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True Blood: Recensione dell’episodio 6.10 – Radioactive

Un doppio finale per un season finale mozzafiato.

Welcome to the new age. True Blood chiude il sesto giro e non ci resta che dire “DAMN!”. Non solo perché adesso si dovranno attendere altri 10 mesi per la settima stagione, ma anche perché il team di autori ha tirato fuori un doppio finale davvero geniale. Spoilers per tutti se proseguite nella lettura…

Doppio finale, dicevo. Proprio così. Dopo la fuga dal centro di detenzione per vampiri l’unica cosa che restava da fare era sbarazzarsi di Warlow, che tra l’altro si rivela per il fetentone che tanto si temeva ad inizio stagione. Devo ammettere che la sua “riabilitazione”, da super-cattivo temuto da tutti a una sorta di bohèmien languido dal passato travagliato mi aveva un po’ destabilizzato.

Warlow arrabbiato e una Sookie poco vitaleMi era però parsa una buona idea. Trasformare il piano delle cose e mettere sul piatto anche gli “ibridi vampiro-fata”, tornando all’origine di tutte le genìe, un po’ come fece Ann Rice raccontando le Cronache dei Vampiri. E così il povero ragazzotto ha passato 6000 anni soffrendo per la sua parte vampiresca, attendendo l’arrivo di Sookie… Hm. Ok, forse non è proprio il massimo come premessa, letta così, ma su schermo funziona e anche piuttosto bene. E poi si arriva a questa puntata dove Warlow, non contento del semi-rifiuto di Sookie (in fin dei conti non lo ha bidonato, ma ha solo chiesto di vivere alla giornata, senza per forza “sposarsi” subito) ritorna il più cafone dei cattivi, cancellando in un istante ogni possibilità di rilettura del personaggio. Mi viene da pensare, quindi, che l’inversione che il mezzo vampiro mezzo fata ha avuto nei precedenti episodi sia stato più che altro un escamotage narrativo per creare nuovi spazi all’interno dei quali il personaggio di Sookie potesse evolversi. In effetti non se ne poteva più del triangolo amoroso Bill-Eric-Sookie.

Fortunatamente l’episodio non ci tedia con reminiscenze di questo tipo. Va spedito verso l’eliminazione del cattivo. Certo, non prima di aver fatto una bella mostra di corpi nudi atti a gioire dei piaceri della carne. Tra parentesi, l’incontro tra Violet, Jason è Sookie mi ha fatto sbellicare notevolmente (“Yes, I’m his sister, what the fuck”). Comunque, a cose fatte non rimane molto altro da dire. Quando tutti i vampiri che avevano bevuto il suo sangue attraverso Bill, perdono “la luccicanza”, mi sono detto “ok… l’episodio deve finire qui. Non possono andare oltre”. Con Bill tornato buono, Sookie libera, Jason felice con la sua vampira, Alcide libero dal suo branco, Arlene che ha seppellito Terry, Eric chEric comodamente seduto sui monti Svedesi. Sarà di Ikea quello sdraio?e ha preso fuoco sulle cime dei monti svedesi (con tanto di shot dei gioielli di Skarsgard)… non era possibile andare avanti senza rovinare tutto.

Gli autori hanno chiuso la storia che avevano per le mani con un climax perfetto. Raccontare ancora qualche giornata successiva sarebbe stato impossibile. E quindi cosa fanno? Saltano in avanti di 6 mesi. Insomma: chiudono la stagione e la riaprono subito, con salto temporale, cambiamenti nelle relazioni e qualche nuova idea.

Beh, che io sia dannato se non hanno fatto bene. E che razza di cambiamenti! Beh, Sookie con Alcide non è cosa nuova e non stupisce nessuno. Penso sia chiaro per tutti che questo compagno sia decisamente più “sano” per Sookie di quanto non lo siano stati i precedenti, per quanto immagino orde di fan che si stracceranno le vesti perché “tanto non durano”. Ok.. ma Sam sindaco di Bon Temps! E chi se l’aspettava? Io per niente, come non mi aspettavo quel completo della domenica da nonna sudista che Sookie sfoggia andando in chiesa. Ma parliamo dell’idea di accoppiare umani e vampiri in un rapporto monogamo per vicendevSam, da che pulpito!ole protezione. WTF!

Beh, questo è un cambiamento davvero radicale. Che smaschera quel “sudismo” di cui la serie era permeata ma che è sempre stato chiaramente un canale per parlare del superamento delle intolleranze. Dal profondo sud americano arriva la luce della voglia di libertà, di pace, di vita in armonia.  Non è tutto rose e fiori, ovviamente, ma è un grandissimo passo in avanti nel modo di vedere le cose. Traslato nel mondo reale, ovvero, essendo True Blood un prodotto mediato rivolto alle masse, il messaggio è chiaro. Ci sono differenze ma tutti abbiamo bisogno di vivere in maniera civile e finanche amorevole gli uni con gli altri. L’accettazione dovrebbe venire prima di tutto.

Se non ci credete, pensate alla scena madre di questa conclusione di episodio, quella che fa la capovolta chiudendo il cerchio: Tara e sua madre. Non solo è particolarmente toccante e ben recitata, non solo lascia un po’ interdetti per il fattore sovrannaturale della cosa ma soprattutto è il ritorno a una delle tematiche principali della primissima stagione ed è un ritorno a chiusura. Dopo che le due donne hanno fatto il proprio percorso, si rincontrano e ritrovano e sarà l’accettazione della madre, sia dei propri errori che della nuova natura della figlia (non a caso lesbica, si noti il messaggio) a permettere questo riavvicinamento. Cosa che tra l’altro sfrutta in maniera totale il simbolismo metaforTara bloccata dai sentimenti che la sconvolgono di fronte alla madreico di cui mi era già capitato di parlare in un’altra recensione. “Lascia che io ti sfami”. Non serve dire altro.

Anche da un punto di vista puramente ludico/narrativo, l’idea di “accoppiare” umani e vampiri, per la reciproca difesa, non è male. Cambia la prospettiva e soprattutto crea una nuova fazione: quella dei vampiri buoni che esistevano già in True Blood, ma che adesso si fanno vero e proprio gruppo consapevole e compatto e che combatterà contro questa marmaglia di vampiri malati di epatite V. Meno forti, rallentati, fisicamente corrotti… cosa vi ricorda?

Ebbene sì! Con l’arrivo degli zombie vampiro True Blood ci saluta con la mano e ci ricorda che ormai gli autori possono fare quello che gli pare, tanto hanno già la settima stagione in tasca. Se non si fosse capito, faccio parte di quel gruppo di spettatori che sono rimasti davvero positivamente colpiti dall’episodio come dalla stagione. Non rimango basito per le cose lasciate in sospeso (come nonno Niall, Eric, Pam), perché so che certo materiale verrà trattato più avanti. Del resto è un finale di un’ora, vanno fatte delle scelte e mi sento di condividerle.  Buon anno allora, in attesa delle nuove puntate ci consoliamo ripensando a questo episodio che lascia soddisfatti, conclude degnamente la trama di una ottima stagione (lasciando aperto il dovuto malloppo di interrogativi, s’intende)  e ci lascia spiazzandoci con il nuovo setting. Welcome to the new age.

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