dai tempi di Fuoco Cammina con Me che il nome Judy è entrato prepotentemente nell’universo di Twin Peaks. A pronunciarlo per primo è stato Philipp Jeffries che, apparso dal nulla negli uffici dell’FBI, precisava a Cole, Rosenfield e Cooper di non aver nessuna intenzione di parlare di Judy.
Se abbiamo ingenuamente creduto che Judy potesse essere una donna, è Gordon Cole (David Lynch in persona) a svelarci che in realtà quel nome si riferisce ad un’entità estremamente negativa, chiamata in precedenza Jowday. E’ quella creatura vista ad inizio stagione nella glass box, la stessa che presumibilmente si vede nell’episodio 8 generare BOB?
Quale sia l’origine e il significato del nome, ci sono i presupposti per credere che Judy possa essere la “madre” del male che per lungo tempo ha imperversato nella cittadina di Twin Peaks (e non solo).

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Dale Cooper, sei veramente tu?

Se fino al titanico scontro tra il guanto verde di Freddie e BOB eravamo stati in grado di distinguere il vero Dale Cooper dal suo doppelgänger malvagio, la morte di quest’ultimo ha posto in essere un nuovo dubbio: chi è il Cooper che esce dalla Loggia Nera e con Diane va in un’altra dimensione alla ricerca di Laura Palmer? All’apparenza sembra che il nuovo Cooper sia una fusione di entrambi. Questo potrebbe spiegare una delle frasi iconiche di Twin Peaks, pronunciata per l’ennesima volta da Mike nel 17° episodio:

Nell’oscurità di un futuro passato il mago desidera vedere.
Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l’altro. Fuoco, cammina con me.

 E, come diceva la Signora Ceppo “il fuoco è il diavolo”.

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Che succede a Sarah Palmer?

Mentre assistiamo al tentativo (fallito?) di Cooper di salvare Laura dal suo destino, in casa Palmer si sentono urla strazianti. Che ci fosse qualcosa di terribilmente strano in quel luogo ne abbiamo avuto prova negli episodi precedenti. Nella 17° puntata vediamo Sarah (che in Part 14 aveva azzannato al collo un uomo e mostrato il suo “vero” volto) accanirsi con una bottiglia di vetro sulla foto della figlia. La scena fa da contraltare ad una simile vista nella prima stagione, in cui in uno scontro col marito il vetro si rompeva in mille pezzi e alcune gocce di sangue finivano per macchiare il volto di Laura. Sarah é posseduta da Judy?

Su casa Palmer le domande sarebbe tante altre, anche e soprattutto alla luce del finale. La proprietaria della casa (che è interpretata dalla vera proprietaria della casa, Mary Reber) di cognome fa Tremond, come la signora con il nipote mago che in Fuoco Cammina con Me si chiama invece Chalfont.
In più quel “Laura” che si sente a pochi secondi dalla fine sembrerebbe lo stesso percepito da Cole quando in albergo vede Laura, nonché quello sentito nel pilot, in cui Sarah chiama la figlia dalla cucina.

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Dov’è Audrey Horne?

Il suo ritorno è stato uno dei più attesi, la sua storyline una delle più misteriose. Chi è Billy non riusciremo forse mai a capirlo, come non sapremo mai se ciò che abbiamo visto è stato solo una proiezione mentale di Audrey. Sappiamo che la ragazza dopo l’esplosione nella banca è finita in coma e che Bad Cooper l’ha stuprata. Da quello stupro è nato Richard, ucciso dallo stesso padre nell’episodio 16.
Audrey si è mai risvegliata dal coma? Charlie è (sempre se esiste) veramente suo marito o è il suo psichiatra? Dove si trova Audrey in quella scena in cui la vediamo specchiarsi disperata?

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In che anno siamo?

E’ la domanda con cui la storia di Twin Peaks si chiude ma che apre allo stesso tempo ad infinite possibilità. Avremo più di 25 anni per provare a dare una risposta a questo quesito. L’importante è tenere vivo il mistero.

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