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Ripper Street: Recensione della Prima Stagione

Ci sono serie di cui non ho bisogno di leggere la trama o vedere i trailer per decidere se le voglio vedere. A volte è l’istinto che mi suggerisce che non ho bisogno di indagare se vale la pena dedicar loro il mio tempo. Ripper Street è una di queste. Mi è bastato il titolo, il riferimento a Jack Lo Squartatore, sapere che era ambientata a Londra in età Vittoriana e che era prodotta da mamma BBC. E così ho avuto modo di apprezzare questi otto episodi, andati in onda tra gennaio e febbraio.

Il vero protagonista della serie è Jack Lo Squartatore, o per meglio dire, la sua ombra. Nel periodo in cui si svolge la storia il più temuto serial killer di tutti i tempi non è attivo, ma il terrore che ha seminato nei mesi precedenti è ancora palpabile e il suo ricordo resta indelebile, soprattutto nelle menti di coloro che hanno, invano, tentato di catturarlo.

ripper-street (1)Il più colpito è, naturalmente, l’ispettore Edmund Reid, interpretato dal meraviglioso Matthew Macfadyen (Orgoglio e Pregiudizio) e personaggio realmente esistito – l’ispettore Edmund John James Reid è stato il capo del CID della Metropolitan Police al momento degli omicidi di Jack lo Squartatore.
Edmun Reid è il classico uomo onesto, giusto e dal forte senso del dovere. Ha però un lato oscuro: il senso di colpa che lo opprime per la perdita della figlia Mathilda, dispersa – e non ufficialmente dichiarata morta – in un incidente in battello, su cui si trovava col padre mentre lui indagava proprio sullo Squartatore. La perdita di Mathilda ha provocato una frattura irreparabile nel matrimonio con Emily, la quale passa le sue giornate in chiesa e a prendersi cura dei bisognosi, abbandonando proprio l’uomo che ha più bisogno di lei, suo marito.ripper-street (1)

Il braccio destro di Reid, l’uomo d’azione, è il Sergente Bennet Drake, interpretato da Jerome Flynn (Bronn di Game of Thrones), che, a mio parere, è colui che ha dato l’interpretazione migliore tra i tre. Il sergente appare un uomo scontroso e solitario, ma rivelerà il suo buon cuore ad una prostituita, Rose, che lo rifiuterà perché troppo povero.

Il terzo lato di questo insolito triangolo della giustizia è rappresentato dal Capitano Homer Jackson (Adam Rothenberg): un medico americano dai modi poco eleganti che si dimostra l’esatto opposto dei ripper-street (3)gentiluomini inglesi che lo circondano. Jackson è un ex Pinkerton – un’agenzia investigativa privata fondata nel 1850 negli Stati Uniti – ed è visto da tutti come un inaffidabile mercenario. Il Capitano è giunto a Londra con Susan, che gestisce un bordello, e solo dopo qualche episodio scopriamo che non è stato altro che l’amore a farli scappare dagli Stati Uniti.

Man mano che andiamo avanti con gli episodi assistiamo ad una trasformazione di tutti e tre: Reid, sempre più ossessionato dal senso di colpa, finisce col tradire la moglie, lo scorbutico Drake si innamora e continua a prendersi cura di Rose nonostante il rifiuto e Jackson si rivela più fedele e onesto di quanto ci aspettassimo. Persino quando è accusato di essere lo Squartatore, non smette di confidare che mr. Reid troverà il modo di scagionarlo e, in parallelo, anche l’ispettore non smette mai (o quasi) di fidarsi di lui.

Secondo vero protagonista della serie è il quartiere di Whitechapel, immerso in una Londra sporca, buia, corrotta. Grigia. I lavori in corso della famosa Tube, le epidemie, la prostituzione, l’elevato tasso di criminalità rappresentano la vera Londra del XIX secolo.

In ogni episodio risolviamo un crimine con Reid, Drake e Jackson, i cui metodi farebbero invidia a Grissom & Co: senza analisi del DNA e apparecchi ipertecnologici, ai nostri detective non resta che il loro intelletto. Svantaggio che rende la soluzione di un crimine ancora più interessante. E non dimentichiamo la costante paura che Jack sia tornato.
Dopo un penultimo episodio incentrato sul Capitano e Susan, il season finale è riservato all’ispettore Reid e al mistero che riguarda sua figlia. Quando Ed scopre che un uomo dichiarato disperso nell’incidente del battello è ancora vivo, torna in lui un briciolo di speranza – che, al contrario di sua moglie, non aveva mai perso del tutto. La bambina prigioniera di Victor non era Mathilda, ma capiamo che Edmund non smetterà mai di credere che sia viva.

Ripper Street si è dimostrato molto di più di un police period drama, è la storia di questi tre uomini, di Londra e dei suoi abitanti. Ci ha regalato momenti molto drammatici – impossibile non commuoversi di fronte alla morte del giovane e adorabile Hobbs, così come momenti d’azione “d’altri tempi”.
La seconda stagione è già stata confermata, mi auguro che confermi quanto stato fatto in questi episodi e, perché no, ci mostri un po’ di Squartatore!

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