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Ripper Street: recensione dell’episodio 2.07 – Our Betrayal – Part one

Ottimo penultimo episodio prima dell’immeritata chiusura.

Ripper Street è stata cancellata, non tornerà per una terza stagione, per cui questo sesto episodio ci introduce al finale di questo prodotto inglese dai toni foschi, i tratti profondi, scavati sulla superficie con dura eleganza. Un crime drama che parla della Londra povera dell’ottocento, che si smarca nella seconda stagione dall’ombra di Jack lo Squartatore assumendo tinte più ampie, allargando lo sguardo a cinesi, ebrei, irlandesi, americani, addirittura andando a gettare un piccolo sguardo sul mondo delle miniere africane del periodo.

ripperstreet-207-07Una serie decisamente testosteronica, dove le figure maschili la fanno da padrona, dove anche il più introspettivo dei personaggi è comunque dotato di machismo da manuale. Uno show in cui le donne sono sullo sfondo e solo marginalmente ne emergono, come mogli-di-qualcuno quando va bene, se non come prostitute per la maggior parte dei casi. Un cast di grande spessore, una produzione di grande valore, un ritmo serrato, una fotografia eccellente. Un insieme di elementi che fa proprio dire “peccato che la cancellino”. Questa introduzione è d’obbligo, per questa e le puntate che restano. Ma è anche strumentale.

Perché anche questo settimo episodio non viene meno alle caratteristiche di cui sopra. Si parte in Africa con il fratello di Jackson che ruba una pepita d’oro (magnifica immagine, che dà cupa sostanza a quell’immaginario all’americana da cartone animato che circonda pepite d’oro e derivati) dando origine a una serie di eventi turbolenti che non faranno che far sprofondare ancora di più Captain Jack (yeah) in uno stato di depressione decisamente comprensibile, per quanto non al riparo da biasimo.

ripperstreet-207-06Il “caso della settimana” ruota intorno a un gioielliere del quartiere di Whitechapel che è stato defraudato da un rigattiere ebreo del quartiere vicino, quello sotto protezione dell’Ispettore Shane, il villain di questa seconda stagione, interpretato da Joseph Mawle in maniera particolarmente simile al Daniel Day Lewis di Gangs of New York (film che in effetti ha dei toni estremamente affini a Ripper Street). Reid, che nel frattempo è completamente disorientato per via dell’assenza di Drake, a sua volta scomparso dopo i fatti del precedente episodio (la straziante fine della storia con Bella, sconvolgente e insopportabile), decide di tenersi occupato e decide così di affiancare il giovane Flight in questo caso. Sarà proprio lui a scoprire che il truffatore è sotto protezione di Shane. Nel confronto macho-omoerotico tra l’ispettore cattivo e il giovane poliziotto, scopriamo che il secondo è decisamente al soldo del primo, posizionato astutamente nella H Division allo scopo di tenere Reid sotto controllo.  Ecco quindi delinearsi meglio la figura di questo personaggio di cui eravamo incerti, che si era mostrato diviso, direi che una buona definizione sia combattuto: evidentemente preso da un senso di colpa che tuttavia non lo condiziona abbastanza da “fare la cosa giusta”.

ripperstreet-207-03Questo è un episodio che parla di persone smarrite. Lo è sicuramente, come poco sopra scritto, constable Flight, nel suo ruolo a metà tra due leader, uno corrotto e arrivista, l’altro corretto e idealista. Smarrito è Jackson che non sa più che pesci prendere e che è scombussolato maggiormente dal ritorno del fratello con la sua maledetta pepita d’oro, un problema più che una possibile soluzione. Smarrita è Susan, che pressata dallìaffittuario padrone prova a prostituirsi a lui ma non riesce… ma che si sente costretta a quest’ultima risorsa per liberare se stessa. Smarrite sono le altre donne, Rose e la consigliera Cobden, la prima alla ricerca del corpo e dell’anima dell’uomo che amava e la seconda che ha smarrito la pace emotiva per Reid che si è dato alla macchia. E lo stesso Reid è smarrito, senza Drake si sente incapace di affrontare la crudezza del suo quartiere, di leggere tra le righe del fango e dello sporco per scovare oscurità ancora peggiori. E ancor più smarrito è sicuramente Drake, che si fa pestare a sangue per soldi, in una metafora tutt’altro che sottile di autopunizione.

Alla fine della giornata, sarà l’incontro tra le casualità dei personaggi che riassumerà tutte le trame, con Drake che scopre per caso il cadavere del gioielliere, portando alla luce il delitto operato dal cattivo Shane e che Flight aveva nascosto al proprio Ispettore. Siamo quindi pronti alla tirata finale dell’ultimo episodio, l’ottavo, che purtroppo sancirà la fine di questa piccola perla nera. Sicuramente avremo di fronte lo scontro finale tra Reid e Flight, tra Susan e Duggan, tra Drake e Flight. Vedremo cosa prevarrà, se il lieto fine o l’impossibilità di redenzione. Di sicuro è una serie che meritava più spazio, meritava una terza stagione, per dare la possibilità agli autori di regalarci episodi di fattura straordinaria come “Am I not monstrous” (ep.2.02) o “Become man” (eo.2.03).

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