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Affair (The)

The Affair: Recensione dell’episodio 3.01 – 301

The Affair

La premiere di The Affair riprende dopo un salto temporale abbastanza consiste. Sono passati ben tre anni dalle ultime vicende narrate nel finale di stagione e quale miglior modo per riprendere le fila del discorso se non concentrandosi sul protagonista principale del finale di stagione, Noah.
The Affair perde la sua affascinamte struttura narrativa in capitoli e “carica” sulle spalle di Domenic West questi primi 50 minuti della terza stagione.
Il tema portante dell’episodio, ma probabilmente lo sarà dell’intera stagione, è quello di mostrare come le vite dei protagonisti siano state toccate da questa vicenda giudiziaria.
Rispetto alle due stagioni precedenti si volta pagina. La domanda sulla quale ha ruotato la storyline fino ad ora – “chi ha ucciso Scotty?” – ha avuto una risposta, si apre invece un buco di tre anni.

Tre lunghi anni di cui non sappiamo nulla e dei quali questa stagione ci racconterà.
La prima cosa abbastanza chiara è che la prigione non è stata una passeggiata per Noah, non è stata per niente semplice e interessante come inizialmente credeva, lo troviamo, infatti, dopo tre anni psicologicamente distrutto.
Ossessionato da un dolore alla spalle che non lo abbandona mai, distratto e preoccupato da uno pseudo pedinamento, costantemente svogliato anche durante le ore d’insegnamento al college.
In questa premiere ci viene infatti raccontata per sommi capi la sua vita dopo la reclusione: la morte dell’odiato padre che però gli ha lasciato una casa per farsi perdonare, l’insegnamento al college per obbligo, l’amicizia con la professoressa francese e la sua cricca. Su questo aspetto si concentra una fetta di episodio abbastanza importante, volta ovviamente a introdurre il nuovo personaggio della stagione, Juliette (Irene Jacob).
Onestamente questa è la parte che mi ha convinto di meno. La cricca degli studenti della professoressa straniera che discutono di femminismo spicciolo, cenando a lume di candela, mi è parsa parecchio stereotipata. Non ha aggiunto nulla alla storia o alla caratterizzazione dei personaggi, sebbene probabilmente è stata utile a sottolineare lo stato d’animo di Noah che, sembra assurdo, rifiuta Juliette dopo un approccio abbastanza diretto.

The Affair

L’aspetto più interessante di questo primo episodio, a mio avviso è lo stato psicologico estremamente preoccupante di Noha.
Non è ben chiaro quale peso avrà Gunther sulla trama della terza stagione, ma sembra indicare che The Affair abbia bisogno di un personaggio oscuro e di rottura, è qualcosa che evidentemente è necessario per far funzionare la narrazione. Questo, in effetti, è coerente con quello che abbiamo visto nelle passate stagioni.
Lo show si è retto sull’omicidio di Scott, cornice e ombra sulla vita e sulle relazioni dei protagonisti. L’elemento del mistero quindi è funzionale a The Affair e in questa premiere la showrunner Sarah Treem volta pagina, ma allo stesso tempo ridisegna un nuovo mistero. Cosa è successo a Noah in prigione? Gunther è reale è una visione dovuta agli antidolorifici assunti da Noah? E le domande potrebbero continuare ancora.

La premiere si conclude con un grosso cliffanger (abbastanza furbo, diciamolo!) che lascia abbastanza spiazzati se non fosse che le cose in The Affair non sono sempre quello che sembrano.

The Affair continua a incuriosire, certo la mancanza della struttura a capitoli io l’ho sentita, probabilmente anche perché Noah non è un personaggio simpatico, anzi – diciamocelo – è abbastanza odioso, pertanto dedicargli ben 50 minuti potrebbe anche essere un azzardo. Invece l’episodio pone delle interessanti premesse su cui si dipanerà una nuova stagione, mi auguro interessante quanto le altre.

È inutile che sottolineiamo la bravura di Dominic West perché è noto a tutti che è molto, molto bravo, vero?

VOTO: 4/5

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